Gli sforzi per realizzare uno stile di vita sostenibile erano all'ordine del giorno della politica di Pechino prima della pandemia. La diffusione del coronavirus ha interrotto questa azione, aggravando anzi il problema ecologico con l'aumento dei rifiuti prodotti giornalmente.

 

È innegabile: la pandemia di coronavirus ha trasformato le relazioni tra Cina e resto del mondo, sia a livello di relazioni diplomatiche tra i paesi, sia nei reciproci rapporti tra comunità cinesi immigrate e comunità autoctone.

 

Le esperienze della comunità cinese d'Italia durante la pandemia e gli episodi che hanno caratterizzato questo periodo sono adesso raccontati in “Noi restiamo qui: come la comunità cinese ha vissuto l'epidemia”, il libro pubblicato da Cina in Italia che raccoglie le testimonianze di 20 membri della comunità cinese residenti stabilmente in Italia.

 

5497003_1407_img_1052.jpg

 

Il libro, in lingua cinese ed italiana, è stato curato da Hu Lanbo, residente a Roma dal 1989, ed autrice di due capitoli del libro.

 

Hu racconta che l'idea le è venuta quando una donna italiana, madre di un ragazzo malato di leucemia, l'ha chiamata perché non riusciva a trovare le maschere da far indossare al figlio quando era in ospedale. In quei giorni era difficile reperire maschere, soprattutto nelle taglie per bambini, e la donna ha pensato di chiedere aiuto alla comunità cinese di Roma.

 

Hu non solo ha risolto il problema, offrendo 50 mascherine donate da due donne cinesi che le avevano messe da parte per i propri figli, ma ha anche creato un gruppo di mamme che ha raccolto 10 mila euro che hanno permesso di donare al principale ospedale pediatrico di Roma 20.000 mascherine.

 

Parlando con cinesi delle altre regioni di Italia, Hu è rimasta stupita da come quasi ogni individuo, famiglia od organizzazione delle comunità cinesi avesse vissuto episodi simili, ed ha pensato di raccogliere queste testimonianze: il risultato è “Noi restiamo qui: come la comunità cinese ha vissuto l'epidemia”, un libro che mostra l'affetto dei cinesi per l'Italia ed insegna come la pandemia sia una sfida comune a cinesi ed italiani.

La pandemia ha incentivato il ricorso ad app di ogni genere e non hanno fatto eccezione quelle per gli appuntamenti il cui utilizzo è cresciuto durante i mesi di isolamento forzato in casa.

 

Gli sviluppatori hanno assecondato questa tendenza introducendo elementi maggiormente creativi, come ad esempio “coppia di una settimana”: si tratta di una funzionalità che assegna agli utenti un partner online per sette giorni durante i quali completare alcune attività insieme per vedere se scatta la scintilla.

 

tantan.jpg

 

Alcuni sondaggi hanno evidenziato come le app siano molto diffuse tra i nati dopo il 1995, presumibilmente per la loro abitudine ad informarsi e a fare conoscenza online sin dalla tenera età, mentre lo sono meno tra i nati negli anni '80, che invece optano per metodi di incontro più tradizionali, come gli speed date.

 

Tuttavia tutti i giovani cinesi sono accomunati dalla scarsa propensione al matrimonio. A differenza dei loro genitori, i giovani subiscono meno la pressione a costruire relazioni durature ed accettano più facilmente situazioni come matrimoni tardivi, convivenze e famiglie monoparentali; molti infine si concentrano su come si sentono nelle relazioni e quanto esse siano soddisfacenti, piuttosto che sul trovare un partner con cui costruire una famiglia.

I film cinesi potrebbero essere avvantaggiati dalla pandemia e raggiungere un pubblico più ampio. È questa la scommessa su cui punta il distributore londinese Trinity CineAsia che ha acquistato "Vanguard", il film della Golden Dragon Pictures di Hong Kong con Jackie Chan, per proiettarlo nei cinema di Regno Unito, Irlanda e Russia.

 

Protagonista di "Vanguard" è Jackie Chan, che interpreta il titolare di un'agenzia di sicurezza internazionale che viaggia in tutto il mondo per ritrovare un suo cliente rapito, ed il film è stato campione di incassi in Cina.

 

Trinity CineAsia ha programmato di portarlo nelle sale di Russia ed Ucraina nel mese di ottobre, mentre non sono state definite le date di uscita nei cinema del Regno Unito poiché la maggior parte degli acquirenti dei biglietti di film cinesi nel paese sono studenti cinesi, molti dei quali potrebbero non rientrare nelle scuole inglesi fino a gennaio 2021.

 

872863.jpg

 

Il mercato del cinema resta depresso, e CineAsia è consapevole che la sua decisione potrebbe essere azzardata; tuttavia ha deciso di vedere la situazione come una opportunità e sfruttare il vuoto lasciato dai film occidentali: molti distributori infatti stanno posticipando l'uscita dei titoli previsti per ottobre, come nel caso di "Wonder Woman 1984" della Warner Bros.

 

Questo ha comportato una riorganizzazione dei tempi di lavoro. In genere CineAsia aspetta tra le 4 e le 8 settimane dopo l'anteprima continentale per distribuire i film cinesi, dal momento che ci vuole tempo per doppiarli e creare campagne promozionali e spesso i partner cinesi ritardano a consegnare i materiali; il lavoro su "Vanguard" è invece stato fatto in modo estremamente rapido, con l'intero film doppiato in russo ed ucraino nello spazio di una settimana.

Pagina 1 di 3

Contattaci

Viale della Repubblica, 298
Prato, PO 59100
ITALY
0574 1595523
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.radioitaliacina.com
  • SPERIMENTARE - AMARE - INTERAGIRE

     
    appstore icon apple android icon android