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Aumenta tra i giovani cinesi la popolarità dei gruppi che danno consigli su come risparmiare

Di Pubblicato Maggio 26, 2020

Complice anche la riduzione della spesa conseguente all'epidemia di coronavirus, tra i giovani cinesi si sta affermando la tendenza a forme di consumo più sostenibili ed improntate al risparmio.

 

In particolare, su Douban stanno aumentando di popolarità gruppi come “Low Consumption Insitute” o “Harsh Women's Federation” e l'analogo “Harsh Men's Federation” che forniscono consigli su come risparmiare denaro quando si viaggia o si fa shopping, oppure andando fuori a cena o per farsi un drink.

 

I suggerimenti che si trovano nei gruppi sono i più diversi: si va da consigli come usare la bici piuttosto che autobus o taxi per andare a lavorare, oppure prepararsi il pranzo a casa invece che ordinarlo nei punti pranzo, a trucchi come allungare le bibite gassate con soda per farle durare di più. Inoltre nei gruppi maschili e femminili hanno organizzato vere e proprie competizioni per stabilire chi fosse il campione nel vestire un singolo capo di abbigliamento.

 

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Una sfida analoga ha portato alla nascita del gruppo “Low Consumption Institute”. La leader del gruppo lo ha creato nel 2019 dopo aver condiviso alcune voci del suo diario relative all'uso della carta di credito. Visto il successo di queste notizie, ha proposto una gara tra i membri del gruppo su chi fosse riuscito a mantenere le proprie spese mensili al di sotto dei 3.000 yuan (420$).

 

Lo stile di vita parsimonioso adottato dagli appartenenti a questi gruppi non è dovuto ad una loro incapacità di spendere, ma piuttosto ad un ideale di consumo diverso rispetto a quello solitamente associato ai giovani.

 

I giovani cinesi sono spesso etichettati come consumatori voraci, che spendono molto più velocemente di quanto guadagnino.

 

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Chi segue questi gruppi, invece, lo fa perché ispirato ad altri valori: la stessa fondatrice di “Low Consumption Istitute” dice di aver preso a modello il poeta Henry David Thoreau che pur conducendo una vita frugale sembrava molto più felice di noi adesso: secondo la sua esperienza, il consumo quotidiano cala naturalmente una volta capito che l'acquisto di beni non porta alla felicità.

 

Non è possibile sapere se e come questa tendenza si diffonderà in Cina, ma una cosa è certa: durante l'epidemia di coronavirus i membri di questi gruppi sono aumentati, a dimostrazione che l'emergenza sanitaria ha portato alcuni a riflettere ed a chiedersi se esistano forme di consumo che siano meno “voraci” ed orientate ad una maggiore sostenibilità.

 

Letto 2451 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Maggio 2020 09:13

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