Quando ha firmato con Ultra Music alla fine del 2019, certamente Myrne non si aspettava le condizioni in cui sarebbe nato il suo nuovo EP.

 

Se le canzoni del precedente album dell'artista di Singapore erano state scritte e completate in diversi luoghi del mondo, questo non è stato possibile per le limitazioni ai viaggi dovuti alla pandemia: le canzoni di “Wandering” sono perciò state iniziate e finite nella camera da letto di Myrne, ed il costante ricorso alla chitarra durante la creazione ha portato a brani maggiormente organici e meno elettronici.

 

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“Wandering” si presenta così come un EP che pur essendo riconoscibile l'EMD emotivamente melodico e iponotico dell'artista, è caratterizzato da una maggiore maturità, frutto del periodo di scoperta di se stesso e di vagabondaggio senza scopo con cui Myrne ha affrontato il periodo di quarantena.

 

Le porte delle case si sono aperte, i confini no. I travel blogger sono ancora in quarantena. La riflessione di Iara Heidempergher, italobrasiliana, davanti a un mondo diventato improvvisamente troppo piccolo.

 

In questo ultimo periodo si è parlato tanto di frontiere. Frontiere che chiudono e altre che riaprono con limitazioni. Regole diverse in ogni Paese, quarantene obbligatorie per qualcuno, opzionali per altri, nulle per altri ancora. Area Schengen e libera circolazione. Tutto in sospeso o in fase di riapertura.

 

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Il video "Siamo ancora tutti sulla stessa barca " prodotto da Nuove Radici World e realizzato da Sara Lemlem, con la musica di Raffaele Kohler e Francesco Moglia, per affrontare la ripartenza con il mood giusto: dobbiamo avere obiettivi, non cercare bersagli.

 

 

Abbiamo vissuto un lungo tempo sospeso, in città deserte, in un mondo improvvisamente spopolato da esseri umani. I protagonisti del video e del nostro storytelling non si sono mai fermati: medici, infermieri, volontari, magazzinieri, rider. Italiani e stranieri, per la prima volta, tutti, sulla stessa barca. Anche NRW non si è mai fermata e vi ha raccontato le storie di chi ci ha aiutato a superare il lockdown. Ora che il mondo è ripartito, con la sua carica di rabbia, paura, incertezza, non torniamo a dividerci e a cercare capri espiatori: siamo ancora, tutti, sulla stessa barca. (Cristina Giudici)

Carol Bellese Choi è una pittrice di Hong Kong, a cui il governo ha imposto un periodo di stretto isolamento dopo che il suo ragazzo è risultato positivo al COVID-19.

 

Dopo essere rientrato dalla Francia il ragazzo di Choi ed il suo compagno di viaggio si sono ammalati a causa del coronavirus e sono stati ricoverati in ospedale; nel caso di Choi, che non aveva sintomi ma era entrata in contatto con il fidanzato, le autorità sanitarie hanno preferito farle fare una quarantena di 14 giorni presso la struttura allestita appositamente.

 

Choi ha preparato le valigie per due settimane, prendendo portatile, libri, abiti e asciugamani, ed alla mezzanotte del 16 marzo è stata prelevata dagli operatori sanitari, che in tute integrali l'hanno accompagnata su un minibus, sul quale era l'unica passeggera, fino alla stanza 1419 della struttura governativa.

 

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Durante la quarantena Choi si è creata una sua routine fatta di sessioni di yoga online, chat con il fidanzato e gli amici, controlli della temperatura e momenti di relax passati leggendo libri e guardando serie in streaming; tuttavia le giornate erano lunghe, non potendo uscire dalla stanza né avere il minimo contatto fisico, e segnate dall'ansia per la possibilità di avere contratto il virus e la preoccupazione per la salute del ragazzo; per superare questi sentimenti negativi, Choi ha iniziato a disegnare i “Corona Chronicle”.

 

Disegnati dapprima solo per lei, e poi condivisi con gli amici ed il ragazzo, i “Corona Chronicle” sono fumetti che ridono sui lati divertenti della quarantena.

 

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In uno vediamo il ragazzo di Choi con gli occhiali da sole e la faccia blu: la stanza dove stava infatti non aveva tende per ripararlo dal sole ed era gelata, perché era necessario mantenere una temperatura bassa, col risultato che sembra che il ragazzo stia in una stazione sciistica. In un altro il ragazzo ha con sé un uovo che chiama Wilson, con riferimento al film “Castaway” con Tom Hanks.

 

Anche Choi compare nei disegni, mentre prende il sole nella sua stanza come se fosse in spiaggia, sfruttando al massimo i raggi solari che entrano dalla finestra, oppure quando festeggia per aver trovato finalmente nel suo cestino del pranzo della frutta fresca.

 

Secondo Choi, in tutte le situazioni, anche in quelle difficili, è possibile trovare un lato comico ed è importante farlo perché ridere aiuta ad alleggerire la pressione, ed è convinta che i “Corona Chronicles” l'abbiano aiutata durante il periodo di isolamento, conclusosi con il ricongiungimento con il ragazzo, anch'esso immortalato in una striscia.

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