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Breve storia del caffè in Cina (e non solo)

Di Pubblicato Febbraio 20, 2019
Se diciamo Cina, una delle prime cose che ci verranno in mente è il tè, ma da quando la Terra di Mezzo ha aperto la propria economia ad investimenti stranieri, il suo mercato si è aperto anche a  nuovi gusti e nuove coltivazioni.
 
Qualsiasi bevanda che cerca di entrare nel mercato e nel cuore dei cinesi deve competere con il té, la cui coltivazione e consumo affonda le sue radici nella millenaria tradizione cinese. Nonostante ragioni economiche e culturali facciano del caffè una bevanda di nicchia, il suo consumo generale ha visto un trend in tendenza, che si prospetta continuerà a crescere nei prossimi anni.
 
 
Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo un po’ indietro (ma non troppo) nel tempo.
 
 
Il primo incontro con il caffè avviene nel 1892, quando un missionario francese porta alcuni chicchi di caffè in Yunnan per la popolazione della contea di Binchuan. La qualità di caffè che era stata portata era quella Arabica, e il primo incontro non fu un vero e proprio successo. L’industria del caffè iniziò solamente nel 1988, poco meno di 100 anni dopo. I primi esperimenti iniziarono negli anni 50, ma a causa della Hemileia vastatrix (Ruggine del caffè), si ebbe una drastica diminuzione delle aree coltivabili che ostacolò la produzione per lungo tempo. Se la qualità Arabica ha fatto il suo ingresso in Cina partendo dallo Yunnan, la qualità Robusta è stata portata ad Hainan (l'unica area tropicale in Cina) dalla Malesia nel 1908. Nonostante sia un prodotto alquanto “nuovo” per la Cina, altri paesi in Asia hanno già da tempo assaporato questa bevanda, come in Indonesia, in cui il caffè è stato introdotto dagli olandesi nel 1600. 
 
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Tra i fattori che hanno spinto l’industria del caffè a svilupparsi così tardi vi sono, oltre a fattori culturali, anche fattori politici. Il caffè ha fatto il suo ingresso in Cina 20 anni prima del crollo della dinastia Qing nel 1912, e fino alla fine della Rivoluzione Culturale (1976) il paese ha sperimentato diverse riforme e cambiamenti socio-politici che hanno distolto l’attenzione dalla coltivazione di un prodotto importato dall’Occidente. È a partire dagli anni 90 che si iniziano a muovere i primi passi verso la torrefazione del proprio caffè. Le riforme rurali adottate dal governo dello Yunnan dopo il programma di riforme e aprture di Deng Xiaoping ha influenzato le politiche di uso della terra da parte degli agricolotori dello Yunnan. Nel 1988 il governo dello Yunnan ha firmato un programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UN Development Program) con Nestlé e la World Bank. La cooperazione con Nestlé ha aiutato gli agricoltori ad acquisire le conoscenze necessarie per potersi lanciare in questa industria.
 
Verso la metà degli anni 90, la Cina figurava come 30esimo produttore al mondo di caffè, mentre oggi si ritrova nella top 20. Quasi tutto il caffè in Cina viene prodotto in Yunnan, la provincia in cui è stato introdotto per la prima volta. Perché proprio lo Yunnan? Grazie al clima e alla sua posizione sopra il livello del mare, lo Yunnan è la provincia più adatta per la coltivazione del caffè, specialmente grazie alla sua vicinanza con il Vietnam, altro grande produttore. I distretti principali in cui si coltivano i chicchi sono Puer (proprio da dove proviene il famoso tè), Baoshan, Dehong, Xishuangbanna, Lincang, Wenshan, Honghe e Nujiang. Fino ad adesso, lo Yunnan produce il 99% del caffè in Cina, il restante 1% viene prodotto ad Hainan e Fujian.
 
Nel 1999 ha aperto il primo Starbucks a Pechino, e adesso il colosso del Coffee-to-go conta 3600 negozi in 150 città. Ma Starbucks non è l’unica catena a competere per il mercato del caffè in Cina; Luckin Coffee, una startup cinese che vale più di 1 miliardo di dollari, prevede di aprire 2500 nuovi negozi nel 2019. Il modello vincente di Luckin Coffee, che dopo nove mesi dal suo lancio sul mercato aveva già aperto più di 500 outlet in Cina, si basa su uno uso strategico dello smartphone. Tramite lìapp è infatti possibile scegliere dal menù la bevanda preferita e pagare tramite WeChat o i punti accumulati sull'app, senza bisogno di tirar fuori il portafogli e contare le monetine.
 
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A causa della sua vastità,il mercato cinese fa gola a molti. Nonostante un trend in costante crescita (si prevede che il mercato del caffè in Cina vedrà un incremento annuale del 9.8%), la difficoltà maggiore risiede nell'attrarre fasce d’età al di fuori dei millenials. Anche se negli ultimi anni si è registrato un calo del prezzo, il caffè rimane comunque un lusso per pochi.
 
 
 
Fonti: Zhang, H & Li, J & Zhou, H & Chen, Z & Song, G & Peng, Z & P Pereira, A & Silva, Maria do Céu & Varzea, Vitor. (2013). Arabica Coffee Production in the Yunnan Province of China.  https://www.researchgate.net/publication/280314851_Arabica_Coffee_Production_in_the_Yunnan_Province_of_China
 
Letto 2975 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Febbraio 2019 16:16

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