Negli ultimi anni la pratica clinica quotidiana ha utilizzato le applicazione dell'Intelligenza Artificiale per interpretare immagini mediche, l'analisi degli elettrocardiogrammi ed il monitoraggio dei segni vitali.

 

Adesso è in corso una collaborazione tra gli scienziati informatici e gli esperti di medicina cinese per sviluppare una tecnologia che consenta di rilevare la malattia coronarica attraverso le immagini del viso.

 

L'aspetto del viso è stato a lungo identificato come un indicatore del rischio cardiovascolare, ed in particolare i predittori più comuni sono caratteristiche come la calvizie maschile, la piega del lobo dell'orecchio, il deposito giallastro di grasso intorno o sulle palpebre, o le rughe della pelle.

 

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Lo studio è stato condotto su 5800 pazienti. I ricercatori del Centro Nazionale Cinese per le malattie cardiovascolari e della Università Tsinghua hanno sottoposto i pazienti a test di imaging cardiaco, hanno scattato foto del loro viso ed hanno somministrato loro un questionario sullo stato socio-economico, lo stile di vita e la storia medica. Sulla base di questi è stato sviluppato un algoritmo IA che è stato successivamente testato su circa 1000 altri pazienti in nove ospedali cinesi.

 

Secondo i risultati pubblicati sull'European Heart Journal l'algoritmo ha avuto una sensibilità dell'80% ed una specificità del 54%, superando il tradizionale modello di previsione della malattia coronarica.

 

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La sensibilità è la capacità dell'algoritmo di designare un paziente con malattia come malato, mentre la specificità è la capacità del test di designare un paziente senza malattia come negativo: la bassa percentuale della sensibilità ha sollevato la preoccupazione dei ricercatori, perché i risultati falsi positivi possono confondere tanto i pazienti che i medici.

 

Sono perciò necessari ulteriori studi per fare una applicazione pratica dell'algoritmo; tuttavia nel complesso i risultati fanno ritenere che un algoritmo basato sulle immagini facciali può aiutare il rilevamento della malattia coronarica, permettendo lo screening pre-test della malattia nella comunità. Alle stesse conclusioni sono giunti i ricercatori della Università di Oxford, che in un articolo pubblicato sullo stesso numero della rivista hanno affermato che l'uso dei selfie come metodo di screening può consentire un modo semplice ed efficiente per filtrare la popolazione generale verso una valutazione clinica più completa.

 

Da ieri è in funzione l’ambulatorio Lilla a Osmannoro. Gli assistenti sanitari presenti hanno iniziato la loro attività che ha permesso di valutare un primo caso. Si tratta di un giovane rientrato dalla Cina da meno di quattordici giorni in presenza di una prima sintomatologia (tosse, febbre, mal di gola). E’ stato prelevato il campione respiratorio ed inviato al laboratorio di microbiologia di Careggi. Nel pomeriggio il test ha dato esito negativo ed è stato prontamente comunicato al diretto interessato.

 

L’attività dell’ambulatorio prosegue al fine di garantire ogni possibile misura di prevenzione. Un contesto nel quale rientrano le misure già adottate quali il sostegno all’isolamento volontario già attuato da una parte consistente della Comunità cinese e oggetto di specifica sorveglianza sanitaria.

 

I cittadini cinesi rientrati in Toscana negli ultimi due mesi sono circa 1300, segnalati all’azienda sanitaria, e sono in isolamento domiciliare volontario ed oggetto di sorveglianza attiva da parte del Dipartimento di Prevenzione.

 

Gli altri cittadini che si sono recati in Cina per trascorrere le festività del Capodanno sono attualmente bloccati dalle autorità cinesi. Sono 364 i bambini in isolamento domiciliare volontario con le rispettive famiglie. Di queste 120 hanno già superato il periodo di 14 giorni di isolamento previsto dalla circolare ministeriale.

 


In un rapporto di proficua collaborazione con il Consolato cinese, coloro che rientrano dalla Cina sono invitati ad attuare un isolamento volontario a domicilio di 14 giorni. Sono state già state diffuse le informazioni tradotte in lingua cinese relative alle modalità di auto monitoraggio domiciliare delle condizioni di salute.

 

L’attività dell’ambulatorio Lilla si colloca nel suddetto contesto ed ha come riferimento soltanto i casi di soggetti residenti nei territori dell’Asl Toscana Centro, che rientrati da meno di 14 giorni da un’area a rischio manifestino lievi sintomi, evitando di recarsi impropriamente ai pronto soccorso come è già accaduto in diverse circostanze. Per coloro che dovessero manifestare una sintomatologia più critica l’indicazione è di rivolgersi al 118 per attivare le misure di pronto intervento e conseguente assistenza ospedaliera. Pertanto l’attività dell’ambulatorio a Osmannoro, che richiede una prenotazione tramite Cup, riguarderà una casistica limitata e programmata di persone. Il personale di assistenza sanitario in servizio presso l’ambulatorio si occuperà anche della sorveglianza attiva.

 

Un percorso, quello disegnato dall’azienda sanitaria, in sintonia con le misure disposte dal Ministero della Salute e dalla Regione Toscana.

 

A seguito di ripetute comunicazioni a mezzo stampa e social sulla necessità di “effettuare diffusamente la quarantena di tutti i cittadini in rientro dalla Cina”, è stata fatta formale richiesta al Commissario per la Gestione dell’emergenza Coronavirus, dottor Borrelli, per avere delucidazioni in merito, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle indicazioni ministeriali e tenuto conto che tale misura di natura coercitiva non risulta adottata in nessun altro Paese al di fuori della Cina.

Per la seconda volta l’Asl ha applicato la procedura di emergenza per la gestione del caso in tempi rapidi ed efficaci

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