Si può insegnare l'amore a scuola? Secondo molti studenti cinesi sì.

 

Lo rivela un sondaggio che ha chiesto a 1.028 studenti di diverse università se fossero interessati a partecipare a corsi sul tema delle relazioni affettive, ottenendo una risposta positiva dal 90% del campione.

 

Non è il primo sondaggio ad interrogare i giovani circa la loro vita di relazione: alcuni mesi fa ne era stato fatto un altro che si era concentrato piuttosto sulla questione dell'educazione sessuale, evidenziando l'esistenza di un problema di abusi. Alla prima ricerca non sono seguiti tuttavia dei provvedimenti: in Cina l'educazione sessuale resta ancora rara a scuola, mentre è diverso il caso della cosiddetta educazione relazionale.

 

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Molti istituti stanno infatti organizzando corsi su “matrimonio ed amore” o sulla “psicologia dell'amore” arrivando a dare lezioni su come scrivere lettere d'amore e partecipare agli appuntamenti.

 

Che i giovani cinesi siano interessati all'argomento lo dimostra il successo di un hashtag correlato che su Weibo è stato visto oltre 280 milioni di volte, ma restano perplessi sull'insegnarlo a scuola. Molti ritengono che l'ambiente formale delle aule non sia adatto per lezioni di romanticismo, e piuttosto che all'educazione alla relazione vorrebbero essere formati sulla sessualità umana.

La serie “Bad Kids” ha riscosso un notevole successo in Cina ricevendo ampi elogi per la trama, la cinematografia, il cast, i dialoghi, il ritmo e la colonna sonora. Ha inoltre generato un'ampia discussione online sulla natura umana a causa della psicologia e delle complesse motivazioni dei suoi personaggi.

 

Ispirato all'omonimo romanzo, “Bad Kids” si apre con una sequenza che è stata definita come “forse il momento più spaventoso di un drama cinese”: approfittando di una pausa durante una escursione, il supplente di matematica Zhang Dongsheng uccide gli anziani suoceri gettandoli da una scogliera.

 

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La scena viene osservata da tre allievi dell'insegnante, le cui vite si intrecciano sempre di più durante lo svolgimento della serie: mentre si verificano altri omicidi, uno dei bambini coinvolti, Zhu Chaoyang, un mago della matematica con una famiglia distrutta alle spalle, inizia gradualmente a comprendere le motivazioni dell'insegnante e persino ad emularlo.

 

La serie ha ricevuto l'apprezzamento della star de “La Tigre ed il Dragone” Zhang Ziyi che ha dichiarato che “Bad Kids” è uno dei primi drama cinesi che può competere con le produzioni americane e britanniche in termini di qualità, e buone recensioni sul sito Douban.

 

Bad Kids” presenta caratteristiche che lo avvicinano alle produzioni estere, come ad esempio il ridotto numero di episodi, 12, molti meno rispetto ai tradizionali 50 o 60 delle serie cinesi; inoltre è stato elogiato il cast, che è eterogeneo e comprende volti noti e sconosciuti e soprattutto non presenta celebrità, solitamente ingaggiate per attrarre i fan a dispetto della loro recitazione poco brillante.

 

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“Bad Kids” ha infine suscitato un notevole dibattito sul tema dell'importanza dell'educazione di un bambino per lo sviluppo del suo carattere e della sua bussola morale.

Andando contro alla convinzione prevalente in Cina che i bambini siano innocenti, il personaggio di Chaoyang ritrae un bambino capace di essere malvagio e di provare emozioni e pensieri “adulti”, e su cui pesa il contesto familiare.

Chaoyang subisce sì l'influenza dell'insegnante, ma le sue scelte sono condizionate anche dalle situazioni che vive, dalla solitudine, dagli scontri con i bulli e dalla pressione della madre single affinché eccella a scuola.

 

Un elemento nuovo per una serie cinese, che fa di “Bad Kids” un buon esempio di come sia possibile per gli sceneggiatori affrontare temi complessi e fare serie di buon livello anche all'interno del rigoroso contesto normativo della Cina.

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