Si è da poco conclusa la venticinquesima edizione del Samsung World Go Masters, che ha confermato l'eccellenza cinese nel gioco del Go.

 

La finale si è svolta martedì ed è stata vinta dal 23enne Ke Jie che si è aggiudicato il titolo per la quarta volta battendo il sudcoreano Shin Jinseo, con cui aveva già vinto in passato 8 incontri su 11.

 

Durante la finale Shin ha commesso degli errori muovendo il mouse con troppa noncuranza nella prima gara e perdendo così il primo frame.

 

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Il secondo frame è stato maggiormente combattuto. Ke ha avuto la meglio nel primo tempo, ma ha poi fatto numerosi errori rischiando di perdere il controllo della partita; ha recuperato durante la fase finale, anche grazie ad errori di Shin, conquistando così il titolo per 2-0.

 

Con questa vittoria Ke si aggiudica l'ottavo titolo a livello mondiale, stabilendo così il record di più giovane giocatore cinese a detenere otto titoli mondiali.

La 25a edizione del Busan International Film Festival (BIFF) si terrà dal 21 al 20 ottobre in un formato ridotto di un terzo rispetto alle edizioni precedenti e con una formula ibrida, con parte degli eventi in presenza e parte online.

 

Saranno annullati la maggior parte degli eventi che coinvolgono il contatto umano, tra cui le cerimonie di apertura e chiusura, il red carpet, i ricevimenti e le feste; saranno invece spostati online i saluti dal palco e gli incontri con i fan e gli altri ospiti.

 

Anche la selezione dei film è stata ridotta e quest'anno sono solo 192 da 68 paesi rispetto ai più di 300 tra lungometraggi e cortometraggi delle precedenti edizioni. Ogni film sarà proiettato una sola volta, e la valutazione avverrà online.

 

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Ad aprire la manifestazione sarà "Septet: The Story of Hong Kong" un film collettivo opera di sette registi di Hong Kong: Sammo Hung, Ann Hui, Patrick Tam, Wo Ping, Johnnie To, Ringo Lam e Hark Tsui.

 

Prodotto da Johnnie To, "Septet" è stato pensato per essere l'addio dei maggiori registi di Hong Kong ai film in 35 mm e per questa ragione il film è stato stato girato interamente su pellicola di quel formato, anziché su fotocamere digitali. Le storie descrivono Hong Kong abbracciando il periodo che va dagli anni '50 ai giorni nostri, con eccezione degli anni '70. Il progetto prevedeva che ciascun regista coinvolto dovesse rappresentare un decennio, e quegli anni erano stati affidati a John Woo, che ha abbandonato il film per motivi di salute.

 

Gli organizzatori hanno spiegato di aver ritardato il Busan Film Festival di due settimane per evitare la possibile ripresa del virus dopo le vacanze coreane del Ringraziamento di questo mese, che sono un momento in cui le persone attraversano il paese per incontrare amici e familiari. Durante la conferenza stampa hanno affermato che in caso di una nuova ondata di infezioni l'evento potrebbe essere cancellato definitivamente.

Secondo un nuovo rapporto dell'agenzia S&P Global Market a causa del coronavirus i cinema dell'area del Sud-est asiatico e del Pacifico hanno venduto biglietti per un ammontare di soli 528 milioni di dollari, con un crollo dell'88% nel primo trimestre del 2020.

 

L'area di riferimento comprende diversi Paesi, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, nonché paesi come Australia e Nuova Zelanda ed Indonesia, ed ovviamente le flessioni sono state diverse a seconda dei paesi, pur registrando un calo complessivo.

 

Il paese ad aver registrato il calo maggiore, pari al 97,4% è stata la Cina: nel paese i cinema sono chiusi dai primi giorni di gennaio, ad eccezione di una breve riapertura a metà marzo, e l'ultimo nuovo film ad essere uscito è stato Star Wars Episodio IX il 20 dicembre 2019.

 

La Corea del Sud ha adottato misure di contenimento del contagio che non hanno previsto la chiusura delle sale su tutto il territorio nazionale, invitando i cinema presenti nelle aree più colpite a decidere autonomamente: nel paese il botteghino ha guadagnato 139,5 milioni di dollari, circa il 65,3% in meno rispetto al trimestre 2019.

 

In Giappone il calo è stato del 46,2%: sebbene il governo abbia dichiarato lo stato di emergenza solo a metà aprile, la popolazione aveva iniziato ad evitare spontaneamente di riunirsi negli spazi pubblici già a metà febbraio.

 

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Cina, Giappone e Corea rappresentano il secondo, terzo e quarto maggiore mercato al mondo, e sono un'importante fetta di territorio per l'industria del cinema; per questa ragione, la parziale riapertura dei cinema in Cina era stata accolta con favore dagli operatori del settore, perché avveniva in un momento in cui le sale stavano chiudendo in altri paesi.

 

La nuova chiusura e l'estensione del contagio alle altre zone del globo rende difficile essere ottimisti: la stessa agenzia, riportando i dati negativi (-25%) per il territorio statunitense, prevede per quella zona un calo ancora più marcato nel secondo trimestre.

Il 13 marzo è stata rilasciata la seconda stagione di “Kingdom” la prima serie sudcoreana originale di Netflix.

 

La serie a tema horror zombie è composta da sei episodi ed è piaciuta molto per la bravura di regista e sceneggiatore, il cast di qualità cinematografica e la trama avvincente

 

“Kingodm”, ambientata durante il periodo Joeson della Corea, a pochi anni dalle invasioni giapponesi del paese (1592-1598), racconta le vicende del principe ereditario Lee Chang: coinvolto in una cospirazione politica Lee Chang è costretto ad indagare sulla diffusione di una misteriosa piaga che ha assalito l'imperatore e le province meridionali del paese.

 

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Il pubblico cinese ha accolto la serie con entusiasmo: sul sito di recensioni dei media cinesi Douban “Kingdom” ha ottenuto una media di 8,6 /10, e sono numerosi i commenti positivi su Weibo che la lodano come il miglior drama in costume sugli zombie.

 

Al successo della serie ha contribuito l'isolamento in casa: molti netizen infatti concordano che guardare le spaventose scene in cui i personaggi combattono con gli zombie è stato un buon modo per dimenticarsi dell'epidemia ed alleviare lo stress e l'ansia causati da una vita noiosa e semplice.

 

Ora che il coronavirus si è diffuso al di fuori della Cina, Kingdom riscuoterà lo stesso successo anche negli altri paesi costretti alla quarantena?

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