Le nostre percezioni influenzano quello che crediamo reale. Questo crede Kefan Weng, l’artista cinese che usa macchina fotografica e Photoshop per rielaborare e plasmare la realtà dando vita a composizione surreali che tuttavia sembrano plausibili.

 

La Oxford cinese

in News
Dicembre 01, 2020

È sufficiente guardarla per vedere la vocazione internazionale che caratterizza l'università di Zhejiang.

 

L'università è collocata vicino al parco scientifico internazionale del lago Juanhu, nella provincia dello Zhejiang e si presenta come una Oxford cinese. Gli architetti hanno seguito il modello dei college residenziali inglesi per costruire un ambiente piacevole dove gli studenti possano vivere e studiare.

 

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Lo stile prevalente è quello neoclassico, evidente nell'impiego di elementi architettonici come colonne e verande, nonché dal largo uso di mattoni rossi. I mattoni costituiscono l'elemento che unisce le diverse aree del campus.

 

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Il complesso infatti è organizzato in moduli adibiti a funzioni diverse, dagli alloggi per gli studenti agli edifici dedicati all'insegnamento ed ai servizi, alle aree rivolte alla ricerca pubblica. Ciascun modulo presenta stili architettonici diversi, ed alcuni presentano un aspetto maggiormente razionale, altri più elegante e casual, ad altri ancora sono progettati secondo un design moderno e minimalista.

 

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Il rosso delle superfici di mattoni a vista conferisce un aspetto caldo e massiccio all'università, permettendole inoltre di adattarsi alle diverse condizioni ambientali. Durante le giornate di sole i mattoni creano ombre ricche, mentre donano tonalità calde agli edifici quando sono bagnati dalla pioggia. Il campus di Zhejiang si conferma così il luogo adatto per formare gli studenti, ed una struttura capace di rivaleggiare con i blasonati modelli europei.

La vista che si gode dallo "Stray bird art hotel" è una delle principali attrattive di questo albergo che sorge presso Chenjiapu, un villaggio contadino costruito più di 600 anni fa sul fianco del monte Dazhong, nella prefettura occidentale di Zhejiang.

 

La struttura è stata ricavata dal restauro di due abitazioni tradizionali ed è opera di Gad line + studio, che ha lavorato accuratamente per conservare l'aspetto tradizionale delle case, aggiungendo un tocco moderno che ne garantisca inoltre la sicurezza.

 

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Le abitazioni originarie, come l'intero villaggio di Chenjiapu, sono tutelate da rigide norme che mirano a preservare i luoghi di interesse storico: per questa ragione gli architetti hanno studiato soluzioni che rispettassero il più possibile le caratteristiche del territorio, tanto in fase di progettazione del restauro quanto in fase di realizzazione dei lavori.

 

La strategia impiegata è stata articolata in due momenti. In primo luogo è stata condotta un'analisi approfondita del sito, per studiare un progetto che fosse compatibile con le risorse naturali, il clima il terreno e la cultura del luogo.

 

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Successivamente sono iniziati i lavori di restauro, che si sono avvalsi della consulenza e della collaborazione dei professionisti locali: la scelta è stata conservare i tradizionali muri di terra battuta, ed intervenire invece sulle travature in legno, che erano in cattivo stato, sostituendole con una struttura di acciaio leggero.

 

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L'impiego dell'acciaio è stato voluto anche per ridurre al minimo l'impatto ambientale del trasporto dei materiali; per la stessa ragione, gli architetti hanno optato per l'uso di elementi prefabbricati, facilmente trasportabili, al momento di suddividere lo spazio interno in locali più piccoli.

 

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L'intera struttura infine è stata resa luminosa e ventilata modificando l'ampiezza delle finestre originarie.

Inizialmente l'edificio della provincia cinese delle Zhejiang su cui ha lavorato lo studio DnA doveva essere un normale centro di gestione dell'acqua.

 

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La struttura si trova sulle rive del fiume Songyin, una risorsa idrica vitale per la regione, ed era stata pensata per gestire ed incanalare il fiume. Tuttavia, nel 2016 il progetto è stato modificato, ed il centro è stato ripensato come un parco idrologico dotato di servizi culturali e ricreativi.

 

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Mantenendo il focus su come accogliere al meglio il pubblico, il team dello studio di progettazione ed architettura DnA ha ripensato le parti della struttura che sarebbero state aperte integrando alle funzioni originarie altre legate all'accoglienza dei visitatori.

 

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Così ad esempio l'archivio è in grado di diventare una sala espositiva, e la mensa oltre a fornire cibo e bevande funge da spazio multimediale per gli adolescenti; inoltre, il centro di monitoraggio sarà aperto su appuntamento a privati e scuole locali nell'ambito di un programma di formazione permanente.

 

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Le aree pubbliche sono caratterizzate anche dal punto di vista propriamente architettonico: sono infatti contenute all'interno di volumi curvilinei, che fungono contemporaneamente da anfiteatri all'aperto e da passerelle per accedere ai giardini pensili e alle terrazze panoramiche. Questo gruppo di edifici si interseca con il parco acquatico a livello del suolo per creare una serie di cortili di acqua dove ponti coperti e micro dighe riproducono gli elementi impiegati per la conservazione dell'acqua della regione.

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