Laughing Ears è pronta a tornare sulla scena musicale con Blood, il secondo album che uscirà il 26 febbraio per la messicana Infinite Machine.

Blood è un album concettuale che si ispira alla mitologia norrena per parlare dell'oscurità e della bellezza che si trova al suo interno, ed è al tempo stesso un'opera molto personale. Laughing Ears usa infatti la mitologia per parlare dello zio alcolizzato suicidatosi recentemente, collegandolo con Fenrir, il mostruoso lupo delle saghe nordiche.

 

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Come Fenrir ha una natura crudele e brutale, così lo zio veniva considerato un disadattato ed era emarginato dalla famiglia, mentre per Laughing Ears entrambi meritano di essere amati ed apprezzati da chi li circonda.

La cupezza che caratterizza l'album si ritrova in “Loki”, la prima canzone ad essere rilasciata. Il brano inizia lentamente, con i suoni di un tamburo tribale, ma dopo 30 secondi il ritmo aumenta mentre trame dense e fischi fantasma entrano ed escono nella melodia accompagnando gli ascoltatori in un viaggio drammatico nella psiche di Laughing Ears.

“Le persone non sono bidimensionali. Siamo la fusione delle nostre emozioni e siamo tutti alla ricerca di uno sbocco per esprimerle. Il mio canale preferito è la musica”.

 

È questa convinzione a guidare la ricerca artistica di Li Jingping, nota nel mondo della produzione musicale con lo pseudonimo di Laughing Ears.

 

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Il concetto di fusione è fortemente presente nella musica di Li, che infatti si caratterizza per non seguire uno stile particolare, ma essere il frutto dell'intreccio di tracce di IDM, Bass, Tribal, Footwork, Ambient ed altro. Questa particolarità è il frutto di influenze diverse, prima tra tutte quella della scena musicale di Shanghai.

 

Sebbene sia nata nel nord della Cina ed abbia precedentemente pubblicato con etichette di Pechino e di Hangzhou, da tempo Li si è trasferita a Shanghai, la città dove la scena della musica elettronica negli ultimi dieci anni ha sviluppato un ritmo vertiginoso e ha ricevuto riconoscimenti globali.

 

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L'innesto su questo terreno della sua mentalità aperta l'ha aiutata a creare uno suono distintivo, che riorganizza una miriade di influenze per creare la musica adatta al mondo globalizzato di oggi.

 

Molto importante è anche l'attività di sound designer di videogiochi, alla quale Li lavora a tempo pieno. Sebbene non creda che questa carriera si rifletta nella sua musica, è ovvio che ci sia una connessione, in quanto entrambe le linee di lavoro si propongono di facilitare l'evasione dell'ascoltatore.

 

I suoi due recenti EP “Metamorphosis” e “Blue Dusk” intrecciano emozioni e temi diversi.

 

 

“Metamorphosis” con le sue sei tracce cattura diversi stati di relazioni interpersonali ed è una dimostrazione del suo approccio alla scrittura, guidato dall'istinto, in cui i suoni si scontrano organicamente e si combinano in modi sorprendenti: un esempio è “Unstable”, dove sassofoni brillanti si riversano su sintetizzatori minacciosi.

 

 

Blue Dusk” si presenta invece come un progetto meno guidato dalle emozioni e intenzionato piuttosto ad evocare immagini di un universo fantascientifico. Delle quattro brevi tracce la più travolgente è “The Smiling Mask” che presenta fluttuazioni di fiati che saltano fuori in mezzo alla disposizione irregolare degli strumenti.

 

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