La passione per la bellezza non ha età. Lo sanno gli scienziati cinesi che hanno scoperto cosmetici in un barattolo di bronzo di 2.700 anni fa.

Il barattolo è stato scoperto nel 2017 all'interno di una tomba rinvenuta nel sito archeologico di Liujiawa nella contea di Chengcheng nella provincia nord-occidentale dello Shaanxi.

 

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Il sepolcro apparteneva ad un nobile vissuto nel periodo delle primavere e degli autunni (771-476 a. C.) e gli scienziati hanno passato anni ad analizzare le sostanze chimiche al suo interno per concludere che si tratta della più antica crema per il viso scoperta in Cina.

 

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Secondo il team di ricerca la crema aveva un effetto sbiancante per il viso e doveva essere importante per l'uomo se è il barattolo stato conservato nella tomba.

Non è possibile conoscere le occasioni in cui veniva usata; tuttavia la scoperta fornisce un'idea più precisa delle abitudini della nobiltà del periodo e dei modelli culturali dell'epoca, dal momento che le classi più elevate dettavano le tendenze della società.

Buone notizie per le aziende di cosmetici: la Cina ha emanato un nuovo regolamento sulla supervisione ed amministrazione dei cosmetici che agevola le importazioni dei prodotti cruelty-free nel paese.

 

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Il regolamento rimuove l'obbligo di sottoporre i cosmetici stranieri di uso generale come mascara, shampoo e fragranze a test sugli animali all'arrivo nel paese, aprendo il mercato cinese ai produttori. La Francia è stato il primo paese a beneficiare di questi esoneri. L'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari ha sviluppato una piattaforma dedicata per consentire ai suoi produttori di ottenere i certificati e le approvazioni necessari per un più facile accesso alla Cina.

La Cina è il secondo più grande mercato al mondo di prodotti cosmetici con oltre 5.400 produttori di cosmetici autorizzati e 1,6 milioni di prodotti registrati nel paese. Fino ad oggi i prodotti non testati sugli animali potevano arrivare ai consumatori cinesi attraverso piattaforme di e-commerce transfrontaliero come Tmall Global. Per combattere una potenziale perdita di affari la società ha annunciato nuovi piani per aiutare il lancio dei marchi occidentali in Cina.

Fondata nel 2011, Zhihu è una piattaforma di domande e risposte sui temi del beauty che nel gennaio 2019 ha raggiunto i 220 milioni di utenti, con oltre 130 milioni di risposte pubblicate.

 

L'alto numero di utenti e la precisione delle risposte ne hanno fatto un punto di riferimento per la comunità, oltre ad essere una potenziale miniera d'oro per il marketing, e non a caso gli sviluppatori nel settembre 2019 hanno introdotto la funzione “Consiglia cose che ti piacciono su Zhihu” che consente di inserire collegamenti ai prodotti venduti sui siti di e-commerce.

 

Il principale motivo per cui i marchi dovrebbero investire su Zhihu è la possibilità di accedere alla comunità del sito.

 

In un mercato competitivo come la Cina i marchi per andare avanti devono intercettare segmenti di mercato medium e premium, e cioè utenti che siano istruiti, interessati ed abbiano un reddito elevato: queste sono per l'appunto le caratteristiche dell'utenza di Zhihu che secondo gli ultimi dati è composta da utenti ben istruiti (oltre l'80% degli utenti ha un diploma di laurea o di scuola superiore) e con alti guadagni: il 76% ha un reddito elevato ed il 30% guadagna oltre 10.000 RMB al mese.

 

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Questo pubblico si rivolge alla piattaforma perché sa di trovarvi informazioni di alta qualità e risposte approfondite alle domande e ai dubbi, dunque i marchi possono registrarsi con account verificati ufficiali e costruire la loro base clienti interagendo direttamente con i fan.

 

Questa strategia di marketing ha due vantaggi: da un lato abbatte i costi della pubblicità, dal momento che non richiede strumenti costosi come poster, cartelloni pubblicitari, e dall'altro produce un elevato coinvolgimento del pubblico, perché sviluppa una comunicazione che non è unilaterale, ma fondata sul dialogo tra i consumatori e gli ambasciatori o i dipendenti del marchio, che rispondono ai loro dubbi o propongono argomenti di discussione per incoraggiare il dialogo e le interazioni.

 

Sebbene le potenzialità di Zhihu siano ancora in larga parte da esplorare, i primi riscontri hanno dato buoni risultati e si può ragionevolmente credere che possa diventare un elemento da integrare nella strategia di marketing online, soprattutto nella prospettiva di una crescita a lungo termine del marchio.

L'epidemia di COVID-19 e le misure restrittive per contenere il contagio hanno avuto delle ripercussioni su numerosi settori commerciali, e tra questi uno di quelli che maggiormente deve riadattarsi alla nuova normalità è quello della bellezza.

 

Sebbene questa trasformazione sia all'inizio, è già possibile vedere alcuni cambiamenti, che vanno dal maggiore impiego della realtà virtuale alla riconversione industriale.

 

La prima tendenza riguarda l'impennata del live streaming.

Secondo Alizila, l'hub di notizie per il gruppo Alibaba e Vogue Business in China, anche prima dell'epidemia Taobao ospitava oltre 4000 livestreamer, con una produzione di 150.000 ore di contenuti al giorno. Durante il mese di febbraio 2020, i dati hanno registrato un aumento delle sessioni di livestream sulla piattaforma del 110 percento rispetto all'anno precedente, e secondo Gloss il numero dei commercianti attivi è aumentato del 719 percento.

Sono soprattutto i marchi di bellezza minori ed i piccoli rivenditori ad essersi rivolti a questo strumento.

 

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Ad esempio il marchio di cosmetici Forest Cabin aveva subito un calo delle vendite durante il Festival di Primavera del 90% con la prospettiva di fallire entro due mesi,ed ha perciò iniziato ad integrare i video live nella sua strategia di marketing, con risultati sorprendenti: non solo in 15 giorni ha avuto un incremento delle vendite, che hanno superato del 45 percento quelle avvenute nello stesso giorno dell'anno precedente, ma è aumentata anche la media di fidelizzazioni al giorno, che è passata dalle 800 – 1000 persone a circa 3000.

 

L'elemento virtuale giocherà un ruolo importante nella vendita al dettaglio. È certo infatti che il test dei prodotti tramite i campioni gratuiti presenti nei negozi scomparirà, data la facilità con cui quei campioni possono essere veicolo di contagio. I marchi stanno perciò pensando ad alternative per orientare il pubblico: dagli scambi online tra clienti e ambasciatori del lusso, fino alle app che consentono di provare virtualmente prodotti di make-up unici, di cui stanno già fruendo clienti di marchi come Sephora o Dior.

 

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Ultimo ma non non meno importante è la trasformazione delle linee produttive: anche molti marchi del lusso hanno riconvertito i loro impianti e stabilimenti per produrre quei prodotti, quali gel ingienizzanti per le mani o maschere chirurgiche, che sono diventati di primaria importanza, essendo strumenti fondamentali per la prevenzione del contagio.

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