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Arte tra Italia e Cina - Intervista a Peishuo Yang

Di Pubblicato Luglio 02, 2019

In un caldo pomeriggio di Giugno, incontriamo Peishuo Yang, responsabile e gallerista di MA-EC.

Raccontaci un po’ di te.

“Sono una gallerista.

Prima di arrivare a Milano, sono stata a Firenze per 17 anni, sono arrivata in Italia nel 1997.

I miei primi 5 anni in Italia ho vissuto presso una famiglia fiorentina: ho dei bellissimi ricordi di quel periodo, perché mi sono sentita trattata proprio come una figlia. Ogni tanto appena posso torno a trovarli.
Ho frequentato prima l'Accademia d’arte e poi mi sono laureata all’Università degli Studi di Firenze. Successivamente, attraverso uno spazio d’arte di Shanghai (società madre di MA-EC), ho inaugurato la prima galleria a Firenze, che non era solo una galleria ma un centro di progetti d'arte.

Dopo qualche anno però ho capito che le possibilità di sviluppo a Firenze erano un po’ limitate, e ho deciso di trasferirmi a Milano.

 

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Ottobre 2013. Nasce il MA-EC.

Nel 2013 ho aperto MA-EC, ovvero Milan Art & Events Center. La scelta del nome è stata molto importante; non siamo solo una galleria, ma abbiamo specificato l’idea di spazio d’arte perché volevamo dare un’idea precisa del nostro metodo operativo, da noi non trovi solo una compravendita di opere artistiche, ma anche performance, incontri e conferenze a tema, possibili scambi culturali (v. evento di Contaminafro* in Fabbrica del Vapore).
Siamo una realtà che vuole parlare dell’arte in tutte le sue forme e che è disponibile a nuove sperimentazioni in campo artistico-espressivo; è una tendenza che sta prendendo molto piede in Europa e noi ci stiamo allineando a questo nuovo modo di fare arte.

Ammetto che il primo anno di vita è stato difficilissimo, ma adesso, grazie al recente cambio sede a Palazzo Durini, siamo una realtà stabile e in continuo sviluppo.

Trovo emozionante poter lavorare qui e avere davanti a me lo studio presso cui aveva soggiornato il Canova durante la sua permanenza a Milano: è come respirare arte tutti i giorni.”

 

Quando nasce questo amore per l’Arte?

“Da sempre, da quando ho memoria direi.

All’inizio, dopo aver concluso i mie studi all’Accademia d’Arte pensavo di fare l’artista, ma poi ho scoperto un mio profondo interesse per l'art business.

Come gallerista per me è anche importante veicolare messaggi di diversi artisti, mi piace condividere i loro linguaggi, le loro idee, la loro ricerca e anche la loro sofferenza e dare la possibilità di renderli visibili ad un pubblico sempre più ampio.

Sicuramente è importante per me il ritorno economico come gallerista, tanto quanto la mia responsabilità di poter dare voce a più artisti.”

 

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In un momento storico in cui la cultura e l’arte continuano a non avere abbastanza investimenti, come vedi la realtà degli artisti in Italia?

 

“Non credo che in Italia ci sia un problema di valorizzazione, è che ne avete troppa! (sorride).

Magari sarebbe interessante valutare più investimenti sull’arte contemporanea.

Giusto quest’anno all’ArtBasel (una delle più importanti manifestazioni artistiche a livello mondiale) un’artista italiana (Giulia Cenci) ha vinto un premio importante (è la 1° volta negli ultimi 30 anni) mentre il secondo premio è andato ad un’artista cinese, quindi sono doppiamente contenta!”

 

La parte più bella del tuo lavoro.

“Vedere gli artisti che promuovo capiti e apprezzati, i loro messaggi e i loro linguaggi riconosciuti e ammirati e che possono trarre anche un ritorno economico per ciò che fanno.´

 

Come vedi in questo momento l’arte contemporanea cinese?

“Sicuramente questo è un periodo molto fertile per gli artisti contemporanei in Cina; sono molto giovani e grazie allo sviluppo economico di questi anni e maggiori possibilità di confronto e riconoscimento dall’estero, per le nuove generazioni intraprendere un certo stile di vita diventa più “facile” rispetto a 10 anni fa; basti pensare alla possibilità di studiare all’estero, alla facilità di recuperare nuovi materiali.
Ínoltre stanno nascendo sempre più spazi dedicati all'arte, dove gli artisti possono vivere e lavorare (vedi il Songzhuang Artists’Village nella periferia di Pechino).”

 

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Peishuo e MA –EC tra 10 anni.

“Il mio desiderio sarebbe quello di poter presenziare a tutte le fiere importanti a livello internazionale, come ArtBasel in Svizzera.
Ti svelerò un segreto, stiamo già lavorando per ArtBasel di Hong Kong!

 

In realtà in Biennale quest’anno siete già presenti!

“Quest’anno, in occasione della Biennale 2019, MA-EC è riuscita ad avere per la prima volta uno spazio proprio all’interno dell’Arsenale e siamo anche segnalati sul programma ufficiale (vedi link a fondo articolo)
E’ una grande soddisfazione e un grande salto di qualità per noi.

La mostra si intitola Pei’s world, a brief history of a Chinese gallery in Italy, con artisti da 5 Paesi diversi, perché la nostra realtà non è solo cinese ma vuole essere una finestra per artisti da tutto il mondo. Dopo 5 anni dall’apertura è sicuramente un grande riconoscimento al nostro impegno ”


Consigli per chi vorrebbe lavorare nel mondo dell’arte?

“Innanzitutto per lavorare nell’arte bisogna adottare una forma di pensiero ben precisa, non ci si può aspettare di investire energie e tempo e pensare di avere un ritorno veloce e sicuro.

Potrebbe arrivare nel tempo, o non arrivare mai.

Per un artista è una scelta di vita, non fare quello che sente nel suo intimo, ovvero creare, lo porta (figurativamente parlando) a morte sicura: c’è qualcosa di più forte che vince, una forza che se viene in qualche modo repressa, uccide l’anima di questo tipo di persone.

L’artista “deve soffrire”, è in uno stato di continua ricerca: tenacia e impegno costante devono sempre accompagnare il suo lavoro.

 

Spazio MA-EC : https://www.ma-ec.it/

MA-EC @ BIENNALE di Venezia: https://www.ma-ec.it/post/biennale-di-venezia-2019

Intervista realizzata da Sarah Manganotti

 

Sarah Manganotti è laureata in tedesco e cinese presso L’Università di Milano in Mediazione linguistica-culturale. Dopo la laurea ha vissuto a Pechino continuando i suoi studi di cinese presso la Language and Culture University. Al momento lavora presso un istituto internazionale di moda e design come China desk: allo stesso tempo porta avanti progetti culturali e d'integrazione per Associna.

 

 

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