“Corona” è il titolo del primo film sul nuovo coronavirus. Girata dal regista Mostafa Keshvari nel mese di febbraio a Vancouver, la pellicola è pronta per la vendita.

 

Il film è ambientato in un ascensore di un complesso di appartamenti in Canada. Tra i residenti si diffonde la voce che qualcuno abbia il coronavirus e quando nell'ascensore entra una donna cinese gli altri occupanti sospettano di lei. La situazione peggiora quando l'ascensore si blocca e con il crescere della paura crescono anche gli attacchi verso la donna.

 

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Il film vuole trasmettere un messaggio antirazzista. Le riprese di “Corona” sono cominciate ad inizio gennaio, quando, sebbene l'epidemia non fosse diffusa a livello mondiale, già si assisteva ad attacchi contro turisti cinesi accusati di poter diffondere il contagio. Keshvari ha voluto rispondere a questi pregiudizi e, senza prendere posizione sull'origine del virus, ha sottolineato come le discriminazioni non servano per contrastare il COVID-19.

 

L'ascensore diventa quindi il simbolo del mondo, abitato da tutta l'umanità, ed il coronavirus la metafora della xenofobia. Per aumentare il realismo ed il coinvolgimento del pubblico, il regista ha girato il film in una sola ripresa lasciando agli attori largo spazio per improvvisare e far emergere i veri sentimenti dei personaggi.

 

 

Anche il prossimo film del regista sarà legato alla Cina: Keshvari ha infatti in mente di girare un thriller incentrato sui diritti delle donne dove il ruolo principale sarà interpretato da un'attrice cinese.

Wuhan 2020: How we fight COVID-19” è un documentario che racconta la vita a Wuhan durante l'isolamento.

 

Il video di circa 18 minuti è stato prodotto da Tsingying Film, uno studio cinematografico composto da studenti e docenti dell'università di Tsinghua raccogliendo e montando insieme 112 brevi video girati da oltre 70 residenti in città.
Uscito il 2 aprile, il video ha catturato il cuore dei netizen ed ha raggiunto oltre 33,3 milioni di visualizzazioni sull'account dello studio su Sina Weibo, tanto da indurre lo studio a caricarne una versione con sottotitoli in inglese sul suo canale Youtube.

 

 

Il documentario collega in modo coerente le storie apparentemente separate dei diversi individui e mappa la linea temporale dell'epidemia ed il suo impatto sulla vita dei cittadini, a partire dalla normalità prima della malattia (si apre con le immagini del concerto per festeggiare il Capodanno) ai primi casi, mostrando i cambiamenti sulla vita quotidiana man mano che vengono prese le misure restrittive.

 

Il film mostra le difficoltà a vivere in città durante il lockdown, i segnali di speranza e l'amicizia che unisce tutti gli uomini, i cui cuori sono collegati anche se vivono a miglia di distanza.

 

Il documentario si chiude con la frase “Che tutti noi possiamo essere benedetti dalla longevità. I nostri cuori sono collegati a Wuhan, anche se siamo a miglia di distanza”, un adattamento del verso del poeta Su Shi che dice “Possiamo tutti essere benedetti con la longevità. Sebbene a migliaia di miglia di distanza, siamo ancora in grado di condividere insieme la bellezza della luna”.

 

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La scelta della frase si spiega perché il film è stato girato prima che l'epidemia si estendesse agli altri paesi fuori dalla Cina, ma secondo i registi l'amicizia e la fratellanza legano tutti gli uomini e tutti dobbiamo impegnarci affinché le sofferenze e le morti non siano dimenticate.

 

L'obiettivo del film è infatti quello di ricordare le vicende di Wuhan in modo che in futuro non si ripetano situazioni come quelle vissute in Cina e negli altri paesi: così sarà reso un vero omaggio a quanti sono morti per il coronavirus, tra cui Li Wenliang, uno tra i primi medici ad avere avvisato le autorità della malattia subendo dei richiami. La sorte di Li, che è poi morto a causa del COVID-19 il 7 febbraio, è stata lo stimolo per produrre il film, ed al medico è dedicata una scena che compare dopo i crediti.

In una conferenza stampa della scorsa settimana il direttore generale del Dipartimento di alta tecnologia del Ministero della Scienza e della Tecnologia Qin Yong ha annunciato l'intenzione del Governo cinese di promuovere lo sviluppo di nuovi formati industriali e nuove tecnologie in quei campi che si sono dimostrati efficaci nella prevenzione e nel contenimento dell'epidemia.

 

Si tratta prevalentemente di tecnologie basate su Internet, i big data e l'intelligenza artificiale.

 

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La rete Internet si è rivelata essenziale durante la quarantena per evitare la paralisi del paese sia sotto l'aspetto dello smart working, con il ricorso allo strumento delle videoconferenze per far funzionare gli uffici in remoto e per garantire l'istruzione a distanza degli studenti, che sotto quello dell'intrattenimento digitale, in cui rientra anche l'accesso online al patrimonio dei musei.

 

Le tecnologie per i big data e l'intelligenza artificiale hanno trovato applicazione nei campi della prevenzione e del controllo dell'epidemia. Molti istituti e imprese di ricerca cinesi hanno applicato queste tecnologie nell'analisi epidemica, sia in fase di accertamento dei casi, tramite la misurazione della temperatura corporea, sia nella successiva fase della diagnosi e delle terapie ausiliarie.

 

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Il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha pertanto deciso di fare tesoro di queste esperienze e di valorizzarle con una serie di politiche volte a creare un ambiente favorevole all'innovazione tecnologica e all'imprenditorialità.

 

L'obiettivo è quello di aumentare il sostegno per lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia, soprattutto per quanto riguarda l'elaborazione avanzata, i software di base, le comunicazioni a banda larga, la micro e nano elettronica, l'intelligenza artificiale ed i nuovi materiali. Inoltre si propone di potenziare l'orientamento ed il supporto per le nuove imprese, soprattutto nel campo sanitario, e per lo sviluppo di nuovi modelli di servizi, come città intelligenti, logistica moderna e servizi di istruzione.

Le restrizioni dovute alla prevenzione del coronavirus hanno sospeso e rimandato appuntamenti come i matrimoni, che tradizionalmente in Cina sono accompagnati da fastosi banchetti.

 

È perciò un importante segnale la celebrazione alla fine di marzo del primo matrimonio dallo scoppio dell'epidemia, sebbene la festa abbia dovuto adattarsi alla situazione.

 

Alla fine di marzo la provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, ha rimosso il divieto di matrimoni, ed una coppia ha subito colto l'occasione per festeggiare le nozze con famiglia ed amici in un albergo di Chengdu, la capitale della provincia.

 

La coppia aveva programmato il banchetto per la fine di gennaio, ed era stato sospeso a causa delle misure preventive per il contrasto del coronavirus; non appena le autorità hanno emesso l'autorizzazione, i manager dell'hotel hanno contattato gli sposi che nel giro di dodici ore hanno potuto celebrare le nozze.

 

Le nozze in Cina sono un importante momento in cui le coppie e le famiglie mostrano il loro status sociale, come abbiamo avuto occasione di vedere parlando degli abiti da sposa, ma naturalmente in questo caso la cerimonia ha dovuto essere ridimensionata nel numero degli invitati, che hanno dovuto seguire delle procedure piuttosto rigorose.

 

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Il numero dei partecipanti è stato limitato a 60 persone, tutte residenti a Chengdu da un mese, che hanno dovuto registrare le loro informazioni di identità e controllare la temperatura prima di entrare nell'hotel, oltre che avere l'obbligo di portare la mascherina.

 

Anche la modalità del banchetto è stata cambiata: ai tavoli sedevano 4- 5 persone, invece che le abituali 10, e gli ospiti dovevano tenere una sedia vuota tra di loro; inoltre non c'è stato il servizio al tavolo, sostituito da un pasto a buffet.

 

Il Sichuan è stata la prima provincia a permettere la celebrazione di matrimoni, che sono ancora vietati in alcuni luoghi, come ad esempio a Pechino.

 

Esistono tuttavia segnali che la situazione stia per sbloccarsi anche nella capitale, pur con le cautele del caso. Un'agenzia di Pechino che organizza matrimoni ha infatti iniziato ad accettare prenotazioni per maggio, mentre una compagnia di matrimoni nel distretto di Xicheng sta preparandosi per offrire matrimoni all'aperto con pasti self-service, in modo da venire incontro alle preoccupazioni per la salute ancora vive in alcune famiglie.

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