"Oh my Gold" è lo slogan di una nota marca di prodotti per capelli, ma molto probabilmente è anche quello che ha esclamato uno degli addetti alla raccolta differenziata di Shanghai che si è ritrovato tra i vari rifiuti una vera e propria fortuna.

 

Non solo cura dell'ambiente, Xun Siwei, è anche un cittadino modello per quanto riguarda l'onestà, e quando ha visto, dentro ad una scatola di cartone un sacchetto pieno di preziosi si è sentito in dovere doverli riconsegnare al proprietario, "Ho visto l'oro e il mio cuore ha iniziato a battere molto forte quando mi sono reso conto che erano oggetti d'oro che sembravano molto preziosi. Sapevo di non poterli tenere e che dovevano essere riconsegnati al legittimo proprietario" ha spiegato. Il netturbino ha quindi deciso di comunicare la sua scoperta alla polizia che controllando gli oggetti, ha scoperto un nome e una data di nascita incisi su uno stemma d'oro.

 

Il proprietario ha detto che stava cercando i suoi oggetti d'oro da tre anni senza riuscire a trovarli. "Tornare ad avere questi oggetti di valore, grazie al sistema di riciclaggio, è una manna dal cielo", ha affermato il proprietario. "La mia famiglia non risparmierà sforzi per fare la sua parte nella campagna per la raccolta differenziata".

Shanghai sta promuovendo con forza un sistema di raccolta differenziata per cui ai residenti viene richiesto di disfarsi dei rifiuti domestici in luoghi e tempi prestabiliti. Per ogni 300-500 famiglie è stato designato un sito di raccolta, dove i volontari controllano se la differenziazione sia corretta. Dal 1° luglio i cittadini sono obbligati a smistare i propri rifiuti in quattro diverse  categorie: umido, riciclabile, secco e pericoloso. I trasgressori rischiano multe fino a 200 yuan (26 euro).

Il fortunato  ritrovamento dell'oro ha suscitato l'interesse di diversi utenti del web "C'è davvero dell'oro nascosto nella tua spazzatura",  "Abbi fiducia nella raccolta differenziata, ti porterà fortuna", riporta un altro commento.

 

Nell'ospedale Ruijin di Shanghai sono in corso studi per un trattamento clinico della tossicodipendenza.

Il metodo sarebbe chiamato chiamato Deep Brain Stimulation e servirebbe per aiutare i tossicodipendenti a combattere i la dipendenza da sostanze come la metanfetamina.

La Cina sta guidando gli studi su questa forma di trattamento, con sei studi clinici sulla DBS per la tossicodipendenza basati nel regno di mezzo su otto a livello mondiale, lo riporta un database del National Institutes of Health statunitense citato da Associated Press nel loro rapporto.

Il Deep Brain Stimulation è un processo mediante il quale un neurostimolatore viene impiantato nel cervello, inviando impulsi elettrici attraverso aree mirate e che viene generalmente utilizzato per disturbi del movimento come il morbo di Parkinson, la sindrome di Tourette e la distonia.

Ai pazienti sono praticati dei fori nel cranio, attraverso i quali vengono introdotti due elettrodi verso il nucleo accumbens, una parte del cervello che è stata collegata alla dipendenza.

Il trattamento costa 25.000 dollari in Cina, una cifra che rappresenta un quarto di quello che costerebbe negli Stati Uniti.

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Un paziente, soprannominato Yan, ha già sperimentato questa forma di trattamento. È dipendente dalla metanfetamina dal 2011 e ha provato una varietà di trattamenti, come la medicina tradizionale cinese e il ricovero in ospedale per la disintossicazione, prima di decidere di provare la chirurgia cerebrale.

La Cina ha una storia controversa per quanto riguarda i metodi di trattare la tossicodipendenza agendo sul cervello. In precedenza veniva utilizzata una procedura chiamata ‘brain lesioning’ sui tossicodipendenti da eroina per distruggere parti del tessuto cerebrale.

Tale forma di trattamento è stata interrotta dal Ministero della Salute cinese nel 2014, in quanto i pazienti hanno avuto effetti avversi dal trattamento, come alterazioni delle pulsioni sessuali e disturbi dell'umore.

Sebbene i medici dichiarino che il trattamento Deep Brain Stimulation sia totalmente sicuro, c'è un rischio del 2-3% che il DBS causi emorragia cerebrale, secondo quanto riporta l'American Association of Neurological Surgeons. Yan, il paziente interrogato dall’Associated Press, è lontano dalle droghe da sei mesi dopo aver subito il trattamento e sembra non aver subito alcun effetto collaterale dal trattamento.

Se viaggiare sulle metropolitane di Roma e Milano nelle ore di punta può essere un’esperienza che mette a dura prova, non avete mai provato la metro di Guangzhou.

Nel 2016 la Cina contava circa 3000 posti in questo mercato, che si prevede crescerà di 13 volte da qui al 2021 raggiungendo i 721 milioni di dollari

 

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