Snoopy ed i Peanuts, i celebri personaggi creati dall'artista statunitense Charles M. Schulz, sono protagonisti di una mostra in corso al Museum of Contemporary Art di Shanghai.

 

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La mostra segna anche la settima Biennale Animamix del museo che si trova nel People's Park nel centro di Shanghai, e per l'occasione 20 tra artisti e gruppi cinesi sono stati invitati a produrre opere d'arte crossover esclusive sul tema dei Peanuts.

 

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Il visitatore si troverà davanti una mostra ricca e variegata. Alle opere con i personaggi dei Peanuts, di cui sono ripercorsi la storia e lo sviluppo, sono affiancate le creazioni degli artisti cinesi, che si discostano dalla impostazione tradizionale e reinterpretano i personaggi inserendoli nel contesto della società odierna attraverso dipinti, sculture, installazioni e proiezioni di video AR.

 

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Uno degli obiettivi dei curatori è infatti fare una mostra che tenti di eliminare i confini tra moda e tradizione, tecnologie ed umanità, arte ed animazione, anche con il ricorso alla più avanzata tecnologia AR.

 

La mostra è stata inaugurata il 10 settembre e resterà aperta fino al 4 gennaio 2021.

È stata inaugurata a metà settembre presso il Museo di Shanghai la mostra "The Baoli Era: Treasures from the Tang Shipwreck Collection" che espone per la prima volta in Cina la più grande collezione di manufatti della dinastia Tang ritrovati fuori dal Paese.

 

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I reperti sono stati recuperati dal relitto di un dau mercantile che navigava tra la Cina e gli stati del mondo arabo nel IX secolo, e che è affondato al largo della costa dell'isola indonesiana di Belitung. La imbarcazione a vela araba trasportava esportazioni Tang composte da specchi in ceramica, oro, argento e bronzo, e il suo ritrovamento conferma la grandiosità del commercio marittimo tra Oriente ed Occidente nel IX secolo.

 

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Presentata congiuntamente dal Museo di Shanghai e dall'Asian Civilisations Museum di Singapore, la mostra raccoglie 168 oggetti selezionati dalla collezione del museo di Singapore, tra cui rarità come i piatti blu e bianchi, il leggendario specchio Jiangxin, ed altri manufatti in oro ed argento. L'esposizione sarà visitabile fino al 10 gennaio 2021.

 

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È stato nel 1406 che Zhu Di, il terzo imperatore della dinastia Ming, decise di trasferire la capitale dell'Impero da Nanchino a Pechino, e ci vollero quasi 15 anni perché il trasferimento fosse completato: tra preparativi ed effettiva costruzione, fu solo nel 1420 che la Città Proibita aprì le sue porte agli Imperatori.

 

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Da allora sono passati 600 anni, ed oggi Pechino celebra l'anniversario del palazzo imperiale con la mostra “Everlasting Splendor: Six Centuries at the Forbidden City” aperta fino al 15 novembre.

 

La mostra espone oltre 400 reliquie culturali, che riflettono la storia della costruzione della Città Proibita, lo sviluppo del suo layout e il modo in cui è stata protetta e rinnovata negli ultimi decenni.

 

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Con i suoi 720.000 metri quadrati e i 1050 edifici antichi, la Città Proibita è il più grande complesso di palazzi rimasto al mondo, e mantiene ancora intatta la struttura di base, sebbene la disposizione di alcune parti sia cambiata negli anni a causa della ristrutturazione e del rifacimento dei palazzi.

 

Il complesso rappresenta il capitolo più elevato nella storia dell'antica architettura cinese, ed un esempio della inclusività della cultura cinese. Nel palazzo infatti si uniscono apporti provenienti da culture diverse, come elementi caratteristici della cultura Manchu che furono introdotti dagli Imperatori Qing (1644 – 1911), oppure combinazioni di belle arti cinesi ed occidentali.

 

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I curatori si pongono un obiettivo ambizioso: nelle loro intenzioni la mostra è solo la prima tappa di un viaggio nel tempo e nello spazio, e per accompagnare il visitatore hanno individuato nove checkpoint dove scansionando codici QR è possibile ottenere maggiori informazioni sulla storia della Città Proibita e degli importanti eventi di cui è stata il teatro.

Gli architetti di MAD guidati da Ma Yansong hanno divulgato il piano generale ed il design architettonico per il Parco culturale della baia di Shenzhen.

 

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Incastonato tra la città ed il lungomare, il parco è pensato come un luogo in cui si sovrappongono antico e futuro, in un'atmosfera surreale per i visitatori. Il complesso, che sarà pronto per il 2023, si estenderà su un'area approssimativa di 51.000 metri quadrati e comprenderà strutture come una “sala del design creativo” ed il “museo della scienza e della tecnologia” di Shenzhen, oltre ad un ampio spazio di verde pubblico sul lungomare.

 

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Nelle intenzioni degli architetti il luogo non serve solo come uno spazio pubblico aperto 24 ore su 24, ma anche come un luogo di esibizione ed un'area espositiva: al centro del parco si svilupperà una piscina a specchio che formerà un anfiteatro capace di ospitare fino a 10.000 persone, mentre più piattaforme collocate all'interno del paesaggio fungeranno da luoghi di esibizione all'aperto e da aree espositive d'arte.

 

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Tutte le costruzioni presentano tetti leggermente inclinati che cadono naturalmente sul terreno, formando cortili affondati di altezza continua che attraversano il parco. Ai lati opposti dell'asse nord – sud sorgeranno due padiglioni che avranno l'aspetto di pietre monumentali lisce; all'ultimo piano del padiglione sud si aprirà una piattaforma che offrirà ai visitatori la panoramica sulla baia di Shenzhen e sullo skyline della città.

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