Byte Dance ha accettato un accordo di class action da 92 milioni di dollari per risolvere le rivendicazioni sulla privacy dei dati da parte di alcuni utenti statunitensi di TikTok.

È quanto si apprende dai documenti depositati lo scorso 25 febbraio presso il tribunale distrettuale dell'Illinois.

ByteDance ha accettato la proposta dopo più di un anno di contenzioso. Le cause sostenevano che l'app TikTok si infiltrasse nei dispositivi degli utenti estraendo una vasta gamma di dati privati usati successivamente allo scopo di profilazione pubblicitaria e profitto

 

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Pur dichiarando di non essere d'accordo con le affermazioni degli utenti, ByteDance ha accettato l'accordo spiegando che preferisce investire risorse nella creazione di una esperienza sicura e gioiosa per la comunità degli utenti, piuttosto che in lunghe controversie nei tribunali.

Il film di animazione The Legend of Hei sarà proiettato sugli schermi dei cinema del Nord America. Lo ha annunciato la casa di distribuzione Shout! Studios, che in collaborazione con la francese Play Big distribuirà la pellicola nei cinema di Stati Uniti e Canada.

 

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The Legend of Hei è la storia fantastica e commovente dello Spirito Gatto Xiao Hei che intraprende un viaggio alla scoperta di sé dopo che la sua casa nella foresta è stata distrutta dagli umani. L'animazione è stata diretta da Zhang Ping (conosciuto come MTJJ) ed è stato un successo in Cina, dove ha incassato 48 milioni di dollari.

 

 

Shout! Studios e Play Big sperano di bissare i numeri della Cina. Per questa ragione hanno reclutato un cast di doppiatori cino-americani di talento come Emi Lo, Aleks Le (Ne Zha), Howard Wang (Dragon Ball Z) e Kaiji Tang (Juastice League).

Dopo TikTok l'amministrazione di Trump si prepara a prendere provvedimenti contro altre app cinesi. L'intenzione, annunciata da Trump in agosto, è stata ribadita in una recente intervista dal consigliere della Casa Bianca sui temi commerciali Peter Navarro, che ha ripetuto come sia fondamentale che gli Stati Uniti non usino app cinesi che trasferiscono su server collocati in Cina dati che possono successivamente essere usati per sorvegliare, monitorare e tracciare gli utenti.

 

Come è noto, questa è la linea politica alla base delle azioni contro TikTok; l'intervista fa trapelare l'intenzione di estendere queste azioni anche ad altre piattaforme, dal momento che la Cina, afferma Navarro, sta andando in giro per il mondo cercando di acquisire tecnologia ed influenza.

 

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Queste dichiarazioni fanno pensare che potrebbe aumentare la tensione nei rapporti commerciali tra i due paesi, già piuttosto complicati dopo le reciproche azioni dell'ultimo mese.

 

Ad agosto Trump aveva vietato transazioni non specificate con il proprietario di TikTok ByteDance e la società madre di WeChat Tencent Holdings; successivamente aveva stabilito di vendere le operazioni statunitensi di TikTok entro 90 giorni, pena il rischio di essere bloccate completamente.

 

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A seguito di ciò erano iniziate trattative tra ByteDance e le aziende statunitensi Microsoft, Walmart ed Oracle. Queste operazioni potrebbero essere ostacolate dal governo cinese: Pechino ha infatti risposto alla politica di Trump con nuove restrizioni sulle esportazioni di tecnologia, che potrebbero dare al governo cinese voce in capitolo in merito a qualsiasi vendita all'estero di TikTok.

 

Nell'intervista Navarro ha dichiarato che l'amministrazione intende costruire un Grande Firewall tra USA e Cina per impedire il trasferimento di dati, usando un'espressione non casuale: Grande Firewall è infatti il nome usato comunemente per riferirsi al sofisticato sistema di censura di Pechino, che esclude la maggior parte della popolazione cinese dall'accesso ad alcuni dei siti più famosi al mondo, come Facebook e Twitter.

 

La minaccia di Trump di vietare TikTok negli Stati Uniti non dovrebbe avere ripercussioni sulle trattative in atto tra Microsoft e ByteDance per l'acquisizione della piattaforma da parte della società americana.

 

L'annuncio è seguito ad una conversazione tra il CEO di Microsoft Satya Nadella e lo stesso Trump: al termine dell'incontro la società americana ha affermato che continueranno le esplorazioni per una eventuale acquisizione, sottolineando che i colloqui sono ancora preliminari e che quindi non c'è alcuna garanzia che la transazione procederà; in ogni caso, la società prevede di completare queste fase entro il 15 settembre 2020.

 

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Un accordo tra le due società sarebbe vantaggioso per entrambe.

 

Come è noto l'amministrazione americana osserva con sospetto TikTok perché teme che il governo cinese possa essere in grado di rintracciare gli utenti della app ed accedere ai messaggi privati. Per rassicurare il governo ByteDance ha assunto l'ex dirigente della Disney Kevin Mayer come CEO di TikTok, e lo stesso Mayer ha recentemente dichiarato che la app rivelerà pubblicamente gli algoritmi, le politiche di moderazione e i propri flussi di dati.

 

Tuttavia l'acquisizione da parte di Microsoft eliminerebbe qualsiasi dubbio: in caso concluda l'accordo, la società americana si è impegnata a trasferire i dati degli utenti statunitensi in server con sede negli USA, eliminando la copia dei dati archiviati o sottoposti a backup presenti fuori dal territorio nazionale. Ha inoltre dichiarato che il suo obiettivo è conservare l'esperienza utente di TikTok, aggiungendo però protezioni di sicurezza, privacy e sicurezza digitale a livello mondiale.

 

Da parte sua, con l'accordo Microsoft recupererebbe terreno nel settore in continua crescita dei social media, continuando la propria strategia di acquisizioni mirate iniziata nel 2014 con Minecraft e proseguita con LinkedIn nel 2016.

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