Si svolgerà dal 24 novembre al 18 dicembre "Occidente verso Oriente. Cina e Giappone" un ciclo di sei conferenze online per conoscere la cultura dei due paesi.

 

La manifestazione è organizzata dall'Associazione Art di Bolzano Bozen e vedrà la presenza di esperti e docenti di prestigiose università italiane ed estere che approfondiranno temi come i costumi, la letteratura e la musica di Cina e Giappone, fornendo le chiavi per ampliare la comprensione dei due paesi.

 

Gli incontri si svolgeranno alle ore 18 nel periodo dal 24 al 18 dicembre secondo questo programma

 

• Martedì 24 novembre – ore 18

Enrico Sartori, La musica occidentale e cinese in Cina: breve exscursus storico dal Novecento ad oggi

 

• Venerdì 27 novembre – ore 18

Alessandra Lavagnino, La nascita della letteratura cinese moderna e l’orma dell’Occidente

 

• Venerdì 4 dicembre – ore 18

Marco Del Bene, Quale Oriente? Quale Occidente? Centocinquanta anni di intrecci storici e culturali fra Italia e Giappone

 

• Venerdì 11 dicembre – ore 18

Alessandro Russo, Rivoluzione culturale e Hong Kong: due labirinti cinesi

 

• Martedì 15 dicembre – ore 18

Stefania Stafutti, La letteratura cinese: temi, correnti e protagonisti

 

• Venerdì 18 dicembre – ore 18

Fabrizio Sandretto, Il racconto orale giapponese (con esempi di musica tradizionale)

 

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Raccontare i pregiudizi con le fotografie: è la mostra CofrontAsian di Joyce Teng.

 

Ad un primo sguardo, ConfrontAsian si presenta come una semplice mostra fotografica, che espone ritratti in Polaroid di uomini e donne asiatici, ciascuno accompagnato da una frase scritta dal soggetto stesso. L'impressione di familiarità tuttavia scompare quando leggiamo le parole: i testi infatti raccontano i pregiudizi che i protagonisti delle foto hanno vissuto per il fatto di essere asiatici.

 

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Il visitatore rimane così sorpreso e inizia a riflettere sul senso delle etichette che attribuiamo alle persone.

 

Il turbamento per il contrasto tra l'apparente familiarità della foto e la profondità del messaggio è quello ricercato da Joyce Teng, l'artista autrice di ConfrontAsian.

 

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Joyce Teng è una giovane fotografa di Hong Kong che ha vissuto il sentimento di disorientamento fin dall'infanzia, dal momento che è nata da madre americana e padre di Hong Kong. Quando si è trasferita nel Regno Unito ha sperimentato in prima persona gli stereotipi sugli asiatici, dalle osservazioni più sottili a quelle esplicite, diventando sempre più convinta della necessità di realizzare un progetto sulle questioni dell'identità e della differenza culturale.

È però solo nel 2018 che nasce l'idea di ConfrontAsian.

 

In quell'anno Teng segue un corso di sociologia e durante una lezione scopre il fotografo Jim Goldberg, noto per instaurare un rapporto profondo con i soggetti delle sue fotografie. In particolare Teng resta colpita da “Rich and Poor”, la serie di fotografie scattate a persone in condizioni disagiate e a membri dell'alta borghesia di San Francisco, a cui Goldberg ha chiesto di scrivere sulle foto dei brevi commenti su di sé.

 

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Ispirata da Goldberg, Teng ha scelto di usare la polaroid perché secondo lei è maggiormente interattiva e fa sentire più a suo agio il soggetto della foto, inducendolo a parlare di sé.

 

ConfrontAsian infatti si rivolge non solo agli occidentali, ma anche agli asiatici. I pregiudizi riguardano tutti e tutti li assegniamo alle culture che non conosciamo o ne siamo vittime a nostra volta, spesso senza neppure saperlo: ecco allora che l'obiettivo della mostra è fermarli nelle fotografie e metterli sotto i nostri oscchi, così da poterli riconoscere e superare.

 

Instagram: @confrontasian

 

Immagini: Joyce Teng

Old Xian non si aspettava che una sua recente vignetta avrebbe suscitato lo scontro tra netizen cinesi e sudcoreani, dividendoli in due opposte fazioni.

 

Old Xian è l'autrice di 19 Days, il popolare boy's love ambientato ai nostri tempi. Alcuni giorni fa ha pubblicato un disegno dei quattro personaggi del fumetto con indosso abiti di stile antico, accompagnandolo dalla didascalia “il vecchio stile”: subito i netizen coreani hanno attaccato la vignetta, dicendo che alcuni degli abiti provenivano dall'antica Corea e chiedendo che fosse specificato il paese di origine.

 

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Old Xian ha risposto spiegando che gli abiti, ed in particolare un cappello nero a tesa larga, erano stati ispirati ad un antico dipinto rinvenuto nella tomba di un principe della dinastia Ming (1368-1644) e ad alcuni film cinesi ambientati in quel periodo.

 

La risposta non ha convinto i netizen, che hanno lanciato un hashtag per invitare altre persone a pubblicare testimonianze della provenienza coreana dei vestiti. Alla polemica si sono quindi aggiunti i netizen cinesi, che a loro volta hanno portato immagini della dinastia Ming a sostegno delle parole di Old Xian, ed hanno inoltre postato un video dei media sudcoreani che illustra l'evoluzione storica del gat coreano, il cappello tradizionale al centro degli attacchi.

 

Dal momento che Cina e Corea hanno avuto continui scambi culturali nel passato, influenzandosi reciprocamente per quanto riguarda cultura, tradizioni ed abiti, difficilmente sarà trovata una risposta certa alla questione.

La tecnologia digitale ha reso virale sui social media la mostra organizzata di recente presso il Capital Museum di Pechino.

 

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Il pubblico ha potuto interagire con le opere presentate, rivivendo l'antica usanza della festa in riva al fiume o indossando una veste della dinastia Han.

 

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Seduti di fronte ad un fiume digitale, i visitatori hanno potuto raccogliere la tazza che galleggiava sull'acqua e leggere la poesia che emergeva dalla corrente; oppure hanno potuto indossare virtualmente una veste della dinastia Han conservata presso il museo dell'Hunan, e grazie alla motion capture farla muovere in accordo con i loro movimenti.

 

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Secondo gli organizzatori della mostra, in futuro la tecnologia troverà sempre maggiore spazio nel campo della cultura, permettendoci di vivere l'esperienza di interagire con i reperti antichi, senza la necessità di spostare gli oggetti originali dai musei.

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