La Cyberspace Administration of China ed altre tre agenzie del governo centrale hanno presentato un nuovo regolamento che stabilisce ulteriori restrizioni sulla raccolta dei dati degli utenti da parte dei fornitori di servizi digitali.

Le nuove regole entreranno in vigore il 1° maggio e si rivolgono alle app che trattengono i servizi ai clienti fino a quando non acconsentono a condividere informazioni personali di ampio respiro.

Da quella data alle app verrà concesso l'accesso solo alle informazioni strettamente necessarie per lo svolgimento della propria attività: ad esempio la posizione in tempo reale potrà essere condivisa con piattaforme di ride-hailing ma non con quelle che si occupano di servizi di finanza personale.

 

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Le nuove norme sono state introdotte per tutelare la privacy degli utenti ed inoltre per affrontare la questione della distribuzione dei dati per pubblicità mirata ed intrusiva ed i comportamenti anticoncorrenziali; al momento mancano i dettagli sulla loro applicazione e su sanzioni in caso di loro violazione.

Byte Dance ha accettato un accordo di class action da 92 milioni di dollari per risolvere le rivendicazioni sulla privacy dei dati da parte di alcuni utenti statunitensi di TikTok.

È quanto si apprende dai documenti depositati lo scorso 25 febbraio presso il tribunale distrettuale dell'Illinois.

ByteDance ha accettato la proposta dopo più di un anno di contenzioso. Le cause sostenevano che l'app TikTok si infiltrasse nei dispositivi degli utenti estraendo una vasta gamma di dati privati usati successivamente allo scopo di profilazione pubblicitaria e profitto

 

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Pur dichiarando di non essere d'accordo con le affermazioni degli utenti, ByteDance ha accettato l'accordo spiegando che preferisce investire risorse nella creazione di una esperienza sicura e gioiosa per la comunità degli utenti, piuttosto che in lunghe controversie nei tribunali.

Hangzhou si è inserita nel dibattito su privacy e sicurezza dei dati raccolti tramite il riconoscimento facciale che sta agitando l'opinione pubblica cinese.

 

Il governo di Hangzhou ha emanato un provvedimento a tutela degli abitanti dei complessi residenziali, che stabilisce che i comitati di quartiere non possano obbligare i residenti ad utilizzare strumenti biometrici come le impronte digitali o il riconoscimento facciale per accedere alle strutture pubbliche, e vieta ai comitati di quartiere che sovrintendono alla proprietà di divulgare le informazioni private a terzi.

 

Questo è il primo provvedimento teso a limitare il ricorso alle tecniche di riconoscimento facciale, ed è la prima risposta alle diffuse perplessità suscitate da questa tecnologia, accresciutesi durante la pandemia.

 

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Negli ultimi mesi infatti il ricorso a questa tecnologia è aumentato, e sono aumentate le voci a favore di una maggiore regolamentazione.

 

Adesso il deep learning, un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale, è capace di elaborare una impronta del viso unica sulla base dell'analisi di migliaia di punti nodali effettuata su foto e video. Alcuni sistemi inoltre registrano età, altezza e vestiti e riescono ad adattare l'immagine ai cambiamenti del soggetto, riconoscendolo anche quando indossa una sciarpa o un paio di occhiali da sole o le lenti a contatto.

 

Usata dalla forze dell'ordine per identificare i sospetti, il ricorso a questa tecnologia è aumentato durante la pandemia, perché permetteva il riconoscimento senza la necessità di entrare in contatto, ed è stata impiegata ad esempio per monitorare l'ingresso nelle metropolitane, individuando la temperatura corporea dei soggetti e segnalando chi non indossava la mascherina.

 

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La tecnologia infatti adesso è in grado di identificare un soggetto anche se copre il volto con una maschera, una sciarpa o una barba finta, e sebbene presenti vantaggi innegabili, essa è al centro di discussioni che coinvolgono ricercatori ed esperti di diritto.

 

Ad essere dibattuto è il punto relativo al trattamento dei dati: non è ancora stato definito chi abbia il diritto di raccogliere e conservare le immagini e come esse debbano essere conservate in modo sicuro. Il timore è che questi dati possano essere trafugati ed usati per frodi digitali.

 

Questi problemi erano stati sollevati anche dai cittadini di Hangzhou. Negli ultimi tempi infatti i comitati residenziali hanno istallato apparecchiature di riconoscimento facciale all'ingresso dei complessi abitativi, senza che i residenti fossero stati preventivamente consultati od informati. Le obiezioni dei residenti ed i timori sul cattivo uso dei dati hanno indotto i funzionari ad emanare la regolamentazione, che rappresenta un primo importante passo per trovare una soluzione che bilanci privacy e sicurezza.

Nelle scorse settimane è stato divulgato un rapporto sul trattamento dei dati personali delle mini-app cinesi e su eventuali problemi per la privacy degli utenti.

 

Il rapporto ha esaminato 52 mini-app ampiamente usate su piattaforme di hosting, tra cui l'app di messaggistica WeChat, il servizio di pagamento mobile Alipay e l'aggregatore di notizie Toutiao. I ricercatori hanno scoperto che il 25% delle mini-app condivideva i dati degli utenti con terze parti e il 94% non ha informato gli utenti su come disattivare questa opzione. Solo il 38,5% delle mini-app aveva proprie politiche sulla privacy, che tuttavia erano spesso in conflitto con il contratto dell'utente con l'app host. Solo una delle 52 mini-app valutate ha chiesto agli utenti di accettare i termini sulla privacy.

 

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Le mini-app sono esplose in modo particolare durante l'epidemia di COVID-19 quando sono state impiegate tra le altre misure per il controllo delle epidemie; tuttavia la richiesta di dati personali come nome, numero di identificazione governativa, data di nascita e persino dati facciali ha portato a truffe e ad altri problemi di privacy.

 

In attesa che il governo cinese emani leggi chiare per risolvere questi problemi, al momento spetta agli utenti vigilare su come le app trattano i dati e in particolare su come i sistemi di riconoscimento facciale utilizzano, archiviano e condividono i dati biometrici.

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