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SPLENDORE E PUREZZA: IL TIBET NELL'ARTE DI HAN YUCHEN

Di Pubblicato Settembre 03, 2019

Le opere del maestro cinese, per la prima volta a Genova in una mostra curata  da Donatella Failla, raffigurano il Tibet e i suoi abitanti

 

 

 

21.2015《冰天雪地》 油画 150cm×200cm - Han Yuchen.jpg

 

Un grande maestro della pittura a olio della Cina contemporanea, che da oltre dieci anni raffigura il Tibet e le sue genti, documentandone lo stile di vita tra inclinazione mistica, forza spirituale e stupefacente resilienza a condizioni climatiche estreme. Da giovedì 12 a domenica 29 settembre (dalle ore 10 alle ore 18) la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale (piazza Matteotti 9, Genova) ospita Splendore e purezza: il Tibet nell'Arte di Han Yuchen, prima rassegna personale di un maestro cinese a Genova, curata dalla professoressa Donatella Failla e patrocinata dal Comune di Genova. L’inaugurazione della mostra, che raccoglie più di cinquanta opere di Han Yuchen, si svolge mercoledì 11 settembre alle ore 18.

 

Han Yuchen ritrae una donna (1).jpg

 

Pittore, calligrafo, fotografo, professore emerito, deputato, imprenditore di successo e fondatore di un museo dedicato alla pittura europea dell’Ottocento nella città di Handan (Hebei, Cina), Han Yuchen è un artista dai mille volti e dalle straordinarie risorse. Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private in ogni angolo del mondo, dal Museo Nazionale di Cina a Pechino all’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Nella rassegna Splendore e purezza, allestita a Palazzo Ducale dal 12 al 29 settembre, l’artista cinese raffigura il Tibet e il suo popolo. «Una magistrale padronanza dei mezzi formali e tecnici consente all’artista di catturare la potenza della luce, la vividezza dei colori e lo splendore atmosferico delle grandi altitudini – racconta la professoressa Donatella Failla, curatrice della mostra – e, inoltre, di effigiare e documentare con possente realismo la vita quotidiana negli ambienti naturali, la persistenza delle tradizioni nomadiche e pastorali, monastiche e sociali. Il risultato è una ricchissima galleria di ritratti individuali e di gruppo che con accenti vibranti e molto umani ci parlano del destino esistenziale e spirituale del popolo del ‘Tetto del Mondo’, della sua stupefacente resilienza a condizioni climatiche estreme, ma soprattutto della sua forza spirituale, della sua inclinazione mistica e della sua anima collettiva pervasa dalla luminosità del cielo e dalla purezza della terra e dell’aria».

 

 

26.2016.9.2 甘南嘉央 130×85cm - Han Yuchen.jpg

 

 

«Una mostra straordinariamente autentica, che ci restituisce uno spaccato di vita tibetana tra il presente e il passato: una sintesi di tradizione e innovazione inserite in un ambiente naturale luminoso e nitido – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso –. Han Yuchen ha detto: “se vai in Tibet e trovi questa purezza di paesaggi e questa purezza di caratteri, della gente, magari puoi capire quello che vuoi e il motivo della tua esistenza”. Credo che il senso dell’esposizione possa essere racchiuso in queste parole e nella capacità dell’artista di mettere in connessione l'originalità della sua tradizione culturale con quella del Tibet». La mostra s'inaugura mercoledì 11 settembre alle 18, ed è visitabile gratuitamente nella Sala Munizioniere di Palazzo Ducale da giovedì 12 a domenica 29 settembre (dalle 10 alle 18).

 

«Il senso di un presidio culturale, come con orgoglio Palazzo Ducale ritiene di essere – aggiunge Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – risiede anche nella capacità di essere pronto e ricettivo ad accogliere nuovi percorsi e nel conseguente impegno a divenire interprete di un patrimonio sempre più vivo. Come è quello di questa mostra, intessuta di materia viva, sul filo dell’autenticità antropologica e storica, che non cede mai al pittoresco, ma resta salda nella narrazione, nell’oggi, che ovunque è fatto di memorie e di futuro: così convivono i costumi antichi e le innovazioni, i paesaggi primigeni e quelli antropizzati, gli usi tradizionali e le nuove attività. E i ritratti, freschi e immediati, intimi ma pubblici, si fanno capitoli di questo racconto; donne e uomini che son parte eppure estranei ai grandiosi ambienti dello sfondo, incarnano alla perfezione lo straordinario ossimoro dell’essere umano, nello stesso tempo narratore e narrato, carnefice e vittima, nano e gigante, ma qui sempre straordinariamente autentico».

 

Non presente alla conferenza stampa di presentazione, Han Yuchen ha voluto mandare questo messaggio ai giornalisti:

Sono molto felice e onorato di esporre a Genova, antica città dai singolari e bellissimi paesaggi urbani, che con la sua potenza marittima ed economica sulle rotte commerciali d’Asia e del Nuovo Mondo contribuì in passato a collegare tra loro diverse civiltà. Inoltre, è per me motivo d’orgoglio che la mia mostra si tenga a Palazzo Ducale, antica sede del governo della Repubblica di Genova oggi trasformata in un prestigioso centro artistico e culturale di fama internazionale. 

Mi preme sappiate che nutro un’ammirazione immensa per la pittura italiana dal Rinascimento alla modernità. Inoltre, importa osservare che la pittura a olio oggi praticata in Cina da molti artisti, tra i quali io stesso, affonda le sue radici nel Rinascimento italiano. Artisti del pennello come Caravaggio e Segantini sono veri e propri idoli per me. La mia pittura trae ispirazione dal Tibet e dalle sue genti. In questa terra maestosa, magica e vastissima – certamente uno dei luoghi più belli del mondo – l’aria, la luce e il cielo manifestano forza, profondità e purezza straordinarie: e il popolo tibetano è in tutto simile alla terra che abita.

Negli ultimi tredici anni ho viaggiato in Tibet decine di volte, affrontando senza timore le difficoltà, i pericoli e le privazioni comportate da itinerari estremamente ostici e da percorsi molto rischiosi ad altissima quota. Il mio scopo è raccogliere documenti fotografici e pittorici sull’Altopiano Tibetano e le sue genti, rappresentarli in pittura e rendere il mondo partecipe delle loro vita e delle loro culture.

 

BIOGRAFIA DI HAN YUCHEN

Nato nel 1954 a Jiling, Han Yuchen è calligrafo, fotografo, poeta e pittore. Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento ha iniziato a praticare la tecnica di pittura a olio, la più rappresentativa dell’arte occidentale, ritraendo i propri compagni di lavoro. Dopo il 1972 ha studiato con Li Hua e Su Gaoli, entrambi professori dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Cina e, in seguito, col celebre pittore Zhang Wenxin. Deputato del X, XI e XII Congresso Nazionale dei Rappresentanti del Popolo della Repubblica Popolare Cinese, illustre studioso dell’Istituto Cinese delle Arti, Han Yuchen è professore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Russia, membro dell’Associazione degli Artisti Cinesi, dell’Associazione dei Calligrafi Cinesi e dell’Associazione dei Fotografi Cinesi.

Il Museo d’Arte Han Yuchen, da lui fondato nella città di Handan nel 2007, espone i capolavori di numerosi pittori europei, tra i quali Jean-François Millet, Jean-Baptiste Camille Corot e Léon Augustin Lhermitte, oltre allo spagnolo Francisco José de Goya y Lucientes. Le sue mostre personali sono state ospitate in patria dal Museo Nazionale di Cina e in Europa dal Museo delle Arti Decorative a Parigi, dall’Accademia di Belle Arti di Russia, dal Centro delle Arti a Bruxelles e, recentemente, da Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Le sue tele sono state premiate nel dicembre 2013 e nel novembre 2014 con la medaglia d’oro e la medaglia di bronzo al Salon des Artistes Français presso il Grand Palais di Parigi. Nell’ottobre 2017 l’artista è stato insignito a Los Angeles del premio ‘Most Distinguished Chinese Worldwide Humanist ’. Nell’estate 2018 ha esposto due opere nell’ambito della grande rassegna Risonanza Cinese - Esposizione Itinerante Internazionale di Pittura a Olio Cinese, tenutasi a Roma presso l’Ala Brasini nel complesso del Vittoriano.

Letto 1709 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Settembre 2019 12:06

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