Lo status del turismo cinese in Italia

Di Pubblicato Febbraio 18, 2019

Buon cibo, vino, bel tempo e non solo. Le preferenze dei turisti cinesi sono sempre più orientate verso una vacanza che offra un’esperienza unica rispetto al tradizionale "mordi e fuggi".

 

 
I cinesi sono sempre più attenti al tipo di servizi a cui vogliono  accedere e lo scopo del viaggiare è passato dal semplice visitare nuovi posti al voler godere di servizi di alta qualità. L’industria del turismo cinese ha visto un costante sviluppo negli ultimi anni, grazie alla crescita economica degli ultimi decenni e al miglioramento delle condizioni di vita. Si prevede che questo trend continuerà a crescere fino a raggiungere 160 milioni di viaggi all'estero entro il 2020.
 

L’Europa è sempre più in voga tra i giovani turisti e tra turisti che viaggiano i gruppi o in tour organizzati da agenzie di viaggio. Grazie al visto Schengen, che permette ai turisti extra-UE di visitare più paesi dell’Unione Europea a condizione che si sia ottenuto un visto rilasciato dall'ambasciata di uno dei 26 paesi europei che hanno aderito alla convenzione, i turisti cinesi cercano di visitar quanti più paesi possibile, in modo da sfruttare al massimo il loro visto e la vicinanza geografica tra i paesi dell’UE. Un’altra novità importante riguarda il processo per richiedere un visto, che negli ultimi anni è stato semplificato. Come si può leggere sul sito dell’ambasciata italiana a Pechino, “L’Italia consente in Cina di presentare domanda di visto presso tutti gli uffici consolari indipendentemente dalla residenza indicata nello hukou.”. Come ben sappiamo, il sistema cinese di registrazione delle famiglie lega una persona alla zona in cui si viene registrati. Ad esempio, se un lavoratore che è nato in una regione rurale decide di trasferirsi in città per trovare lavoro, una volta trasferitosi gli verrà negato l’accesso ad alcuni servizi dato che in base al suo hukou viene registrato come “residente rurale”. Se a primo impatto la decisione di slegare la domanda di visto dalla propria residenza può sembrare banale, in realtà va a semplificare di molto le procedure burocratiche in un paese in cui nel 2017 I lavoratori migranti ammontavano a 286.5 milioni di persone. È stato a partire da Aprile 2014 che l’Italia ha deciso di semplificare la procedure in modo da venire incontro a chi sarebbe dovuto andare ad un centro consolare distante dalla città in cui lavora, in modo da aumentare i flussi di turismo e business verso l’Italia.

 

L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per il suo patrimonio culturale, i suoi paesaggi, la sua cucina e la storia millenaria, ed è sempre stata una delle mete preferite tra i turisti cinesi in Europa. Secondo un articolo del China Daily l’Italia risulta tra le prime 10 destinazioni all'estero più popolari tra i giovani in Cina (occupando il settimo posto, dopo Giappone, Stati Uniti, Austria, Norvegia, Germania e Tunisia). Il bel paese attrae non solo per la storia millenaria e il clima favorevole, ma anche per il tradizionale senso della moda associato all'Italia che, insieme alla Francia, rappresenta la meta più conveniente per i turisti in cerca di beni di lusso, dato che i due paesi hanno prezzi più bassi del 22% rispetto alla media globale. Secondo un report di Exane Bnp Paribas, in Francia, Italia e Spagna i consumatori comprano tra l’85 e il 95% dei beni di lusso nei loro rispettivi paesi, mentre la quota di prodotti comprati da stranieri ammonta al 70-80%.

 

Ma che iniziative ha adottato l'Italia per far sentire i turisti cinesi a casa? L’aeroporto Fiumicino ha recentemente abilitato WeChat Pay per permettere ai turisti di pagare comodamente dal loro smartphone. La collaborazione con Natixis Payment, una società che si occupa della creazione di pagamenti digitali, ha permesso all'aeroporto Leonardo da Vinci di essere il primo scalo in Italia a dare questa opportunità ai passeggeri in transito. Secondo quanto riporta Xinhua, la decisione di adottare questo nuovo sistema di pagamento sarebbe derivata da un aumento del 30% nel numero di visti emessi dalla ambasciate italiane in Cina nei primi sei mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche a Milano la rivoluzione passa dal digitale e a tal riguardo la città si è attrezzata per permettere agli utenti di Wechat di scoprire la città tramite un canale con informazioni turistiche in lingua.

 

Anche la capitale si è attrezzata per fornire ai turisti cinesi un’esperienza che abbatta le barriere linguistiche. L’aeroporto di Fiumicino, oltre all’account WeChat ufficiale e i personal shopper che parlano in cinese, ha recentemente aperto un desk informazioni in cui si parla Mandarino. Questa iniziativa, insieme a quelle intraprese in passato, ha contribuito a fargli ottenere uno dei più alti livelli di soddisfazionetra gli aeroporti occidentali.

 

Le strategie di inclusione che stanno prendendo piede nel Bel Paese fanno pensare che sempre più turisti saranno attratti dall'idea di poter viaggiare con più comfort sia grazie alle forme di pagamento che vengono utilizzate in Cina, grazie all'offerta di servizi per i clienti capaci di interagire in Cinese. Anche il modo di viaggiare è cambiato, andando a preferire dei soggiorni più lunghi che permettano di assaporare meglio il luogo che si visita, invece del “mordi e fuggi”. L’interesse che viene da sempre dimostrato nei confronti del nostro paese dovrebbe essere considerato come un’opportunità per esaltare le nostre eccellenze, senza dimenticare i rischi del turismo globale.

 

Letto 5338 volte Ultima modifica il Giovedì, 28 Febbraio 2019 16:35

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