Due fotografi cinesi sono stati premiati al Wildlife Photographer of the Year 2020, la competizione internazionale dedicata alle foto naturalistiche organizzata ogni anno dal Natural History Museum di Londra.

 

La giuria ha premiato Shanyuan Li, che ha vinto nella categoria “Behavior: Mammals” con la sua foto “When Mother Says Run”. La fotografia è una rara immagine di una famiglia di gatti di Pallas, felini che vivono nelle remote steppe dell'altopiano del Qinghai-Tibet nel nord-ovest della Cina, e che Shanyuan è riuscito ad immortalare dopo sei anni di lavoro ad alta quota.

 

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L'altro riconoscimento è andato a Songda Cai per la sua “Golden Moment”, la foto di una minuscola paralarva di calamaro dal dorso di diamante, fermata nel momento in cui si blocca, irretita dalla luce della macchina di Songda che la illumina di oro scintillante.

 

Con questa foto Songda, che partecipava a più categorie, ha superato i concorrenti nella categoria “Underwater”.

 

L'edizione 2020 ha visto un'importante presenza della Cina: sono stati infatti ben cinque, inclusi i due premiati, i fotografi ad essere selezionati come finalisti, affermandosi tra gli oltre 49.000 partecipanti provenienti da 86 paesi diversi.

È nata da pochissimo ponendosi un obiettivo ambizioso European Guanxi, l'associazione senza scopo di lucro che si propone di costruire relazioni tra Europa e Cina.

 

Fondata a ottobre 2020 a Barcellona, European Guanxi è formata da studenti e professionisti che sono parte attiva della comunità internazionale interessata alla Cina. I suoi membri provengono da diversi paesi europei e sono tutti uniti dalla volontà di discutere ed analizzare le relazioni tra UE e Cina per meglio comprendere le opportunità e le sfide del 21° secolo.

 

Negli ultimi anni i legami economici tra Unione europea e Cina si sono intensificati, ed oggi la Cina è il secondo partner commerciale per l'UE, mentre l'Europa rappresenta il primo per la Cina.

 

La Commissione europea ha riconosciuto le nuove opportunità derivanti da queste relazioni ed ha invitato l'Unione a realizzare una relazione più equilibrata con la Cina; tuttavia nel marzo 2019 la stessa Commissione ha descritto la Cina come "un partner di cooperazione", un "partner negoziale", un "concorrente economico" ed un "rivale sistemico". Soprattutto l'ultima accezione suggerisce un cambiamento nella percezione europea con una conseguente trasformazione nell'approccio con la Cina, ed ha spinto i fondatori dell'associazione a riunirsi.

 

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European Guanxi ritiene infatti che l'importanza e l'influenza della Cina non possano essere trascurate in ambito europeo e debbano essere affrontate con una strategia improntata ai valori di cooperazione, comprensione e fiducia reciproche.

 

Questi concetti sono alla base della stessa parola guanxi, che non a caso è stata scelta come nome per l'associazione.

 

Il termine “关系(guanxi) può essere tradotto come "relazione", ma ha un significato molto più profondo, perché indica le reti personali che intercorrono nella società cinese e sono centrali per la vita sociale, caratterizzandola tanto in positivo quanto in negativo, quando le relazioni vanno oltre il lecito ed il legale.

 

I membri dell'associazione sono consapevoli di questa ambivalenza, che tuttavia vogliono superare sottolineando il significato originale e fruttuoso della relazione: quello di interazione sociale necessaria per raggiungere la realizzazione individuale e comunitaria.

Nei giorni scorsi a Shenzhen sono stati emessi 10 milioni di yuan di valuta digitale distribuiti per mezzo delle "buste rosse" (lo strumento per lo scambio di denaro digitale reso popolare da WeChat) a 50.000 residenti selezionati a caso tra quanti avevano partecipato ad una apposita lotteria.

 

Alla lotteria si erano iscritti quasi 2 milioni di persone, ed i vincitori potranno ritirare la busta rossa da 200 yuan all'interno dell'app ufficiale e spendere il denaro in più di 3.000 punti vendita al dettaglio in città.

 

Lo yuan digitale non è una criptovaluta, quanto piuttosto una versione digitale e legale dalla valuta fisica, emessa e gestita dalla banca centrale con l'obiettivo di integrare e non sostituire la circolazione della moneta. Esso offre maggiore tracciabilità e potrà ad esempio essere usato in futuro per emettere sussidi agli uffici locali, incidendo sul problema della corruzione.

 

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Shenzhen è una delle quattro città cinesi ad avviare la sperimentazione, ed il governo locale ha già annunciato il passo successivo, cioè il lancio di una "piattaforma di innovazione fintech" attraverso l'istituto di valuta digitale ufficiale della città.

 

Pur mancando dettagli circa questa piattaforma, secondo gli esperti del settore essa sarà progettata per consentire la partecipazione delle imprese private e di altre istituzioni allo sviluppo di progetti per aumentare l'adozione del pagamento elettronico in valuta digitale.

 

La banca centrale fornirebbe la logica e l'infrastruttura alla base dello yuan digitale, lasciando alle banche commerciali e alle aziende private lo spazio per innovare a livello di applicazione.

Il tema dei tatuaggi torna ad essere discusso in Cina dopo l'intervento delle autorità di Lanzhou.

 

Ad agosto il governo locale di Lanzhou, una città nella provincia di Gansu, nel nord-ovest della Cina, ha implementato una regola sul divieto dei tatuaggi, ordinando ai tassisti di rimuoverli in modo permanente; un autista ha protestato in un forum governativo online, riaccendendo la discussione sull'accettazione o meno dei tatuaggi in Cina.

 

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Sebbene in alcune realtà come Shanghai i tatuaggi stiano affermandosi come un'arte, l'opinione prevalente è che i tatuaggi abbiano connotazioni negative, e questo è dovuto a motivi di ordine storico e culturale.

 

In Cina fare disegni sul corpo è considerato contrario ai valori confuciani di pietà filiale e di rispetto del corpo: il corpo è stata dato dai propri genitori e devono perciò essere evitate le pratiche che lo possano danneggiare, tra cui appunto i tatuaggi; inoltre essi erano usati come marchio visibile per identificare le minoranze etniche, oppure per punire criminali e schiavi.

 

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Per alcuni gruppi etnici infatti portare tatuaggi aveva un significato preciso, indicando ad esempio che le ragazze avevano raggiunto la pubertà: sebbene i cinesi Han non considerassero criminali questi gruppi, li ritenevano però incivili, anche a causa di questa tradizione. La cattiva opinione si è conservata anche dopo l'ascesa del Partito Comunista, che ha criticato i tatuaggi come tutte le altre pratiche culturali associate alle minoranze.

 

Oggi la percezione sui tatuaggi sta cambiando, soprattutto tra i giovani, e nonostante gli sforzi del governo. I giovani infatti vedono sui media sportivi e celebrità tatuati, e associano perciò i disegni ad idee di fama e successo.

 

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Sebbene il governo stia impegnandosi a frenare la popolarità di queste pratiche, bandendo dalla televisione le star o invitando gli sportivi ad indossare divise a maniche lunghe che coprano i disegni, è molto probabile che questi sforzi non avranno l'effetto sperato e non riusciranno ad impedire l'accettazione sociale dei tatuaggi.

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