Il Centro Pecci riapre gratuitamente per tutti!

Di Pubblicato Maggio 20, 2020

Il Centro Pecci accoglie nuovamente i suoi visitatori a partire da giovedì 21 maggio, in piena sicurezza e con una ricca programmazione: dalla proroga di The Missing Planet alla nuova video installazione Interregnum di Adrian Paci; dalle dieci bandiere d’artista realizzate per Centro Pecci Extra al progetto KENE/Spazio, alla mostra dedicata a Ren Hang.

 

Dopo 10 settimane di chiusura, i nostri spazi sono stati sanificati e riorganizzati secondo le indicazioni delle autorità preposte e tutti i presidi di protezione personale necessari sono già disponibili. Le caratteristiche del nostro edificio, grande e spazioso, rendono fortunatamente semplice il distanziamento fisico e la gestione dei flussi di visitatori che saranno comunque contingentati, permettendo a non più di 60 persone di essere presenti contemporaneamente all’interno del museo.

 

Per essere ancora più aperti alla città e a chi vorrà visitarci, l’ingresso fino al 3 giugno sarà gratuito per tutti, con orario 12-20 dal giovedì alla domenica.

 

Sono inoltre gli ultimi giorni del nostro format Centro Pecci Extra per come l’avete conosciuto fino ad ora. L’attenzione alla produzione di contenuti digitali e l’attività online, manterranno comunque un ruolo centrale anche in futuro e non solo attraverso la Web Tv: lo spazio digitale del museo sarà uno dei contesti in cui alimentare il pensiero critico e il confronto con la scena culturale globale, oggi che la condivisione di pensieri, contenuti, esperienze è più essenziale che mai e può generare nuovi scenari per l’arte nazionale e internazionale.

 

EXTRAFLAGS

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Mentre all’esterno del museo sventolerà la nuova bandiera ideata da Andreco, ALL WE HAVE IS EACH OTHER – ECOCENTRISM AND MUTUAL AID (2020), nelle sale interne prenderà avvio il progetto EXTRA FLAGS.

La bandiera di Andreco mostra un’ellisse di rocce nere, a rappresentare un sistema in equilibrio, su uno sfondo turchese con bordo oro; i colori più usati nelle icone sacre.

Questa figura, immaginifica e paradossale, ricorda la tecnica costruttiva della “chiave

di volta”, con cui, sin dall’antichità, dagli etruschi e poi dai romani, vengono realizzati gli archi. In

questo caso però, ogni elemento è una chiave di volta. Il fenomeno di co-dipendenza statica che viene esercitato tra tutti gli elementi permette l’esistenza della forma, del “corpo collettivo”. L’immagine rappresenta per l’artista il concetto di mutualismo. Gli organismi in rapporto mutualistico traggono infatti beneficio l’uno dall’esistenza dell’altro. Queste rocce, da un certo punto di vista, hanno attivato tra loro un processo simbiotico mutualistico.

Per Andreco si può sfuggire dalla catastrofe attuale in primo luogo cambiando il punto di vista da

antropocentrico ad ecocentrico, considerarsi cioè parte di un mondo, di un ecosistema complesso ed interconnesso, fatto di esseri umani ma anche di altri animali, di piante, di materia organica ed

inorganica che interagisce, si trasforma continuamente seguendo variabili sensibilissime.

Questa è l’unica strada per uscire dalla crisi, ricordarsi che “tutto quello che abbiamo siamo noi

stessi”, noi inteso come l’intero pianeta terra, l’universo ed oltre. “All we can have is Each other”.

La riapertura del museo è anche l’occasione per presentare nelle sale del museo Extra Flags, le dieci bandiere d’artista realizzate per Centro Pecci Extra, il palinsesto di contenuti che ha tenuto viva la programmazione del museo durante i mesi di lockdown. Realizzate da Marinella Senatore, Nico Vascellari, Marzia Migliora, Eva Marisaldi, Flavio Favelli, Marcello Maloberti, Elisabetta Benassi, Massimo Bartolini, Elena Mazzi e infine Andreco, queste bandiere sono state issate con cadenza settimanale sul pennone davanti al museo, segno di resistenza e di speranza nel mondo reale, nei giorni in cui sembrava che l’orizzonte digitale fosse l’unico praticabile.

Le bandiere saranno il punto di partenza di un laboratorio dedicato ai più giovani, che avrà luogo nelle due sale espositive trasformate in aule didattiche, pensate per accogliere da subito e in sicurezza i bambini e le loro famiglie.

 

MOSTRA

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ADRIAN PACI. INTERREGNUM

21.05 – 23.08.2020

a cura di Cristiana Perrella

La video installazione Interregnum di Adrian Paci (Scutari, 1969) è stata scelta per il dialogo che instaura con la mostra The Missing Planet, una ricognizione dell'arte post sovietica a partire dalla collezione del Centro pecci. Interregnum (2017) presenta un montaggio di sequenze di funerali di dittatori comunisti di diverse nazionalità ed epoche, recuperate dagli archivi di stato o dalle trasmissioni televisive nazionali albanesi. Il video collega diverse società comuniste attraverso il linguaggio condiviso del dolore e del lutto.

Interregnum mostra dapprima uomini, donne, bambini ripresi in primo piano, in lacrime, per poi passare a inquadrature da lontano, che li vedono ordinati in code chilometriche: il corpo individuale diviene un corpo collettivo che occupa i grandi spazi urbani. Il film rivela da un lato il dolore dei singoli che, come ricorda l’artista albanese, “non era contemplato nella società comunista” ma che tuttavia si manifesta irrefrenabile, liberato dalla morte dei leader, dall'altro ci fa assistere a un crescendo in cui la manipolazione delle masse e la spersonalizzazione dell'identità individuale ad opera dei regimi diventano sempre più evidenti.

 

MOSTRA

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REN HANG

04.06 – 23.08.2020

a cura di Cristiana Perrella

A partire dal 4 giugno, inoltre, fino al 23 agosto 2020 l’offerta espositiva del Centro Pecci sarà arricchita dalla prima mostra italiana dedicata all’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (Changchun 1987- Pechino 2017), tragicamente scomparso a neppure trent’anni. L’artista, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Nella mostra al Centro Pecci verrà esposta una selezione di scatti provenienti da collezioni internazionali, capace di restituire tutta l’intensità della sua poetica.

 

MOSTRA

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THE MISSING PLANET

Visioni e revisioni dei “tempi sovietici” dalla collezione del Centro Pecci e da altre raccolte

a cura di Marco Scotini e Stefano Pezzato

fino al 23.08.2020

La mostra THE MISSING PLANET, visioni e revisioni dei “tempi sovietici” dalla collezione del Centro Pecci e da altre raccolte, a cura di Marco Scotini e Stefano Pezzato e con progetto di allestimento di Can Altay, è prorogata fino al 23 agosto, per recuperare il periodo di chiusura. Dalla Russia alle province baltiche, caucasiche e centro-asiatiche, un’immersione nelle ricerche artistiche sviluppate dagli anni Settanta a oggi nelle ex repubbliche sovietiche, attraverso le opere della collezione del Centro Pecci e di altre importanti raccolte internazionali.

Per maggiori informazioni: www.centropecci.it/MissingPlanet

 

MOSTRA

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Mohamed Keita. Kene/Spazio

a cura Sara Alberani

fino al 28.06.2020

La mostra, promossa dalla Fondazione Pianoterra Onlus, nasce dall'omonimo progetto, unico nel suo genere, che riporta Keita in Mali, a Bamako, per creare uno spazio dove i ragazzi possano imparare la fotografia come punto di partenza per un’educazione primaria e un accrescimento culturale. Un progetto in cui l’arte è strumento di ricerca urbana e mezzo di trasformazione sociale. La mostra documenta questa esperienza attraverso 5 fotografie di Mohamed Keita e circa 50 immagini realizzate dai giovani studenti in Mali.

Per maggiori informazioni: https://www.centropecci.it/it/mostre/mohamed-keita-kene- spaziomostre/mohamed-keita-kene- spazio

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