MEDICINA TRADIZIONALE CINESE AL SERRISTORI PER I PAZIENTI ONCOLOGICI

Di Lei Jun Pubblicato Novembre 09, 2017

Firenze – I trattamenti di medicina tradizionale cinese integrati nei percorsi terapeutici dei pazienti affetti da tumore. Succede nel presidio Serristori dove il progetto, nato in collaborazione con il Centro Fior di Prugna, Struttura di riferimento regionale per le Medicine Complementari (MC) e la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), è realizzato dagli infermieri su prescrizione del trattamento effettuata dagli oncologi di riferimento.

Nel day hospital oncoematologico diretto dalla dottoressa Sabrina Moretti e dove la referente di oncologia medica è la dottoressa Clara Giordano, in soli tre mesi sono già stati 19 i pazienti coinvolti nel trattamento di medicina tradizionale cinese e un centinaio i trattamenti con risultati percepiti positivamente e con un miglioramento complessivo della qualità della vita.

equipè oncologia serristori

Le tecniche terapeutiche sono l’auricoloterapia, il martelletto fior di prugna e la digitopressione; gli infermieri, appositamente formati, le applicano ai pazienti, soprattutto per ridurre gli eventuali sintomi indotti dalle cure antitumorali.

Per la parte infermieristica, la referente del progetto è Susanna Fambrini coordinatrice infermieristica del day hospital, la quale informa che disturbi come la nausea e il vomito, presenti spesso nei pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico, il dolore, l’ansia, la depressione lieve e le turbe del sonno sono stati alleviati con l’applicazione dell’auricoloterapia pressioni sull’orecchio anche con l’uso di semi vegetali). Viene eseguita anche la digitopressione che consiste in micro massaggi effettuati sui punti dei meridiani che sono dei canali energetici sui quali agisce la medicina cinese; a breve verrà implementato l’utilizzo della tecnica “fior di prugna”, martelletto con il quale vengono stimolate alcune superfici cutanee del paziente in corrispondenza di alcuni meridiani.

L’attività di medicina complementare ha creato notevole soddisfazione anche negli operatori, per la creazione di un percorso di cura integrato.

Offrire agli ammalati opportunità di cura integrate, sicure ed efficaci, è l’obiettivo degli operatori sanitari e, in particolare l’oncologia è stata individuata come settore prioritario.

L’introduzione della medicina cinese, nell’ospedale di Figline, si attua in sintonia con quanto avviene a livello di Area Vasta Centro e più in generale all’interno del percorso di riorganizzazione delle medicine complementari (agopuntura, fitoterapia e omeopatia) nel Servizio Sanitario Regionale toscano.

Sempre più, inoltre, sono i pazienti che richiedono le terapie complementari, come risulta dalla recente indagine Eurispes, in sinergia e a supporto dei trattamenti farmacologici.

Il progetto si svilupperà ulteriormente nel nuovo Day Hospital di Figline, recentemente inaugurato, grazie ad una cospicua donazione operata da parte del Calcit locale, dopo i consistenti interventi di ristrutturazione e gli ampliamenti per dedicare maggiori spazi all’attività sanitaria.

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