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Aspirin, la cura culturale per una comunità?

Di Pubblicato Aprile 05, 2019

Sarah Manganotti ci accompagna alla scoperta di Aspirin, una libreria/bar ma soprattutto un punto di scambio e di incontro  

 

Innanzitutto chi è Leonardo Qiu?
“Sono arrivato in Italia 16 anni fa, ora ho 31 anni.
Come tanti cinesi sono giunto qui a Milano attraverso il processo di ricongiungimento famigliare.
All’inizio la vita è stata dura; nuovo paese, nuova lingua, nuova cultura.
Potete immaginare le mie difficoltà: arrivare in un paese sconosciuto a 15 anni, con una struttura linguistica già consolidata, e di seguito affrontare il mondo della scuola.
Successivamente mi sono iscritto all’università ad un corso di Marketing internazionale come molti cinesi di 2°generazione, ma dopo un anno sentivo dentro di me il desiderio di creare qualcosa di concreto, così la mia parte imprenditoriale ha preso il sopravvento e ho iniziato a gestire diverse attività commerciali di famiglia (un bar che esiste ancora oggi), poi un negozio di elettronica, un ristorante giapponese che poi ho venduto, per passione ho aperto anche un ristorante tradizionale cinese!”

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E poi è arrivato Aspirin
“Ci siamo ritrovati io e un gruppo di miei amici a pensare di aprire qualcosa di diverso dai soliti locali che avesse anche l’obiettivo di creare una nuova immagine della comunità cinese, ritenuta da sempre poco comunicativa e chiusa, intenta solo al lavoro per se stessi.
E’ come se sentissimo una responsabilità di dover sanare questa mancanza di comunicazione tra culture differenti con un messaggio diverso, con anche la possibilità di fare promozione culturale.
Ci tenevamo a fare qualcosa di bello, così è nata l’idea di aprire questo bar/libreria qui a Milano.”

Perché Aspirin?
“Trovare il nome per un negozio non è mai cosa semplice ed è una cosa molto importante dare il nome giusto alla propria attività. Il nome racchiude tutti i principi fondatori del negozio.
Tutto è nato quando uno dei nostri soci fondatori si fece male alla gamba e sul momento aveva bisogno di una medicina che curasse questo dolore e l’aspirina è uno degli antidolorifici più comuni.
E quindi abbiamo deciso il nome Aspirin perché la Cina e i cinesi sono “malati” nel cuore: i nostri connazionali sono “malati” perché ormai si sono troppo focalizzati a trattare solo di business, abbiamo trascurato da troppo tempo il fabbisogno psicologico e mentale.
Se si cerca di organizzare per ritrovarsi di solito ci si sente rispondere che si è troppo occupati a gestire i propri affari, non c’è nessuno che è occupato a leggere un libro!
Vogliamo lanciare il messaggio alla nostra comunità di fermarsi un attimo e di avere cura del proprio spirito tanto quanto del benessere economico.
Non è stato un’impresa facile all’inizio, soprattutto per cercare uno spazio qui a Milano che soddisfacesse le nostre esigenze, ma alla fine ci siamo riusciti.

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In cosa Aspirin è diverso?
Sicuramente la scelta della zona in cui abbiamo aperto è importante perché ci consente di avere una clientela diversificata e di raggiungere il nostro scopo: creare un ambiente rilassato di scambio linguistico e culturale.
Pensare di proiettare uno spazio simile in Sarpi temo non sarebbe stato in linea al nostro pensiero di reciproca conoscenza, rimanendo così ancora troppo legati ad una certa idea di locale.
Da noi infatti potete trovare studenti italiani, cinesi e internazionali che studiano, chiacchierano e che hanno modo di portare avanti il nostro obiettivo: oltre ad essere una libreria/caffetteria, da Aspirin si possono acquistare anche testi e romanzi cinesi, romanzi di fama internazionale tradotti in cinese e ovviamente testi in italiano e/o inglese.
Ci teniamo davvero tanto che soprattutto gli italiani possano vedere un’altra immagine della comunità cinese, una comunità la cui cultura non è fatta solo di business, ma di arte, storia, aspetti che ormai anche molti di noi stanno dimenticando.
Non meno importante è dimostrare che c’è un forte desiderio di integrazione da parte nostra, non siamo tutti impassibili agli eventi che ci circondano e vogliamo sentirci parte di un mondo in cui siamo cresciuti senza rinunciare però al nostro passato e alle nostre origini.
Desideriamo una pacifica convivenza delle nostre due anime che albergano in noi, sia da cinesi che di italiani.
Per questo abbiamo anche calendario di eventi aggregativi per offrire più esperienze diverse.

Vi lanciate anche in attività anche molto particolari
Si, oltre alle classiche presentazioni di libri o incontri con autori, vogliamo che il nostro spazio sia polifunzionale; da qualche settimana infatti stiamo lanciando incontri di diverso genere, dal Language Corner in Inglese, alle lezioni di pittura, o anche perché no, lezioni di tango?
Mai visto un cinese ballare il tango?

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Con anche una community Wechat molto attiva
Esatto, ormai chiunque si avvicini alla cultura o al mondo cinese non può vivere senza Wechat e di conseguenza anche noi siamo presenti con il nostro profilo, ma siamo anche su Facebook e su Instagram; si parla tanto di villaggio globale e la nostra idea è quella di aprirci più possibile al mondo, vogliamo essere un “negozio globale”.

Da qui a due anni come vedi il futuro di Apirin?
Spero vada tutto bene (ride)!
Adesso è ancora difficile da definire, stiamo attraversando una fase transitoria dove tutti noi ci stiamo mobilitando per avere più scelte e opzioni possibili da valutare per il futuro di questo locale.
Oggi è molto di moda l’espressione “costi/benefici”, e per quest’attività dobbiamo comunque fare delle valutazioni economiche importanti, perché per noi è un investimento a lungo termine.
Raggiungere l’autosufficienza sicuramente per noi è il primo obiettivo.
Io mi sento ottimista perché so che quello che sto facendo ha un valore; senza cultura, non ci può essere nessun risveglio della mente e della coscienza.

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Asprini Lifestyle Bookstore
Piazza Spotorno 2, Milano

Aspirin Lifestyle Bookstore (Facebook)

 

Manganotti Sarah è laureata in tedesco e cinese presso L’Università di Milano in Mediazione linguistica-culturale. Dopo la laurea ha vissuto a Pechino continuando i suoi studi di cinese presso la Language and Culture University. Al momento lavora presso un istituto internazionale di moda e design come China desk: allo stesso tempo porta avanti progetti culturali e d'integrazione per Associna.

Letto 2939 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2019 09:53

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