Cresce il numero delle star di Hollywood che partecipano a Diversity Program, l'iniziativa lanciata dalla cinese Starlight Media di Peter Luo ad agosto 2020 per sostenere aspiranti registe donne e BIPOC (sigla che sta per black, indigenous and people of color).

Importanti nomi come Sam Raimi, Gianni Nunnari, Patrick Wachsberger e Paula Wagner si sono uniti al programma per fare da consulenti e mentori per i registi emergenti e sotto-rappresentati.

 

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Il progetto iniziale prevedeva di supportare 30-50 registi emergenti con un fondo finanziario di almeno 50 milioni di dollari. Adesso saranno 100 i registi emergenti beneficiati dall'iniziativa, con conseguente incremento dello stanziamento a 100 milioni di dollari. Secondo quanto riferito da Starlight Media la maggior parte dei selezionati sono donne e la classe rappresenta un mix diversificato di nazionalità, etnie, razze e background personali e professionali.

Il CEO di Starlight Media Peter Luo ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione delle celebrità di Hollywood: la loro collaborazione garantisce un livello di competenza ed esperienza che altrimenti sarebbe difficilmente accessibile da parte dei registi destinatari del progetto.

Yi Zhou dà prova del suo amore per l'Italia ancora una volta. L'artista ha annunciato di avere scelto gli studi di Cinecittà come set per il suo primo lungometraggio Scars and Stars.

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Ambientato nel 2050, Scars and Stars avrà un budget di 20 milioni di dollari e combinerà romanticismo, azione e fantascienza. Nelle intenzioni di Yi Zhou esso sarà un dialogo tra Roma ed Hollywood. L'artista sta completando il casting, che coinvolgerà le stelle del cinema statunitense, mentre è già nota la componente italiana: al film lavoreranno infatti il duo di scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, ed il direttore della fotografia Vittorio Storaro.

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Il legame di Yi Zhou con l'Italia è noto. Nata a Shangahi, l'artista si è trasferita a Roma all'età di otto anni. Come artista visiva ha prodotto installazioni e lungometraggi che sono stati presentati alle mostre della Biennale di Shanghai e di Venezia, oltre ad installazioni artistiche che sono state esposte a Palazzo Vecchio a Firenze.

Star and Scars conferma la passione dell'artista per l'Italia e per la sua arte cinematografica.

Ron Howard ha annunciato alcuni giorni fa di stare lavorando ad un film biografico sul pianista Lang Lang basato su "La mia storia", il popolare libro di memorie scritto dal musicista insieme con David Ritz; alla notizia sono seguite delle critiche.

 

Il film ripercorrerà il viaggio del pianista verso la celebrità a partire dall'infanzia a Shenyang, nel nord della Cina, soffermandosi sul rapporto con il padre e sui grandi sacrifici fatti dalla famiglia perché il figlio potesse realizzare il suo sogno.

 

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Il film, al cui adattamento stanno lavorando lo stesso Lang Lang insieme agli sceneggiatori Michelle Mulroney e Kieran Mulroney, sarà girato in Cina e Stati Uniti e sia in mandarino che in inglese. Howard si propone di fare un film che accomuni le due culture, che condividono le stesse idee sui sacrifici da fare per raggiungere la grandezza, convinto che la vita di Lang Lang sia un ottimo esempio di determinazione ripagata dal successo.

 

L'annuncio ha sollevato le critiche della regista Lulu Wang, che su Twitter ha messo in discussione che Howard sia il regista indicato per girare il film.

 

Pur negando nelle sue dichiarazioni di voler essere lei a girare il film, Wang ha definito impossibile raccontare la storia di Lang Lang senza conoscere la cultura cinese e gli impatti che su di essa hanno avuto la Rivoluzione Culturale e gli effetti dell'imperialismo occidentale.

 

Successivamente ha contestato la scelta degli sceneggiatori: secondo lei infatti due scrittori di etnia bianca non sono le figure indicate con cui possa confrontarsi Lang Lang perché non conoscono le specificità culturali della Cina nord-orientale da cui Lang Lang e lei stessa provengono, nonché l'aspetto che la violenza fisica ha sull'educazione.

La pandemia sta cambiando le abitudini anche per quanto riguarda la partecipazione dei film ai Golden Globe Awards.

 

Il 26 marzo la Hollywood Foreign Press Association (HFPA), l'organizzazione di giornalisti di Los Angeles che ospita i Golden Globe Awards aveva comunicato che, a causa delle misure per la prevenzione del coronavirus, possono partecipare all'assegnazione del premio anche i film la cui prima proiezione non avvenga in una sala cinematografica. Pur specificando la temporaneità della decisione, l'organizzazione aveva stabilito l'ammissibilità anche per quei film che potrebbero essere distribuiti per la prima volta non nelle sale ma su un formato televisivo (come servizi di streaming in abbonamento, canale via cavo in abbonamento o trasmissione televisiva).

 

Lo scorso 8 maggio la HFPA ha fatto una dichiarazione analoga per quanto riguarda i film in lingua straniera. Secondo il regolamento possono concorrere ai Golden Globes i film in lingua straniera che sono stati distribuiti per la prima volta nei cinema del paese di origine nel periodo di 15 mesi che va dal 1° ottobre al 31 dicembre precedente la premiazione; inoltre per rientrare nella categoria questi film devono essere proiettati per i membri della HFPA in un teatro o in una sala di proiezione siti nell'area di Los Angeles.

 

Il comunicato fa una deroga temporanea. Per quanto riguarda la proiezione stabilisce che possono concorrere al premio anche quei film la cui proiezione nel paese di origine era stata programmata nel periodo di chiusura delle sale e che sono invece stati distribuiti in qualsiasi altro paese e con qualsiasi altro formato (cinematografico, o su pay-per-view, o in televisione o come servizio di streaming in abbonamento).

 

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Inoltre viene temporaneamente sospeso il requisito della proiezione nelle sale dell'area di Los Angeles: i distributori dei film in lingua straniera devono contattare l'organizzazione per fissare una data di proiezione sul calendario ufficiale dell'HFPA ed entro tale data devono fornire a tutti i giornalisti un link per la proiezione o una copia del DVD del film. Questa modalità è in vigore dal 15 marzo fino ad una data che sarà stabilita dall'HFPA sulla base della riapertura dei cinema nell'area di Los Angeles.

 

Il comunicato si chiude infine lasciando aperta la possibilità di altre variazioni temporanee alle regole, in base all'andamento della pandemia ed ai suoi effetti sul mondo del cinema.

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