Un team di ricercatori del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà e di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna. Stiamo conducendo una ricerca indirizzata a indagare come le comunità cinesi, presenti sul territorio italiano, abbiano messo in atto il processo di isolamento legato all’emergenza COVID-19.

 

Il questionario è rivolto principalmente ai cittadini cinesi delle comunità di Prato, Bologna e Milano ma è aperto anche ai cittadini di tutte le altre comunità cinesi sul territorio italiano.

 

I dati finali saranno raccolti in modo anonimo, nel rispetto della normativa vigente, e resi pubblici solamente su base aggregata: non è richiesto il nome, bensì le opinioni e l' esperienza.

 

Ecco i link per partecipare al questionario

 

Lingua italiana:https://forms.gle/xRUCqRosWxKeTNqSA

Lingua cinese: https://forms.gle/q34fWj3ev3ZgFibp8

 

博洛尼亚大学Dipartimento di Storia Cultura Civiltà (DISCI)学院和Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (SPS) 学院的研究员正在进行一项关于COVID-19新冠疫情的调研。在意大利疫情期间,华人朋友们迅速的居家隔离措施起到了很好的防疫效果,我们想通过这份问卷研究和学习华人社区的居家隔离措施。这份问卷调查对我们的研究起着至关重要的作用,有意大利语和中文两个版本,可以选择其中之一填写。

 

意大利语版本:https://forms.gle/xRUCqRosWxKeTNqSA

中文版本:https://forms.gle/q34fWj3ev3ZgFibp8

 

希望您帮忙填写,也转给认识的华人社区的朋友,谢谢!

 

Il video "Siamo ancora tutti sulla stessa barca " prodotto da Nuove Radici World e realizzato da Sara Lemlem, con la musica di Raffaele Kohler e Francesco Moglia, per affrontare la ripartenza con il mood giusto: dobbiamo avere obiettivi, non cercare bersagli.

 

 

Abbiamo vissuto un lungo tempo sospeso, in città deserte, in un mondo improvvisamente spopolato da esseri umani. I protagonisti del video e del nostro storytelling non si sono mai fermati: medici, infermieri, volontari, magazzinieri, rider. Italiani e stranieri, per la prima volta, tutti, sulla stessa barca. Anche NRW non si è mai fermata e vi ha raccontato le storie di chi ci ha aiutato a superare il lockdown. Ora che il mondo è ripartito, con la sua carica di rabbia, paura, incertezza, non torniamo a dividerci e a cercare capri espiatori: siamo ancora, tutti, sulla stessa barca. (Cristina Giudici)

Wuhan 2020: How we fight COVID-19” è un documentario che racconta la vita a Wuhan durante l'isolamento.

 

Il video di circa 18 minuti è stato prodotto da Tsingying Film, uno studio cinematografico composto da studenti e docenti dell'università di Tsinghua raccogliendo e montando insieme 112 brevi video girati da oltre 70 residenti in città.
Uscito il 2 aprile, il video ha catturato il cuore dei netizen ed ha raggiunto oltre 33,3 milioni di visualizzazioni sull'account dello studio su Sina Weibo, tanto da indurre lo studio a caricarne una versione con sottotitoli in inglese sul suo canale Youtube.

 

 

Il documentario collega in modo coerente le storie apparentemente separate dei diversi individui e mappa la linea temporale dell'epidemia ed il suo impatto sulla vita dei cittadini, a partire dalla normalità prima della malattia (si apre con le immagini del concerto per festeggiare il Capodanno) ai primi casi, mostrando i cambiamenti sulla vita quotidiana man mano che vengono prese le misure restrittive.

 

Il film mostra le difficoltà a vivere in città durante il lockdown, i segnali di speranza e l'amicizia che unisce tutti gli uomini, i cui cuori sono collegati anche se vivono a miglia di distanza.

 

Il documentario si chiude con la frase “Che tutti noi possiamo essere benedetti dalla longevità. I nostri cuori sono collegati a Wuhan, anche se siamo a miglia di distanza”, un adattamento del verso del poeta Su Shi che dice “Possiamo tutti essere benedetti con la longevità. Sebbene a migliaia di miglia di distanza, siamo ancora in grado di condividere insieme la bellezza della luna”.

 

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La scelta della frase si spiega perché il film è stato girato prima che l'epidemia si estendesse agli altri paesi fuori dalla Cina, ma secondo i registi l'amicizia e la fratellanza legano tutti gli uomini e tutti dobbiamo impegnarci affinché le sofferenze e le morti non siano dimenticate.

 

L'obiettivo del film è infatti quello di ricordare le vicende di Wuhan in modo che in futuro non si ripetano situazioni come quelle vissute in Cina e negli altri paesi: così sarà reso un vero omaggio a quanti sono morti per il coronavirus, tra cui Li Wenliang, uno tra i primi medici ad avere avvisato le autorità della malattia subendo dei richiami. La sorte di Li, che è poi morto a causa del COVID-19 il 7 febbraio, è stata lo stimolo per produrre il film, ed al medico è dedicata una scena che compare dopo i crediti.

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