Dal dialogo economico con i giovani imprenditori della comunità cinese fino a vestire i nuovi ricchi: ecco il futuro del distretto tessile

Di Pubblicato Gennaio 31, 2019

L’appuntamento organizzato dall’associazione Pratofutura

La necessità di un dialogo anche e soprattutto di carattere economico con i giovani imprenditori della comunità cinese del territorio e l’intercettazione di quelle fette di mercato che i nuovi ricchi nel mondo rappresentano, per le produzioni tessili di qualità offerte dal distretto pratese. Sono queste in estrema sintesi le principali occorrenze emerse dall’appuntamento intitolato “Come è cambiata la realtà economica, come è cambiata la città, come è cambiata Pratofutura: quale la nuova visione di futuro?”, incontro con protagonisti di eccezione: Antonio Lucchesi e Andrea Balestri intervistati da Umberto Cecchi”, organizzato dall’associazione Pratofutura.

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Di fatto si è trattato di un approccio scientifico e non solo di sentiment in merito a fenomeni fondamentali, come il rapporto con università e grandi guru che hanno dedicato attenzione scientifica al distretto, ma anche al rapporto con l’innovazione tecnologica nel pieno rispetto dell’ambiente. Tra i temi al centro dell’incontro la crisi di fiducia e propensione agli investimenti. Forte l’attenzione verso un punto di equilibrio nel rapporto e nel dialogo con la nuova imprenditoria cinese, così come con le associazioni di rappresentanza e con la città di Firenze. Sullo sfondo la volontà di conferire un ruolo più forte a Prato. Tra gli intervenuti, imprenditori di spicco ancora legati al fascino del piccolo e bello, accanto al altri più consapevoli della necessità di una crescita dimensionale aziendale e più generalmente culturale.

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“Nel 1982 – ha dichiarato Antonio Lucchesi, socio fondatore di Pratofutura – già si vedevano ombre all’orizzonte per il distretto tessile pratese e già si poteva immaginare che sarebbero arrivati anni peggiori di quelli che avevamo passato. Ma nessuna delle strutture forti di Prato in quel momento mi sembrava che avesse la libertà di potersi esprimere in maniera indipendente e fu lì che nacque l’idea di chiamare un gruppo di imprenditori che con grande interesse e forte entusiasmo hanno portato a questa associazione, questo gruppo di Pratofutura, questo il nome che fu scelto fra tanti altri papabili, che mi sembra abbia portato fortuna, perché Pratofutura dopo 35 anni sta andando molto bene”.

Da parte sua Andrea Balestri, primo segretario di Pratofutura, ha aggiunto “Credo che sia la curiosità, la voglia di fare, la molla che spinge questo gruppo di imprenditori a dotarsi di uno strumento che li aiuti a mettere a fuoco, a fare una mappa, che poteva essere incompleta, ma è sempre meglio avere una mappa incompleta che non averne alcuna. In tutto il momento nei primi anni 80 nascono le organizzazioni che si occupano di futuro. Prima di allora il futuro era semplicemente il terreno dei sogni e dell’immaginario, negli anni 80 diventa il terreno sul quale bisogna lavorare. Così fecero gli imprenditori che diedero vita a Pratofutura”.

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