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A Pechino sostegno psicologico contro lo stress da coronavirus

Di Pubblicato Febbraio 05, 2020

Anche gli psicologi della Beijing Normal University sono scesi in campo per fronteggiare la minaccia del coronavirus.

Dal 27 gennaio l’Università ha infatti attivato una hotline aperta dalle 6:00 alla mezzanotte, che ha già fornito sostegno ad oltre 300 persone.

 

Esiste un fattore di stress collegato alla diffusione del virus che colpisce anche coloro che non sono infetti. Prima che l’epidemia si manifestasse le persone stavano preparandosi per festeggiare il Capodanno Lunare, programmando viaggi per incontrare i familiari. Lo scoppio della malattia ha costretto molti di loro ad annullare questi programmi e ad adottare misure per contenere la diffusione del virus che hanno stravolto la normalità delle loro vite. Tutto questo ha suscitato sentimenti di confusione, agitazione e rabbia, nonché paura per la salute propria e dei familiari.

 

Per aiutare a gestire queste emozioni, l’Università Normale di Pechino ha messo su un’equipe di circa 300 persone che fornisce colloqui di consulenza psicologica di circa 30 minuti attraverso la linea telefonica. Ha inoltre attivato un servizio online sulle principali piattaforme di social media, come WeChat e QQ, dove trovano risposta i dubbi e le domande più frequenti.

 

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L’Università Normale di Pechino non è nuova ad esperienze di questo genere. Aveva infatti fornito assistenza psicologica anche nel 2003 durante l’epidemia di SARS e nel 2008 in seguito al terremoto di Wenchuan, nella provincia del Sichuan nel sud-ovest della Cina.

 

La prima ad essere stata assistita dal servizio di consulenza è stata una infermiera della provincia del Sichuan che lavora presso un ospedale per la cura delle malattie infettive. Nella conversazione telefonica l’infermiera descriveva la situazione che viveva in ospedale, manifestando un forte stress. Durante la telefonata aveva pianto, dicendo di non riuscire a dormire pur essendo esausta, e di non potersi confidare con la sua famiglia perché non voleva farli preoccupare. Il colloquio ha permesso all’infermiera di calmarsi, lasciando andare le emozioni negative così da poter dormire e riprendersi.

 

Secondo gli esperti dell’Università, in queste situazioni la salute mentale è importante quanto quella fisica. Se ne sono convinti anche i rappresentanti del governo locale di Wuhan che hanno inviato ai loro concittadini due lettere con consigli su come alleviare la pressione ed affrontare l’ansia.

Letto 915 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Febbraio 2020 17:27

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