Fino a qualche anno fa, la presenza di attori cinesi nei film prodotti ad Hollywood era limitata ad attori uomini, quasi certamente impegnati in acrobazie e combattimenti.

Da qualche tempo la situazione sta cambiando ad Hollywood, dove stanno affermandosi attrici cinesi.

Queste sono quelle più note.

 

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Zhang Ziyi

Dopo una formazione in danza, Zhang Ziyi ha iniziato a recitare nel 1999 quando Zhang Yimou l'ha scelta per interpretare una innocente ragazza di campagna in “La strada verso casa”.

Il successo è arrivato l'anno successivo con “La Tigre ed il Dragone” di Ang Lee, che ha fatto di Zhang Ziyi il volto del wuxia, il genere di narrativa cinese che ruota intorno alle avventure degli artisti marziali nell'antica Cina.

Dopo quel film l'attrice ha rifiutato molte altre offerte per non restare bloccata nello stesso ruolo, ed ha recitato in pellicole come “The Crossing” di John Woo del 2014, e “The Grandmaster” di Wong Kar-wai del 2013. Recentemente ha cambiato idea entrando nel cast di “Godzilla 2: King of the Monsters”.

 

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Fan Bingbing

Fan Bingbing è l'attrice più pagata della Cina, e quella con un seguito maggiore sulla piattaforma cinese Weibo.

Dopo essere diventata famosa nel 1998 con il film per la televisione “My Fair Princess” Fan Bingbing ha esordito sul mercato statunitense con il ruolo di Blink nel film “X-Men: Giorni di un futuro passato” del 2014.

La sua carriera ha avuto una brusca interruzione a causa degli arresti domiciliari ai quali è stata sottoposta nel 2018 per evasione fiscale, ma adesso ha ripreso a lavorare: l'anno prossimo tornerà nelle sale nel film “355”, recitato insieme a Jessica Chastain e Penelope Cruz.

 

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Liu Yifei

A dispetto del suo aspetto delicato, Liu Yifei è esperta nelle arti marziali, nel combattimento con la spada e nel tiro con l'arco: tutte qualità che le hanno permesso di interpretare “Mulan” nella versione live-action del film d'animazione Disney del 1998, la cui proiezione è stata rimandata ripetutamente a causa del coronavirus.

La sua carriera inizia nel 2003 recitando in serie romantiche d'epoca come “The Story of a Noble Family”, per approdare ad Hollywood in produzioni come “Il Regno Proibito” del 2008 con Jackie Chan e Jet Li, ed essere infine la protagonista di “Mulan”.

 

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Jing Tian

Jing Tian rappresenta un'eccezione nel panorama delle star cinesi: mentre solitamente è necessaria una lunga gavetta per apparire in una coproduzione internazionale, non è stato così per Jing Tian quando è stata scelta per recitare in “The Great Wall” (2016) a fianco di Matt Damon.

Jing Tian non ha progetti particolari per la sua carriera, dal momento che è interessate a ricoprire ruoli diversi in pellicole hollywoodiane, ed infatti tra i film al suo attivo ci sono “King: Skull Island” del 2017 e “Pacific Rim: La Rivolta” del 2018.

 

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Li Bingbing

Li Bingbing ha lavorato sodo per costruirsi la sua carriera. Nel 1993 si iscrive alla Shanghai Theatre Academy, pagandosi gli studi con il lavoro da modella. Il primo importante riconoscimento è stato il premio come miglior attrice al Singapore Film Festival del 1999 per la sua interpretazione nel film “Diciassette anni” di Zhang Yuan, per poi recitare in “Il Regno Proibito” del 2008. Dopo questo ruolo ha deciso di prendersi una pausa dalla carriera per studiare inglese: una scelta che l'ha ripagata abbondantemente, visti i successivi ruoli in “Resident Evil: Retribution” del 2012 e “Transformers: L'era dell'estinzione” del 2014.

Ammettiamolo: pochi video fanno venire voglia di andare in vacanza come “Mojito” di Jay Chou.

 

Girato a L'Avana, il video che vede il cantante girare per le strade della città su una automobile rosa acceso ha letteralmente conquistato la Cina, tanto da essere stato preso a modello anche dalla polizia di Hainan.

 

La squadra antidroga dell'isola della Cina Meridionale ha infatti pensato di fare una cover della canzone, completa di video musicale, che ha iniziato a girare su Weibo dal 14 giugno, ottenendo un successo strepitoso.

 

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I netizen si sono mostrati subito entusiasti dall'idea ed in rete si sono moltiplicati i commenti che lodano la polizia di Hainan sia per la velocità con cui hanno realizzato cover e video, sia per l'originalità nella comunicazione.

 

Il video mostra una squadra di poliziotti che girano lungo la costa su un buggy, cantando testi che invitano a non usare la droga, ed è diventato in breve virale: il post che lo accompagna ha superato i 160.000 mi piace su Weibo, e gli hashtag collegati i 25 milioni di visualizzazioni.

 

L'obiettivo esplicito della polizia è raccomandare agli ascoltatori di comportarsi secondo le regole, e seguire i suggerimenti che ascoltano nella canzone.

Il messaggio sembra funzionare: al momento di ripubblicare la cover, molti netizen hanno accompagnato la condivisione con commenti contro l'uso della droga e a favore della vita.

 

Il video ha poi avuto un altro effetto, che sicuramente non era stato previsto dalla polizia.

Incuriositi da questa versione, molti ascoltatori sono andati a riascoltare l'originale, finendo per apprezzare ancora di più Chou e la sua automobile rosa.

 

 

Slittano le date dell'edizione 2020 del Firenze Film Corti Festival, che quest'anno si posizionerà dal 27 al 30 ottobre fra Murate Art District, Limonaia di Villa Strozzi e Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

La decisione è stata presa dalla direzione del Festival, nelle figure di Francesco Grifoni e Marino Demata, in ottemperanza ai vari DCPM governativi relativi all'emergenza Covid-19.

 

Anche quest'anno la rassegna conferma la sua vocazione internazionale, durante la 4 giorni fiorentina saranno infatti ospitati 35 film provenienti da 17 differenti paesi.

 

Prerogativa del FFCF è il lavoro di preselezione, svolto da un'apposita giuria composta da 50 giovani registi, attori, sceneggiatori, tecnici del cinema e giornalisti - selezionati attraverso una call pubblica. A questi film si vanno ad aggiungere 32 sceneggiature in inglese e in italiano, scelte da alcuni giurati internazionali privilegiando criteri di fattibilità e sostenibilità.

 

Nella selezione dei film, come da suggerimento dalla Presidente di Giuria Emanuela Mascherini, sono state preferite opere pensate per la sala e che quindi non risentono di vizi che possono afferire al linguaggio teatrale o televisivo.
Come indicato dalla Direttrice artistica Teresa Paoli, i film di questa 7a edizione si distinguono prima di tutto per il loro taglio autoriale, innovativo e contemporaneo.

 

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Durante il Festival una giuria finale, composta da Federico Berti (giornalista, scrittore di cinema), Simona De Simone/Nuanda Sheridan (regista), Stefano Mutolo (co-fondatore CNA Cinema e distributore), Marta Savina (regista e sceneggiatrice) assegnerà i seguenti premi: miglior film di fiction, miglior documentario, il miglior film sperimentale, il miglior cartone animato, oltre al premio per la migliore sceneggiatura. Sarà inoltre premiato il miglior Film in assoluto del FFCF che potrà essere selezionato da una qualsiasi delle categorie.

 

Tra le novità di quest'anno la formazione di un comitato scientifico-artistico che dovrà discutere e elaborare i tre principi su cui si baserà la linea culturale del Festival: contemporaneità, internazionalità e innovazione.

 

Fanno parte del gruppo Claudio Rocca (Direttore Accademia di Belle Arti di Firenze), Mimmo Calopresti (regista internazionale), Valentina Gensini (Direttore Murate Art District) e Massimo Becattini (regista documentarista).

Inoltre, in virtù della convenzione stipulata tra Accademia di Belle Arti di Firenze e Rive Gauche (l'associazione che organizza il FFCF), è stato pubblicato un bando per il Premio Cinematografico Spazio Giovani 2020, per opere di giovani aspiranti registi. Le finali avranno luogo all'interno del Festival il 29 ottobre. I premi consisteranno in strumentazione tecnica e corsi a scelta in Scuole di Cinema.

Alibaba Pictures, la divisione intrattenimento del gruppo Alibaba, ha dichiarato di aspettarsi una perdita di almeno $ 155 milioni, in notevole aumento rispetto alla situazione al 31 marzo 2019, quando chiuse il bilancio con una perdita di circa $ 35,6 milioni.

 

Nel comunicato l'aumento della perdita è stato attribuito all'impatto del coronavirus e a non meglio precisate “complicate difficoltà” nel settore dell'intrattenimento nella Cina Continentale.

 

Sono note le conseguenze del coronavirus sul settore cinematografico, principalmente per quanto riguarda la chiusura delle sale iniziata dalla fine di gennaio in ragione delle misure di distanziamento sociale; per quanto riguarda invece le complicate difficoltà presumibilmente il comunicato si riferisce alle politiche sul settore introdotte nel 2019.

 

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La prima è legata allo scandalo per elusione fiscale che nel 2018 ha investito l'attrice Fan Bingbing, nota fuori dalla Cina per il ruolo di Blink nel settimo film della saga degli X-Men “X-Men Giorni di un futuro passato”. L'attrice era stata multata per aver cercato di pagare meno tasse sul compenso di un film cinese con il sotterfugio dei cosiddetti contratti “yin / yang”: aveva cioè firmato due contratti, uno segreto con il vero compenso ricevuto, ed un altro ufficiale trasmesso al fisco dove risultava un compenso più basso.

 

Al fine di prevenire il ricorso a questo genere di pratiche è stato introdotto un nuovo regime fiscale che ha portato diverse compagnie cinematografiche cinesi a sostenere ingenti pagamenti di imposte arretrate.

 

Il Partito Comunista ha poi intrapreso una politica interventista, costituendo una nuova autorità di controllo sul settore alle dirette dipendenze del Dipartimento di propaganda. L'obiettivo dell'autorità è spingere l'industria a realizzare film patriottici, bloccando l'uscita in sala di pellicole con argomenti diversi. Sebbene il botteghino abbia guadagnato il 5% nel 2019 ed i film cinesi abbiano ampliato la loro quota di mercato, il ritmo di crescita è stato più lento rispetto al tasso di nuove aperture del cinema.

 

Alibaba Pictures aveva emesso un avvertimento sui profitti già ad ottobre, quando l'epidemia di coronavirus non era prevedibile né immaginabile. Tuttavia, le misure di prevenzione del contagio possono rappresentare anche un'opportunità per la divisione.

 

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Alibaba Pictures infatti potrebbe consolidare la sua posizione come infrastruttura digitale e società di marketing e distribuzione, più che come produttore cinematografico, dal momento che già possiede quote di investimento e gestisce la distribuzione in Cina di film. Essa inoltre potrebbe godere del rapporto con la società madre Alibaba, che ha visto un forte incremento dei suoi affari nel commercio elettronico, nella consegna a domicilio e nello streaming video.

 

Ed è proprio sulla base di un rafforzamento della collaborazione con il gruppo Alibaba che Alibaba Pictures rimane ottimista sulle operazioni in ciascun segmento per l'esercizio finanziario 2020 – 2021.

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