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I giovani cinesi preferiscono la qualità della vita all'acquisto di una casa

Di Pubblicato Luglio 19, 2017

Più del 55 per cento dei laureati cinesi nati negli anni '90 preferisce non acquistare una casa, nel caso ciò significhi dover "sopportare il pesante onere dei mutui per le abitazioni", così afferma un recente articolo dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali.

Solo un terzo dei laureati della generazione dopo il 1990 è disposto a compromettere la qualità della propria vita per l'acquisto di una casa, riporta l’articolo. Circa il 30 per cento di loro vive in uno spazio di meno di 20 metri quadrati l'anno successivo alla laurea, nonostante ciò essi sono più propensi a migliorare la loro qualità di vita piuttosto che avere uno spazio vitale più grande.
Il sito di Singapore Zaobao.com ha fatto sapere che l’impennata dei prezzi delle case, unito al perseguimento della qualità della vita e delle prospettive di cambiamento, hanno generato un notevole aumento del numero degli affitti di appartamenti in Cina.

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Liu Hui, 25 anni, paga 4.200 yuan (circa 520 euro) al mese di affitto, quasi la metà del suo reddito mensile, ma pensa che valga la pena spendere 1.800 yuan più del suo precedente affitto in cambio di una vita più comoda. I prezzi delle abitazioni nelle città di primo livello della Cina sono più di 40 volte il reddito medio dei residenti, ciò sfida la capacità dei giovani e la loro disponibilità a comprare casa. I giovani di Pechino e Shanghai hanno già rinviato l'acquisto delle loro prime case: età media di 30 anni per i primi acquirenti nel 2013, che è salita a 34 nel 2016.

La popolazione in affitto della Cina ha raggiunto i 247 milioni nel 2015 e la cifra salirà a 282 milioni nel 2020 e 327 milioni nel 2030, il che significa che un quinto dei cinese sarà in movimento per oltre 10 anni. Di conseguenza, vivere in affitto può diventare uno stile di vita preferibile per la maggior parte delle persone. Secondo una relazione del Beijing Homelink Real Estate Brokerage, la Cina aveva 160 milioni di inquilini in affitto nel 2015, una cifra che potrebbe balzare a 190 milioni nel 2020 e 270 milioni entro il 2030.

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Aziende hitech come Alipay e Xiaomi hanno mostrato il loro interesse riguardo l’ingresso in questo mercato. Gli affitti di appartamenti per i giovani, se sostenuti da responsabili politici e basati su buoni modelli di business, possono essere una misura efficace per frenare l’aumento degli affitti e dei prezzi delle abitazioni nelle città di primo livello, dichiarano gli analisti di settore.

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