PP Sports non può attualmente trasmettere le partite del campionato di calcio italiano della Serie A, a causa del mancato pagamento delle commissioni all'agenzia per i diritti IMG.

Il blocco delle partite ha avuto come prima conseguenza la mancata trasmissione dell'incontro Inter – Fiorentina di venerdì scorso, che PP Sports ha spiegato sulla base di inconvenienti tecnici.

 

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Al momento non si sa se l'accordo potrà essere salvato.

PP Sports fa parte della piattaforma di streaming PPTV di proprietà del gigante della vendita al dettaglio Suning, la società che possiede anche una quota di maggioranza nell'Inter. L'accordo con IMG è valutato 15 milioni di dollari a stagione, e rientra nell'accordo mondiale dal valore di 456 milioni di dollari che IMG ha stretto nel 2017, quando ha rilevato i diritti sul calcio dall'agenzia rivale M&P Silva.

Novità in arrivo per il calcio cinese. La Chinese Football Association, o CFA, ha diramato una serie di regole nei giorni scorsi che rivoluzioneranno lo sport, con l'obiettivo di renderlo più fisicamente sostenibile.

Le regole abbassano il tetto delle spese consentite per l'ingaggio dei giocatori, e sollecitano le squadre a cambiare i nomi, abbandonando i riferimenti agli sponsor.

L'investimento dei club cinesi è 3 volte superiore a quello del campionato giapponese e 10 volte quello del campionato sudcoreano, con cifre da capogiro accordate ai campioni. I migliori giocatori locali possono arrivare a guadagnare fino a 10 milioni di yuan all'anno prima delle tasse, e i giocatori straniere avere ingaggi di 10 o addirittura 20 milioni di euro all'anno.

 

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Le disposizioni intendono frenare questi eccessi. I giocatori cinesi potranno avere uno stipendio medio non superiore ai 3 milioni di yuan, con punti di massimo 5 milioni di yuan per i migliori, dimezzando di fatto il massimo consentito. Analogamente, gli stranieri potranno guadagnare al massimo 3 milioni di euro per giocare nel campionato cinese.

Riallineando le cifre a quelle degli altri campionati, la FCA vuole incentivare i giocatori cinesi a partecipare ai campionati esteri, dove gli ingaggi sono più bassi ma gli standard di gioco più alto, così da accrescere le loro qualità in vista della Coppa del mondo.

 

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I tifosi hanno accolto con favore questa misura, mentre hanno protestato contro il cambio di nome delle squadre. Le linee guida stabiliscono che i club devono rimuovere gli sponsor aziendali dai nomi ufficiali, adottando nomi che comprendano non più di quattro personaggi e siano legati ad un aspetto della cultura locale o dello spirito della squadra.

 

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I club hanno inserito i nomi degli sponsor a partire dagli anni '90 e molti tifosi sono cresciuti cantando ed urlando quel nome negli stadi. Molti di loro sono perciò restii ad abbandonare il nome, arrivando a dire che sarebbe come perdere parte della loro infanzia. Una soluzione potrebbe indicare una linea di demarcazione da quando la regola entri in vigore, consentendo a tutte le squadre nominate precedentemente di mantenere i loro nomi.

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