Il primo luglio 1921, al terzo piano di un palazzo di stile europeo nella Concessione internazionale di Shanghai, nasce il Partito Comunista Cinese

 

L’atto di fondazione ufficiale fu siglato a bordo di una barca sul Lago del Sud (Nan Hu), uno specchio d’acqua vicino alla città di Jiaxing, dove il Congresso era stato spostato poco dopo. Al primo Congresso era presente anche Mao Zedong in qualità di delegato di un gruppo di giovani comunisti dello Hunan.

 

I dodici delegati della seduta del 1° luglio 1921 che fonda il Pcc rappresentano nove cellule, con un totale di 57 membri. Il partito nasce così come federazione di gruppi rivoluzionari formati da intellettuali raccolti attorno a individui intraprendenti e vagamente ispirati a ideali marxisti.

 

Le tensioni tra il partito comunista e il nazionalista Kuomintang, il suo principale rivale, scoppiarono in una guerra civile da cui i comunisti emersero vittoriosi nel 1949. Nonostante le riforme del mercato cinese alla fine degli anni '70, il moderno stato cinese rimane un sistema leninista, come quelli di Cuba , Corea del Nord e Laos.

The Legend Hunters” è un documentario che indaga su un'antica tomba a Fuzhou, capitale della provincia del Fujian, che conserva i resti di una coppia senza nome della dinastia Song meridionale (1127-1279).

 

La tomba è stata rinvenuta nel 1986 e da allora ha suscitato molte domande tra gli studiosi, come ad esempio come hanno fatto i corpi ad essersi conservati così bene dopo 700 anni, e che cosa ha causato la morte della coppia; per questo, i produttori, dopo aver raccolto informazioni su quasi tutti i principali scavi tombali cinesi degli anni '80, hanno scelto la tomba di Fuzhou come quella più adatta alla serie “The Legend Hunters” ed al suo format innovativo.

 

Girato in cinque parti, di cui la prima è stata trasmessa sulla piattaforma streaming Youku il 28 aprile, “The Legend Hunters” prevede l'interazione con il pubblico: nel corso della trasmissione, infatti, gli spettatori sono chiamati a prendere le stesse decisioni degli archeologi durante gli scavi, rispondendo a domande come se riportare la bara in laboratorio o aprirla sul posto, oppure se studiare la bara o il liquido trovato all'interno, e nel caso poi cercare di identificare il liquido.

 

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A seconda delle risposte gli spettatori saranno valutati e potranno essere qualificati come archeologi professionisti o dilettanti, e la trama si svilupperà secondo snodi diversi, sebbene la conclusione sarà la stessa per tutti e fondata sulle evidenze del lavoro degli archeologi.

 

I presunti misteri della sepoltura infatti si spiegano sulla base della ricerca e dell'applicazione della scienza: ad esempio i corpi erano stati imbalsamati e immersi nel mercurio e questo, insieme con le caratteristiche del terreno della sepoltura ne ha permesso la conservazione.

 

Alla realizzazione di “The Legend Hunters” hanno partecipato esperti nella produzione di programmi archeologici che hanno lavorato con ingegneri IT e progettisti di giochi mobili: un lavoro complesso che ha richiesto competenze diverse, e che molto probabilmente porterà nel prossimo futuro ad un nuovo genere di documentari, incentrato su tecniche di narrazione dinamiche e multilaterali.

Du Fu (712-770) è uno dei massimi poeti cinesi i cui testi, secondo l'opinione concorde dei sinologi, sono dello stesso livello degli scritti di Virgilio, Dante o Shakespeare; tuttavia il poeta non condivide con gli altri la stessa fama, ma, al contrario, è quasi sconosciuto al pubblico Occidentale.

 

Questa situazione potrebbe presto cambiare per merito della BBC che ha di recente girato “Du Fu, il più grande poeta cinese” il primo documentario in lingua inglese sul poeta.

 

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Ispirato all'omonimo libro del 1952 di William Hung, il documentario di un'ora è stato girato da Michael Wood, noto per aver lavorato ad altre docuserie sulla Cina come “The Story of China” (2016) e “The Story of China's Reform and Opening Up” (2018) ed intreccia interviste a studiosi di letteratura cinese con immagini della Cina e con la lettura delle poesie di Du Fu da parte dell'attore britannico Ian McKellen.

 

Wood porta lo spettatore nei luoghi della Cina maggiormente legati al poeta, dalla città natale Gongyi, nella provincia di Henan, all'odierna Xi'an, un tempo capitale della dinastia Tang con il nome di Chang'an, ascoltando attori, ballerini e gente del posto che nelle interviste mostrano l'enorme popolarità di Du Fu.

 

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Secondo gli studiosi, Du Fu è stato migliore di chiunque altro nel riflettere gli eventi storici che ha vissuto nella sua opera, e le sue poesie sono parte del vocabolario emotivo della cultura cinese.

 

Nato sotto il regno dell'imperatore Tang Xuanzong, Du Fu segue le sorti della dinastia: per aver lavorato come funzionario presso la corte imperiale, in seguito alla ribellione di An Lushan 55 che pose fine all'impero fu costretto dai ribelli a lavorare come facchino finché non riuscì a fuggire insieme con la famiglia, sopportando fame e sofferenza.

 

Le poesie di Da Fu raccontano tutto questo, celebrando al tempo stesso le piccole gioie della vita e esprimendo la preoccupazione del poeta per il suo paese, ed ora per la prima volta, grazie al documentario “Du Fu, il più grande poeta cinese” della BBC, anche il pubblico Occidentale potrà conoscerle ed apprezzarle nell'interpretazione di Ian Mckellen.

La donna che divenne la prima autista di trattori donna in Cina, e poi icona nazionale, è morta all'età di 90 anni.

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