Un team di ricercatori del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà e di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna. Stiamo conducendo una ricerca indirizzata a indagare come le comunità cinesi, presenti sul territorio italiano, abbiano messo in atto il processo di isolamento legato all’emergenza COVID-19.

 

Il questionario è rivolto principalmente ai cittadini cinesi delle comunità di Prato, Bologna e Milano ma è aperto anche ai cittadini di tutte le altre comunità cinesi sul territorio italiano.

 

I dati finali saranno raccolti in modo anonimo, nel rispetto della normativa vigente, e resi pubblici solamente su base aggregata: non è richiesto il nome, bensì le opinioni e l' esperienza.

 

Ecco i link per partecipare al questionario

 

Lingua italiana:https://forms.gle/xRUCqRosWxKeTNqSA

Lingua cinese: https://forms.gle/q34fWj3ev3ZgFibp8

 

博洛尼亚大学Dipartimento di Storia Cultura Civiltà (DISCI)学院和Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (SPS) 学院的研究员正在进行一项关于COVID-19新冠疫情的调研。在意大利疫情期间,华人朋友们迅速的居家隔离措施起到了很好的防疫效果,我们想通过这份问卷研究和学习华人社区的居家隔离措施。这份问卷调查对我们的研究起着至关重要的作用,有意大利语和中文两个版本,可以选择其中之一填写。

 

意大利语版本:https://forms.gle/xRUCqRosWxKeTNqSA

中文版本:https://forms.gle/q34fWj3ev3ZgFibp8

 

希望您帮忙填写,也转给认识的华人社区的朋友,谢谢!

 

Stanno arrivando ancora in questi giorni presso la sede del Dipartimento del Farmaco a San Salvi, i pacchi di mascherine dalla Cina donati da sette medici specializzati cinesi, ospiti negli anni scorsi della Asl Toscana centro nell’ambito del progetto di collaborazione con il Ministero della Salute Cinese e curato dalla Asl attraverso lo staff delle relazioni internazionali aziendali. Si tratta di 6000 mascherine che verranno distribuite negli ospedali della Toscana centro grazie alla generosità di questi sette medici cinesi, tutti provenienti dall’ospedale affiliato Guangdong Medical University e dal “Second Affiliated Hospital”, che fra il 2015 e il 2019 hanno studiato a Firenze presso l’ospedale Santa Maria Nuova.

 

I pacchi sono stati preceduti da uno scambio di email in cui uno dei medici della provincia del Guangdong, ospite a Firenze nel 2018, ha ricordato i mesi di tirocinio fatto nei reparti degli ospedali aziendali.

 

Il progetto con la Asl è attivo da circa 7 anni e in questo periodo di tempo oltre 350 medici specialisti cinesi, provenienti da tutta la Cina, hanno trascorso un periodo di frequenza osservazionale negli ospedali dell'area fiorentina e nei presidi di Prato e Empoli. Gli scambi si sono intensificati negli anni e la donazione di questi giorni è il frutto di un intenso rapporto di collaborazione che la struttura Rapporti internazionali dell’Azienda ha curato nel tempo.

 

teli con le scritte di supporto a Firenze arrivate dalla Cina.jpg

 

Teli arrivati dalla Cina con le bandiere cinesi e italiana.jpg

Prato – In queste settimane di pandemia da COVID-19 e di inizio della stagione pollinica, molti pazienti allergici si trovano nella difficoltà di distinguere i sintomi dell’allergia da quelli da virus.

 

L’arrivo della primavera e le temperature miti hanno consentito la fioritura di molte piante e la conseguente dispersione di pollini nell’aria. In pazienti allergici, proprio la circolazione dei pollini, può provocare la tipica sintomatologia con congiuntivite, lacrimazione, starnuti, tosse.

 

L'allergia si manifesta con starnutazione con muco chiaro e di consistenza acquosa, naso chiuso, prurito nasale e oculare, prurito alla gola, al canale uditivo, tosse secca e a volte con difficoltà respiratoria ma non è mai presente la febbre e il malessere generale tipici delle forme virali.

 

La raccomandazione degli specialisti per tutti i pazienti che soffrono di allergie respiratorie è quella di continuare ad assumere la terapia, senza interromperla, per tenere sotto controllo i sintomi e limitare così il rischio di contagio per gli altri, riducendo la starnutazione e la tosse, e per sé stessi, riducendo il rischio che il prurito induca a toccarsi occhi e naso.

 

La Global INitiative for Asthma (GINA) ha recentemente raccomandato che i soggetti affetti da asma non debbano sospendere la terapia con cortisonici inalatori e nelle forme più gravi di asma non deve neanche essere sospesa quella con cortisonici per via orale.

 

I dati provenienti dai ricoveri per COVID-19 a Wuhan, mostrano, infine, che i pazienti allergici o con asma non hanno un rischio maggiore di contrarre l’infezione, né di essere ricoverati. Anche se lo studio è stato condotto soltanto su 140 pazienti e quindi ancora limitato ed in attesa di essere confermato sulla popolazione italiana, i risultati ed anche le caratteristiche dell’infezione permettono di escludere che la popolazione allergica sia più suscettibile al COVID-19.

Da oggi al 30 marzo, formazione in videoconferenza con il personale sanitario di tutte le aziende toscane

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