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L'arte di catturare il tempo: Ma Liang

Di Pubblicato Marzo 07, 2018

Ma Liang non scatto solo delle foto. Il suo processo creativo è come la direzione di un'opera teatrale o curare una mostra di oggetti d'antiquariato.

I suoi pezzi sembrano film o forse fermo immagine di scene teatrali, così vividi e intricati sono i costumi, i personaggi, gli accessori, i colori e l'illuminazione. Riusciamo quasi ad immaginarci che ci sia una storia dietro quella scena.

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Le fotografie di Ma si pongono su una linea tra il reale e il surreale. Le scene che crea provengono in gran parte dai suoi sogni o quelli dei suoi amici, ma il simbolismo che usa è radicato nella vita reale. Le sue opere spesso evocano ricordi condivisi di una particolare generazione. "Il pubblico potrebbe pensare che le foto siano reali quando le vedono", dice Ma, "ma il contenuto in sé è surreale e crea una tensione interessante".
Nato a Shanghai nel 1972 in una famiglia con il teatro nel sangue: la madre di Ma Liang era un'attrice, mentre suo padre era un noto direttore d'opera di Pechino. Prima che Ma iniziasse la sua educazione artistica all'età di 12 anni, suo padre lo fece passare due anni a esercitarsi nel wusheng, il ruolo di un soldato maschio nell'opera tradizionale cinese. Ma aveva in mente altro, però, ovvero diventare un artista.

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Ma ha iniziato a usare la sua arte per evocare memorie emozionali collettive mentre lavorava come inserzionista. Alcune immagini contenevano un tesoro di memorie individuali legate allo sviluppo, tra cui quella della nuovissima stazione della metropolitana nella Pudong New Area di Shanghai, una serie di grattacieli incombenti in costruzione, vicini a piccoli e vecchi negozi. Il video mostrò l'esperienza collettiva dell'urbanizzazione e fece vincere a Ma una serie di premi del settore. Nel 2004, Ma ha iniziato a esprimersi attraverso la fotografia. Durante i primi anni, Ma imitava i registi teatrali supervisionando ogni elemento della foto, oltre a istruire i modelli sulle espressioni e le posture che si adattano all'ambientazione. Nella serie del 2005 "Shanghai Boys", giovani uomini con sciarpe rosse intorno al collo e guance arrossite, si esibiscono in pose esagerate con lo sfondo della vita quotidiana in una vecchia casa in stile europeo di Shanghai. Delle scene surreali, ma che evocano un forte senso di identità tra il pubblico. Molti cinesi attualmente trentenni, ad esempio, sono stati costretti, da bambini, a fare pratica di pianoforte ogni giorno sotto lo sguardo severo dei loro genitori. All'inizio del millennio, quella generazione di giovani stava entrando nel mercato del lavoro e diventando parte della società. Il lavoro di Ma entra in risonanza con una vasta gamma di pubblico grazie alla sua capacità di proporre sentimenti condivisi.

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L’ultima mossa creativa di Ma ha nuovamente oltrepassato i confini. Nella sua installazione "La Via Lattea", ha esposto più di 1.000 fototessere, comprate in un vecchio mercato delle pulci di Lanzhou (capoluogo del Gansu). Oltre a questo, Ma ha anche raccolto una grande quantità di documenti risalenti all'istituzione della Repubblica popolare cinese (1949) - giornali, quaderni, cartoline, autocritiche provenienti dalla Rivoluzione culturale - e li ha esposti sui muri del Bund18, galleria d'arte di Shanghai. "Ho osservato in foto i volti delle persone che possedevano questi oggetti e ho letto le loro parole: sono riuscito a percepire i drammi e i problemi che hanno affrontato", dice Ma. "Quella generazione di persone sembra essere sopravvissuta, ognuno con i suoi mezzi, ma tutti uniti".

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Col passare del tempo, Ma si sforza di capire i tempi che stiamo vivendo. "Questa epoca mi confonde a volte", ammette. "Non è solo una crisi creativa per me come artista; forse è una crisi di mezza età, sento che sto già perdendo la di vista il nodo cruciale dei nostri tempi. "È una considerazione sconcertante per un artista il cui lavoro ha sempre toccato il rapporto tra memoria collettiva e individuale. "Le persone di epoche diverse hanno mentalità diverse", conclude. "La cosa più patetica è quando si cerca di aggrapparsi a qualcosa che non si capisce nella speranza di rimanere pertinenti. Alla fine, inevitabilmente si rimane indietro. "

Letto 3684 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Marzo 2018 18:21

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