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Cibi pronti o istantanei? I cinesi preferiscono il takeaway online

Di Pubblicato Dicembre 04, 2017

Secondo rapporti di media locali, i cinesi mangiano meno noodles istantanei ma ordinano più cibo da asporto online.

Un trend che un ricercatore ha definito indicativo del fatto che essi si preoccupino molto di più dei valori nutrizionali del cibo, rispetto al prezzo di quest’ultimo. Le vendite di “instant noodles” si sono ridotte di un sesto, pari a otto miliardi di confezioni, durante il triennio 2014-2016, secondo quanto riporta il National Business Daily citando dati delle associazioni dei produttori. Gli ordini per i pasti da asporto online nel frattempo sono cresciuti di otto volte dal 2011.
“L’espansione rapida del business delle consegne a domicilio per il cibo ha colpito duramente i produttori di noodles istantanei” ha affermato Wang Yaohong, ex-vicepresidente di Baidu Waimai, il ramo dedicato al food delivery del più grande motore di ricerca cinese. Qualcosa come 46,2 miliardi di confezioni di noodles istantanei sono stati consumati in Cina nel 2013 – in crescita del 9% dal 2011 – ma questo dato scende del 16,6% a 38,5 miliardi di confezioni nel giro di tre anni al 2016, sempre secondo i dati dell’associazione dei produttori mondiale. Queste cifre dimostrano che i consumatori cinesi hanno spostato la loro attenzione riguardo il cibo verso pasti nutrienti, invece che “riempirsi lo stomaco” solamente, citando Zhao Ping, direttore delle ricerche sugli scambi globali al Consiglio Cinese per la Promozione del Commercio Internazionale.

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Questo cambiamento nei gusti dei consumatori ha colpito i produttori di noodles istantanei. Le entrate di Master Kong – il maggior produttore - sono calate di un terzo a 3,2 miliardi di dollari nel triennio precedente il 2017, secondo le analisi. Nel periodo 2006-2013, invece, gli incassi dell’azienda erano quadruplicati fino a 4,3 miliardi di dollari. Per i rivenditori, i margini di guadagno sono bassi. Un’azienda, che è rimasta anonima, ha riferito al South China Morning Post che il loro guadagno su ogni confezione venduta è di soli 6 centesimi di dollaro statunitense.

Intanto, il business dei pasti a domicilio ha conosciuto una rapida crescita negli ultimi anni. Manodopera a basso costo e competizione tra i grandi player hanno tenuto bassi i prezzi, rendendo i prodotti istantanei meno attraenti per i consumatori, che invece hanno la possibilità di ordinare online e ricevere cibo fresco in 30 minuti, riferisce Wang al SCMP. “A volte questi takeaway online sono anche più economici dei noodles istantanei se si riesce a cogliere qualche promozione offerta dalle compagnie” ha aggiunto.

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In media, ogni cinese mangia 40 confezioni di noodles istantanei all’anno – una cifra più bassa rispetto a sudcoreani, vietnamiti e indonesiani, secondo i dati del database online Statista. Ma gli ordini per il takeaway online in Cina rappresentano il 20% dei ricavi per le consegne a domicilio – il dato più alto al mondo. Il consiglio di stato cinese a settembre ha incoraggiato l’industria alimentare a sviluppare un maggior numero di prodotti surgelati e istantanei.

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