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La città cinese che raziona l'acqua. Il paradosso di Si County.

Di Pubblicato Luglio 12, 2018

Nella regione in cui scorrono i tre più grandi fiumi della Cina, si attinge l’acqua dal sottosuolo. Ciò sta causando una pesante siccità in tutta l’area.

Hui Chunjie è un’abitante di Si County. Essendo cresciuta in campagna e avendo vissuto come lavoratrice migrante per anni, lei e suo marito avevano messo da parte dei soldi e avevano comprato una casa in città. Nonostante l'edificio non apparisse bellissimo, consumato da anni di vento e pioggia, il loro appartamento era spazioso e ben arredato. Ma la gioia per una vita in città è svanita rapidamente.

"Non c'era una goccia d'acqua" ha raccontato a Sixth Tone Hui, 35 anni. Ogni mattina, doveva comprare un contenitore di acqua filtrata e portarlo in casa salendo quattro rampe di scale solo per poter fare il bucato e cucinare per i suoi due figli.

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La contea di Si, situata sul delta del fiume Yangtze, è circondata da molta acqua. Il capoluogo, una tranquilla città con 3000 anni di storia, si trova proprio tra un canale e un fiume che confluiscono nel vicino Lago Hongze, il quarto lago d'acqua dolce più grande della Cina.

Nel 1990 delle indagini governative notarono l’esistenza di strati sotterranei di roccia porosa che hanno portato alla creazione di falde che contenevano acqua "in abbondanza" - circa 1,05 trilioni di litri, sufficienti a riempire 420.000 piscine olimpioniche.

Ma si parla di quasi trent’anni fa. Da allora, la contea di Si - come molte altre città cinesi – ha conosciuto un tasso di urbanizzazione altissimo. Dai 35mila abitanti nel 1996, oggi la popolazione è decuplicata.

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Nel corso degli anni, il capoluogo della contea si è riempito di blocchi di appartamenti circondati da sempre nuovi cantieri. Lungo la strada, dei cartelloni pubblicitari pubblicizzano nuovi immobili con promozioni da supermercato: "Acquisti due piani, ne paghi solo uno".

A causa di questo sviluppo, la contea di Si non può più contare sulle sue acque sotterranee o sui fiumi poco profondi, colpiti da inquinamento e da siccità stagionali: le piogge sono abbondanti durante l'estate ma rare in inverno. L'unica fonte di acqua della contea è in profondità. Ma i pozzi sono a secco.

Zhang Yue, manager della centrale idrica di Si County, è preoccupato. I livelli delle acque sotterranee scendono di due metri all'anno. "È difficile pompare acqua ora", dice Zhang a Sixth Tone. Il flusso medio giornaliero di acqua dai 30 pozzi della contea è diminuito da 80.000 litri per pozzo nel 2005 a soli 10.000 litri oggi.

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La Contea di Si sta affrontando una scarsità giornaliera di fino a 20 milioni di litri d'acqua - circa due terzi della domanda totale residenziale. Quando arriva l'estate e la domanda aumenta, l'acquedotto raziona l'acqua accendendo i rubinetti per due ore ogni mattina, giorno e sera.

Ma nemmeno così l'acqua arriva nell'appartamento al quinto piano di Hui: la pressione dell'acqua della contea è diminuita di un terzo in tre anni. "Non c'è abbastanza acqua in questo edificio alto", dice. La famiglia,recentemente, ha dovuto acquistare una pompa elettrica per compensare la mancanza di pressione dell'acqua.

Uno dei vicini di Hui, che vive nell'edificio dal 2006, dice che l'area ha sempre sofferto sporadiche carenze d'acqua, ma mai come da un anno a questa parte. "A volte manca l’acqua per 10 giorni di fila", dice.

Per raccogliere l’acqua, Xu tiene in bagno due grandi bacinelle e ha installato una pompa elettrica alle sue tubature in modo da poter fare la doccia. La sua percezione è che nessuno stia tentando di risolvere un problema così pressante. "Dopotutto, l'acqua è il bene più importante di tutti, non è così?" dice Xu.

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Sebbene quello della contea di Si sia un caso limite, in ben due terzi delle città cinesi si vive con lo spettro del rubinetto a secco. Questo è in parte dovuto all’altissimo tasso di urbanizzazione, esplicitamente incoraggiata dalla politica del governo - il pensiero è che le persone in città siano più produttive, consumino di più e portino a maggiori investimenti nel settore immobiliare e nell'industria.

Nel 1978, meno di un cinese su cinque viveva in città. Oggi siamo al 59,2 percento – con la grande spinta dell'obiettivo nazionale del 60 percento entro il 2020.

Letto 1127 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Luglio 2018 15:51

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