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Il Red Brick Art Museum di Pechino

Di Pubblicato Novembre 30, 2017

Il “Red Brick Art Museum” prende il nome dai mattoni rossi usati dall'architetto Dong Yugan per creare spazi che sono notevolmente illuminati dalla luce esterna, tramite fessure e finestre strette incorporate nelle superfici in muratura.

Il “Red Brick Art Museum” è un museo popolare e senza fini di lucro che espone arte cinese e di tutto il mondo, fondato dai collezionisti Yan Shijie e Cao Mei e aperto nel 2014. Il museo è situato nel distretto di Chaoyang della capitale cinese, a nordest del centro della città. Si estende su una superficie di 20mila metri quadrati, dei quali oltre 10mila fanno parte dello spazio espositivo.

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L’architetto Dong Yugan, professore al Centro Ricerche di Architettura alla Peking University, ha progettato l’edificio usando mattoni rossi come materiale principale per gli esterni per una struttura di due piani che prevede una sala di proiezione proprio sopra i sotterranei. Il piano superiore comprende nove spazi espositivi, due sale per le pubbliche relazioni, una sala lettura, una zona pranzo, un bar e diversi altri servizi. Come parte del progetto architettonico per il museo, Dong ha creato anche un giardino curato costituito da mattoni neri contrastanti usati per i vialetti, per i muri e per le panchine.

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Il fotografo architettonico Yueqi Jazzy Li ha visitato il museo ed è rimasto impressionato dal modo in cui l’uso uniforme di mattoni crea una coesione ed una semplicità che contrasta con i negozi fatiscenti nelle vicinanze. “Una volta all’interno del complesso del museo, è chiaro che tutto è una pura celebrazione di un’architettura fatta di muratura e del garden making”, ha detto Li. “Scattando foto degli interni e degli esterni del museo, è difficile non meravigliarsi dell’abilità degli architetti nel creare una ricchezza ed una teatralità in un’area apparentemente ristretta e confinata.”

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I mattoni rossi sono utilizzati per mura, per i piani e per le scalinate all’interno dell’edificio del museo, con le facciate che includono fessure geometriche e finestre strette che aiutano a controllare il livello di luce e di aria che raggiungono l’interno. I mattoni si combinano con il cemento che è lasciato a vista per mostrare la struttura sottostante. Il cemento è applicato anche esternamente per realizzare i posti a sedere e i corridoi sopraelevanti, mentre internamente si vedono le bramme del soffitto e le travi della galleria del piano rialzato. Un’area comune circolare illuminata dall’alto dalla luce esterna è sovrastata da un balcone sul livello superiore ed è circondata da scalini di diverse altezze che possono essere usati come posti a sedere. Gli spazi verdi ricreativi che estendono l’esperienza della visita oltre le mura del museo fanno riferimento ai principi usati per realizzare i giardini tradizionali cinesi.

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Lo spazio esterno include un’area per sedersi, un passaggio composto da una serie pietre che portano ad un piccolo stagno e una fila di pareti perforate con aperture circolari che permettono ai visitatori di guardare dall’altra parte. “Il museo ha spazi così infiniti e trame così stimolanti,” afferma Li “che bambini, ragazzi, adulti e anziani sembrano tutti godere dei loro momenti di giochi, delle loro passeggiate romantiche o di momenti di relax in stile zen.” Tra gli altri progetti architettonici fotografati da Yuaqi Jazzy Li ci sono le forme “pixelate” del Guardian Arts Center realizzate da Büro Ole Scheeren e il Poly Grand Theatre di Shanghai realizzato da Tadao Ando.

Letto 1038 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Novembre 2017 14:43
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