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Hangzhou promuove la tutela della privacy

Di Pubblicato Novembre 25, 2020

Hangzhou si è inserita nel dibattito su privacy e sicurezza dei dati raccolti tramite il riconoscimento facciale che sta agitando l'opinione pubblica cinese.

 

Il governo di Hangzhou ha emanato un provvedimento a tutela degli abitanti dei complessi residenziali, che stabilisce che i comitati di quartiere non possano obbligare i residenti ad utilizzare strumenti biometrici come le impronte digitali o il riconoscimento facciale per accedere alle strutture pubbliche, e vieta ai comitati di quartiere che sovrintendono alla proprietà di divulgare le informazioni private a terzi.

 

Questo è il primo provvedimento teso a limitare il ricorso alle tecniche di riconoscimento facciale, ed è la prima risposta alle diffuse perplessità suscitate da questa tecnologia, accresciutesi durante la pandemia.

 

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Negli ultimi mesi infatti il ricorso a questa tecnologia è aumentato, e sono aumentate le voci a favore di una maggiore regolamentazione.

 

Adesso il deep learning, un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale, è capace di elaborare una impronta del viso unica sulla base dell'analisi di migliaia di punti nodali effettuata su foto e video. Alcuni sistemi inoltre registrano età, altezza e vestiti e riescono ad adattare l'immagine ai cambiamenti del soggetto, riconoscendolo anche quando indossa una sciarpa o un paio di occhiali da sole o le lenti a contatto.

 

Usata dalla forze dell'ordine per identificare i sospetti, il ricorso a questa tecnologia è aumentato durante la pandemia, perché permetteva il riconoscimento senza la necessità di entrare in contatto, ed è stata impiegata ad esempio per monitorare l'ingresso nelle metropolitane, individuando la temperatura corporea dei soggetti e segnalando chi non indossava la mascherina.

 

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La tecnologia infatti adesso è in grado di identificare un soggetto anche se copre il volto con una maschera, una sciarpa o una barba finta, e sebbene presenti vantaggi innegabili, essa è al centro di discussioni che coinvolgono ricercatori ed esperti di diritto.

 

Ad essere dibattuto è il punto relativo al trattamento dei dati: non è ancora stato definito chi abbia il diritto di raccogliere e conservare le immagini e come esse debbano essere conservate in modo sicuro. Il timore è che questi dati possano essere trafugati ed usati per frodi digitali.

 

Questi problemi erano stati sollevati anche dai cittadini di Hangzhou. Negli ultimi tempi infatti i comitati residenziali hanno istallato apparecchiature di riconoscimento facciale all'ingresso dei complessi abitativi, senza che i residenti fossero stati preventivamente consultati od informati. Le obiezioni dei residenti ed i timori sul cattivo uso dei dati hanno indotto i funzionari ad emanare la regolamentazione, che rappresenta un primo importante passo per trovare una soluzione che bilanci privacy e sicurezza.

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