Immagini in movimento e musica sono gli ingredienti fondamentali della ricerca artistica di Hibanana Studio, l'atelier di new media art fondato da Liu Chang e Miao Jing.

 

Fin dal primo incontro nel 2008 i due hanno sentito che la comune passione per il VJing li avrebbe aiutato a creare cose grandi: è nato così Hibanana Studio, l'atelier di new media art che incrocia arte e tecnologia per creare installazioni artistiche e performance dal vivo che suscitino emozioni negli spettatori.

 

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Hibanana Studio esplora le applicazioni dell'immagine in movimento riunendo nei suoi progetti arte, tecnologia, design e musica. Ciascun progetto richiede una quantità di tempo incredibile: affinché si sposi perfettamente con la musica e sia significativo per lo spettatore, ciascun fotogramma è scelto con la massima cura, indipendentemente dalla durata della sua proiezione.

 

La fugacità del tempo e l'unione tra elementi tangibili ed intangibili possono suggerire una forte componente spirituale nei progetti dello Studio, e Liu e Miao non lo negano del tutto: pur non sentendosi particolarmente religiosi, sono attratti dalla filosofia e dall'estetica delle religioni, che interpretano in modo personale e creativo.

 

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Nascono così progetti come ZPTPJ, incentrato su Zep Tepi, un mito egiziano sulla creazione del mondo od il recente So Fun Garden, realizzato da Miao.

 

So Fu Garden, pubblicato a luglio 2019 è un progetto collettivo a cui hanno collaborato diversi artisti per produrre un “parco dei divertimenti” dove ciascuna area si caratterizza sulla base degli artisti coinvolti e dei mezzi da loro usati.

 

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Il primo risultato di questo progetto ancora in corso è un'animazione che porta gli spettatori in due templi virtuali sovraccarichi di assurdità: il primo è un tradizionale giardino cinese, pieno di statue di divinità, il secondo un ambiente moderno che sembra una macchina pachinko.

 

Il contrasto degli ambienti e l'eccessiva ricchezza di oggetti ed immagini rimanda al mare di informazioni in cui navighiamo giornalmente e vuole farci interrogare su come riusciamo a distinguere il vero dal falso e sulle rotte da seguire per trovare un porto sicuro.

 

So Fun Garden è così una riflessione sulla società tecnologica in cui siamo immersi e che l'arte digitale di Hibanana Studio esplora.

 

Sito Web: hibanana.work

Vimeo: ~/hibanana

Instagram: @hibanana_studio

 

Immagini articolo: Hibanana Studio

Sculture di luce

in News
Ottobre 30, 2020

Se pensiamo ad un uso artistico della luce, immediatamente pensiamo a come la luce sia usata per definire le forme solide, accentuandone la profondità e guidando l'occhio verso alcuni dettagli piuttosto che altri.

 

Questa risposta è destinata ad essere messa in discussione dall'arte di Aka Chang, dove la luce è protagonista indiscussa e, grazie a laser, proiettori e codici del computer, crea piani di colore, decostruisce stanze e scolpisce forme dal nulla.

 

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La ricerca di Chang inizia a Taipei nel 2005, quando affianca i suoi studi al college con l'attività di VJ. A quei tempi i suoi lavori erano piuttosto semplici (video che univano insieme animazioni e filmati ed erano mossi dalla musica) e tuttavia funzionavao a Taipei dove i VJ erano poco numerosi. Successivamente ha collaborato con altri artisti e VJ, entrando nel collettivo artistico MWVA, che si dedicava alle arti visive, e fondando il gruppo di VJ Muse Whisper. Queste esperienze gli hanno permesso di affinare le sue capacità artistiche e diventare gradualmente sempre più consapevole delle sue possibilità, aiutandolo infine ad affermarsi come artista indipendente.

 

L'arte di Chang si sposa benissimo con la musica: una delle sue opere recenti è stata allestita al Final, il club di musica underground più importante di Taipei. Usando laser, luci da palcoscenico e LED puntati su fumo e pareti, Chang ha inviato sulla pista da ballo oggetti di luce in motivi geometrici, cambiando apparentemente la forma della stanza. Le luci erano sospese a mezz'aria e si muovevano al ritmo della musica.

 

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Un altro esempio del legame tra luce e musica è il progetto June Orbs. È una collaboraizone itinerante con il musicista Jex Fang, un pioniere della musica elettronica sperimentale taiwanese. I due siedono uno di fronte all'altro su un palco costruito con scatole di plastica ad incastro e circondati da quattro obelischi che proiettano luce dalla cima. Jex Fang inizia a produrre musica e Chang lo segue sviluppando elementi visivi, in modo che il suono e le immagini crescano organicamente.

 

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Durante le esibizioni, è possibile cogliere il valore della ricerca di Chang: molto spesso alle spalle dei due artisti emerge una sfera tridimensionale che fluttua nell'aria, e che sembra occupare lo spazio tra i due, mentre è una proiezione sul muro dietro di loro.

 

Fonte immagini: https://www.facebook.com/studioakachang

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