Gli archeologi hanno completato la replica di un antico altare in bronzo rinvenuto a Sanxingdui, un importante sito nella provincia del Sichuan, nella Cina sudoccidentale.

L'altare di bronzo risale a 3000 anni fa ed era gravemente danneggiato: era infatti stato intenzionalmente spezzato in più di 100 pezzi e successivamente bruciato. Gli archeologi hanno impiegato due anni a ricostruire la forma originaria del pezzo, un lavoro lungo e paziente che è finalmente finito.

 

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L'oggetto è composto da una base rotonda a forma di animale, un corpo formato da uomini in piedi con un bastone storto in mano ed infine la sommità a forma di montagna scolpita.

La tripartizione dovrebbe riflettere la credenza dell'antico popolo Shu sulla composizione dell'universo con la bestia a rappresentare la terra, l'uomo al centro il mondo in cui viviamo e l'uccello il paradiso, e secondo gli archeologi era usato come strumento nei sacrifici rituali.

Non fatevi ingannare dalla giovane età: i ragazzi dei Blackhawks di Liangshan giocano a basket come professionisti e non hanno problemi ad eseguire tiri in sospensione, finte, step back o qualunque altra tecnica che gli venga chiesta.

 

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Originari della prefettura autonoma di Liangshan Yi, nella provincia del Sichuan nella Cina Sud-occidentale, i Blackhawks si sono fatti conoscere a fine settembre quando hanno partecipato ad un torneo di basket a Pechino. I ragazzi, di età compresa tra i 10 e i 12 anni, non si sono lasciati intimorire dagli avversari, più alti e forti di loro, ed hanno fatto giocato in un modo che ha sorpreso tutti, ad eccezione dell'allenatore Waeramu.

 

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La storia della squadra è infatti anche la storia di Waeramu e della passione di questo ragazzo di 21 anni per il basket.

 

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Dopo essersi trasferito nelle grandi città, dove ha svolto diversi lavori, Waeramu ha deciso di rientrare a Liangshan Yi dove ha scoperto che la passione per il basket era molto diffusa tra gli uomini del suo villaggio, che tuttavia la accantonavano per dedicarsi al lavoro e alla famiglia.

 

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Waeramu ha però deciso di fare una scelta diversa e di dedicarsi a far crescere questo sport: ha perciò investito nella costruzione di campi da basket e nell'organizzazione di eventi e nel giro di un anno ha raccolto una squadra di circa 20 – 30 ragazzi tra i 10 e i 12 anni.

 

La partecipazione al torneo di Pechino è stato il passo successivo, ed ha portato notorietà alla squadra.

 

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Dopo aver giocato i ragazzi sono stati intervistati dai giornalisti ed hanno potuto raccontare la loro passione ed i loro obiettivi: alcuni di loro hanno detto di voler diventare giocatori professionisti e di essere pronti ad impegnarsi per realizzare questo sogno: una notizia ottima per Waeramu, che lo ripaga per tutti i suoi sforzi.

I "jinsimian" sono un particolare tipo di noodles, tipici della provincia di Sichuan, nel sud-ovest della Cina, dove sono cucinati per occasioni speciali.

 

La ricetta tradizionale prevede che questi noodles siano serviti con un brodo a base di capponi o polli castrati. Si tratta di una zuppa molto semplice, a differenza della maggior parte dei piatti di pasta del Sichuan che sono invece molto speziati, e dal colore limpido, perfetto per esaltare l'oro dei fili di pasta.

 

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Il colore oro è una delle caratteristiche che fanno dei "jinsimian" un piatto essenziale della cultura cinese e del Sichuan nello specifico.

 

Il colore è ottenuto dalla combinazione di farina e tuorlo d'uova, con una preferenza per le uova di anatra, che conferiscono all'impasto una tonalità brillante, e lo fanno assomigliare, quando è steso, ad un foglio d'oro.
Su questo foglio operano i pochi chef che padroneggiano l'abilità necessaria per fare "jinsimian" perfetti.

 

 

La sfida è tagliare l'impasto in fili fini e delicati facendo scorrere con cura un coltello pesante avanti e indietro sull'impasto, ricavando fili sottili nel movimento. Il processo è molto lungo, e può richiedere fino a due ore per lotto di pasta, e richiede molta precisione per ottenere fili sottili come carta e delicati come capelli. È anche un lavoro faticoso, perché il coltello è molto pesante e dopo tre - cinque minuti inizia a sforzare il polso.

 

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Sono pochi i cuochi capaci di tagliare questa pasta, e alcuni di loro dedicano l'intera vita a perfezionare la tecnica, consapevoli che è quella a rendere la zuppa di "jinsimian" un piatto semplice ed al tempo stesso raffinato.

Le restrizioni dovute alla prevenzione del coronavirus hanno sospeso e rimandato appuntamenti come i matrimoni, che tradizionalmente in Cina sono accompagnati da fastosi banchetti.

 

È perciò un importante segnale la celebrazione alla fine di marzo del primo matrimonio dallo scoppio dell'epidemia, sebbene la festa abbia dovuto adattarsi alla situazione.

 

Alla fine di marzo la provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, ha rimosso il divieto di matrimoni, ed una coppia ha subito colto l'occasione per festeggiare le nozze con famiglia ed amici in un albergo di Chengdu, la capitale della provincia.

 

La coppia aveva programmato il banchetto per la fine di gennaio, ed era stato sospeso a causa delle misure preventive per il contrasto del coronavirus; non appena le autorità hanno emesso l'autorizzazione, i manager dell'hotel hanno contattato gli sposi che nel giro di dodici ore hanno potuto celebrare le nozze.

 

Le nozze in Cina sono un importante momento in cui le coppie e le famiglie mostrano il loro status sociale, come abbiamo avuto occasione di vedere parlando degli abiti da sposa, ma naturalmente in questo caso la cerimonia ha dovuto essere ridimensionata nel numero degli invitati, che hanno dovuto seguire delle procedure piuttosto rigorose.

 

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Il numero dei partecipanti è stato limitato a 60 persone, tutte residenti a Chengdu da un mese, che hanno dovuto registrare le loro informazioni di identità e controllare la temperatura prima di entrare nell'hotel, oltre che avere l'obbligo di portare la mascherina.

 

Anche la modalità del banchetto è stata cambiata: ai tavoli sedevano 4- 5 persone, invece che le abituali 10, e gli ospiti dovevano tenere una sedia vuota tra di loro; inoltre non c'è stato il servizio al tavolo, sostituito da un pasto a buffet.

 

Il Sichuan è stata la prima provincia a permettere la celebrazione di matrimoni, che sono ancora vietati in alcuni luoghi, come ad esempio a Pechino.

 

Esistono tuttavia segnali che la situazione stia per sbloccarsi anche nella capitale, pur con le cautele del caso. Un'agenzia di Pechino che organizza matrimoni ha infatti iniziato ad accettare prenotazioni per maggio, mentre una compagnia di matrimoni nel distretto di Xicheng sta preparandosi per offrire matrimoni all'aperto con pasti self-service, in modo da venire incontro alle preoccupazioni per la salute ancora vive in alcune famiglie.

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