Questa settimana Sara Lemlem ha intervistato il regista italocinese che ha presentato il suo corto nella Settimana internazionale della critica di Venezia 2020.

Xin Alessandro Zheng è un regista italocinese che nel 2020 ha presentato alla Settimana internazionale della critica, sezione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il suo cortometraggio Where the leaves fall.

 

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Dalla vita di quartiere a TikTok, le unioni miste si stanno imponendo come il nuovo modello per abbattere gli stereotipi e il razzismo.

«Voi sapete cosa sfidate, ci saranno cento milioni di persone negli Stati Uniti, che si sentiranno disgustate e offese dal vostro atto. Ve le troverete sempre contro, senza mai un giorno di tregua. Potrete ignorarne l’esistenza. Molti obbietteranno a questo matrimonio e non a vanvera. Ma se resterete uniti, potrete fare pernacchie a questa gente. Voi siete due esseri perfetti che si sono innamorati». Così Matt, interpretato da Spencer Tracy, si rivolge a Joy e John in Indovina chi viene a cena, pellicola di culto del 1967 di Stanley Kramer. 

 

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Nuove Radici World ha riunito alcune delle voci più interessanti fra i nuovi italiani per capire come e perché essere leader nella società multiculturale.

 

Tutta questione di leadership, si dice. Di capacità e di visione.

 

Ci sono medici, startupper, artisti, politici, insegnanti, attivisti, scrittori tra i quasi tre milioni i giovani di seconda generazione e under 35 anni presenti sul territorio italiano ma non sempre formalmente italiani. Talenti che cercano di cambiare in meglio la società, mettendosi in gioco.

 

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Le sue note riempirono il vuoto nel momento più difficile per la città di Stradivari. Ma quel momento, per la musicista di origini giapponesi, è stato importante per sentirsi parte di una nazione che ormai sente sua.

 

«Sono di Osaka, che per il Giappone è un po’ come Napoli per l’Italia. Una città del sud, un porto di mare: insomma è internazionale. Gli abitanti sono scherzosi, con un carattere aperto, pieno di vita. Trasmettono serenità».

 

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