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Dior cerca di farsi perdonare dai cinesi durante un suo show

Di Pubblicato Ottobre 23, 2019

Negli ultimi tempi, diversi brand internazionali hanno dovuto scusarsi con la Cina (soprattutto con i suoi consumatori).

Le cause degli screzi tra questi marchi e il paese del dragone hanno riguardato soprattutto la questione della sovranità nazionale del paese: pubblicazioni di mappe incomplete o dichiarazioni scomode su territori in tensione con il governo di Pechino.

 

Per riparare ai loro errori di marketing, molti di loro si sono scusati, dichiarando di approvare pienamente le rivendicazioni territoriali della Cina su Hong Kong, Taiwan e le isole del Mar Cinese Meridionale.

 

Ma la casa di moda francese Christian Dior ha fatto di più: durante l'afterparty della sua sfilata di moda di Shanghai il 19 ottobre scorso, ha suonato una famosa canzone patriottica cinese, "Me and My Motherland" (我 和 我 的 祖国 wǒ hé wǒ de zǔguó ).

 

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Secondo il sito Web cinese con sede a Shanghai Guanchazhe, ciò è accaduto dopo la conclusione della stravagante sfilata di Dior presso il centro espositivo di Shanghai, in cui sono stati presentati 14 look esclusivi e spettacoli speciali in onore alla Cina. Nell'afterparty, la canzone "Me and My Motherland" ha risuonato nelle casse, catturando l’attenzione dei presenti.

 

Originariamente cantata dal famoso cantante folk Lǐ Gǔyī 李谷一, la canzone è un classico popolare, i cui testi recitano: "Mia più cara patria, mi aggrapperò sempre al tuo cuore" e "Io e il mio paese non possiamo essere separati nemmeno per un momento".

 

 

Alcuni fashion blogger presenti all'evento hanno condiviso il filmato sui social media. Come riporta Guanchazhe, “Non appena è iniziata la musica, la gente ha smesso di ballare e ha posato i bicchieri di champagne. Molti di loro hanno filmato questo bizzarro momento con i loro telefoni."

 

Mentre Dior non ha commentato la sua scelta musicale, l'intento sembra ovvio, dato che l'etichetta francese si è scusata con la Cina la scorsa settimana per aver escluso Taiwan in una mappa cinese usata in un evento di reclutamento all'Università di Zhejiang Gongshang.

 

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In un momento in cui un numero crescente di marchi stranieri si sono trovati in controversie politiche legate alla Cina, è comprensibile che Dior volesse fare uno sforzo in più per strizzare l’occhio ai consumatori cinesi. Ma la mossa ha colpito anche in negativo alcuni netizen cinesi, che hanno pensato che lo sforzo sia stato eccessivo, falso e guidato dagli interessi economici.

 

“Dior ha un forte desiderio di sopravvivere. È tutta una questione di soldi", ha commentato un utente di Weibo (in cinese).

 

Altre critiche sono arrivate rispetto all'attuale tendenza dei brand di sentirsi obbligati a prendere posizione sulle controversie territoriali in Cina. "Questo fenomeno è davvero una buona cosa?", ha chiesto un utente di Weibo.

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