Il sito di recensioni Douban ha dovuto disattivare i commenti alla pagina relativa al libro La Tregua dello scrittore uruguayano Mario Benedetti a causa delle troppe recensioni negative dei netizen.

Il putiferio è iniziato dopo che un utente del sito ha segnalato agli insegnanti dell’Università di Pechino una loro studentessa di nome Gao Han che aveva criticato la traduzione cinese del libro. La ragazza aveva scritto sulla pagina Douban che riteneva che l’edizione cinese fosse "piena di tracce di traduzione automatica".

La traduttrice del libro Han Ye ha negato che ci fosse stata alcuna traduzione automatica e ha definito le accuse "irrispettose" ricevendo il sostegno di diversi altri traduttori cinesi.

 

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Gao si è scusata con Douban per il suo "commento inappropriato" sul libro e ha cancellato il post originale. L’attacco dei netizen era però già partito.

Gli utenti dei social media cinesi avevano iniziato a lasciare in massa recensioni con una stella sulla pagina Douban de La Tregua per mostrare la loro insoddisfazione, chiedendo alla traduttrice di farsi avanti per porre fine alla questione.

Successivamente anche l'utente di Douban che ha segnalato la studentessa si è scusato "per i suoi discorsi e le sue azioni inappropriati"; tuttavia molti utenti online temono che la polemica abbia danneggiato le vendite della versione cinese de La Tregua.

Pazze per gli sconti

Novembre 20, 2020

Comprare sfruttando le promozioni dei siti online così da spendere il meno possibile è la passione delle donne cinesi della “Stingy Women's Federation”.

 

La “Stingy Women's Federation” è un gruppo virtuale su Douban che riunisce più di 420.000 membri accomunate dalla passione per “afferrare la lana”, cioè studiare le regole delle piattaforme di shopping online per capire come usare le promozioni e riempire il carrello a cifre irrisorie.

 

Le utenti (questo hobby infatti è prevalentemente femminile, pur esistendo un analogo gruppo maschile) si scambiano consigli e suggerimenti e confrontano i loro successi: e così visitando il gruppo è possibile vedere carrelli della spesa che contengono dozzine di generi alimentari comprati a solo 0,03 yuan (mezzo centesimo), oppure beni per un valore di 1000 yuan pagati 80 yuan.

 

 

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Sono necessarie pazienza e calma per avere successo in questo hobby, dicono le Stingy Women. Per accumulare buoni e sconti occorre tornare sui siti più volte, così da non perdere nessuna promozione; una volta ottenuti gli sconti è necessario non farsi prendere dall'entusiasmo ma valutare quando e cosa comprare, scegliendo le occasioni più propizie per evitare di essere sfruttati.

 

Con queste doti ed un impegno costante è possibile ottenere buoni risultati nella caccia allo sconto, un'attività da cui le piattaforme guadagnano traffico e che per le donne cinesi è una vera e propria passione.

“Tenet” è uscito venerdì nelle sale cinesi riscuotendo un buon risultato. Secondo il servizio China Box Office di Ent Group il film ha guadagnato 8,61 milioni di dollari, per un totale di 9,11 milioni di dollari se si includono le anteprime precedenti.

 

Anche Maoyan, una delle maggiori società cinesi di biglietteria cinematografica, ha mostrato cifre quasi identiche.

 

La società fa anche previsioni pubbliche basate su una combinazione di vendite effettive, prenotazioni anticipate, valutazioni degli utenti ed attività di marketing. Incrociando questi dati Maoyan prevede che “Tenet” possa fare un fatturato lordo di 66,5 milioni di dollari: se confermate, queste cifre farebbero della Cina il territorio di maggior incasso per il film, senza tuttavia fare di “Tenet” il film più visto in Cina.

 

Il film di Nolan infatti non riuscirebbe a battere il film locale “The Eight Hundred”, per il quale la società prevede un incasso di 409 milioni di dollari.

 

Sono particolarmente positive anche le recensioni degli spettatori, che si attestano su un punteggio di 8 su 10. Scendendo nel dettaglio, il 71% dei 7000 utenti di Maoyan che hanno valutato il film gli ha dato un 9/10o un 10/10, per un punteggio medio di 8,7, mentre gli utenti della piattaforma di ticketing rivale Taopiapiao ha dato un punteggio di 8,9. Leggermente più bassa è stata la votazione del sito Douban, che ha assegnato un punteggio di 8,2.

Complice anche la riduzione della spesa conseguente all'epidemia di coronavirus, tra i giovani cinesi si sta affermando la tendenza a forme di consumo più sostenibili ed improntate al risparmio.

 

In particolare, su Douban stanno aumentando di popolarità gruppi come “Low Consumption Insitute” o “Harsh Women's Federation” e l'analogo “Harsh Men's Federation” che forniscono consigli su come risparmiare denaro quando si viaggia o si fa shopping, oppure andando fuori a cena o per farsi un drink.

 

I suggerimenti che si trovano nei gruppi sono i più diversi: si va da consigli come usare la bici piuttosto che autobus o taxi per andare a lavorare, oppure prepararsi il pranzo a casa invece che ordinarlo nei punti pranzo, a trucchi come allungare le bibite gassate con soda per farle durare di più. Inoltre nei gruppi maschili e femminili hanno organizzato vere e proprie competizioni per stabilire chi fosse il campione nel vestire un singolo capo di abbigliamento.

 

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Una sfida analoga ha portato alla nascita del gruppo “Low Consumption Institute”. La leader del gruppo lo ha creato nel 2019 dopo aver condiviso alcune voci del suo diario relative all'uso della carta di credito. Visto il successo di queste notizie, ha proposto una gara tra i membri del gruppo su chi fosse riuscito a mantenere le proprie spese mensili al di sotto dei 3.000 yuan (420$).

 

Lo stile di vita parsimonioso adottato dagli appartenenti a questi gruppi non è dovuto ad una loro incapacità di spendere, ma piuttosto ad un ideale di consumo diverso rispetto a quello solitamente associato ai giovani.

 

I giovani cinesi sono spesso etichettati come consumatori voraci, che spendono molto più velocemente di quanto guadagnino.

 

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Chi segue questi gruppi, invece, lo fa perché ispirato ad altri valori: la stessa fondatrice di “Low Consumption Istitute” dice di aver preso a modello il poeta Henry David Thoreau che pur conducendo una vita frugale sembrava molto più felice di noi adesso: secondo la sua esperienza, il consumo quotidiano cala naturalmente una volta capito che l'acquisto di beni non porta alla felicità.

 

Non è possibile sapere se e come questa tendenza si diffonderà in Cina, ma una cosa è certa: durante l'epidemia di coronavirus i membri di questi gruppi sono aumentati, a dimostrazione che l'emergenza sanitaria ha portato alcuni a riflettere ed a chiedersi se esistano forme di consumo che siano meno “voraci” ed orientate ad una maggiore sostenibilità.

 

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