Quest'anno il Mid-Autumn Festival sarà il 1 ottobre. In attesa dell'appuntamento, ecco tre curiosità che forse non tutti conoscono.


1. La star del web Li Ziqi ha progettato una speciale scatola di mooncake

 

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I mooncake sono i dolci tipici della festa, regalati tra amici e familiari, e ormai si trovano confezioni di tutti i tipi.

Un regalo speciale per quest'anno può essere la scatola di mooncake progettata dalla star del web Li Ziqi. La confezione è stata pensata insieme con i responsabili della promozione di Tiananmen, è di colore rosso, un colore di buon auspicio, e riporta la scritta "I love Tiananmen"; all'interno contiene sette mooncakes, il numero della prosperità nella cultura cinese.

 

2 I regali sono spediti con le "buste rosse" di WeChat

 

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Sempre in tema di regali, se invece volete fare una "busta", un metodo semplice e sicuramente apprezzato sono le "hong bao" di WeChat. L'applicazione che consente di inviare denaro sta diventando un modo comune per far arrivare i propri pensieri a familiari ed amici. In questo caso accompagnate la busta con una frase di auguri ed usate i numeri 6 o 8, che sono molto propizi: ad esempio spedire 666 yuan significa dire che andrà tutto bene, oppure 888 yuan significa sperare che l'amico possa fare fortuna.

 

3. La leggenda preferita resta quella di Chang'e

 

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Sul Mid-Autumn Festival sono fiorite numerose leggende, ma non tutte occupano lo stesso posto nel cuore della popolazione.

Tra il boscaiolo Wu Gang, punito dall'Imperatore del Cielo per il suo poco impegno nella ricerca dell'immortalità e condannato a tagliare un immenso albero di ciliegio, la cui ombra si riflette sulla luna, il Coniglio di giada che si sacrifica gettandosi nel fuoco pur di offrire cibo ai tre immortali travestiti da mendicanti, che lo premiano con la vita eterna nel Palazzo della Luna, o, infine, la romantica storia di Chang'e e di suo marito, è quest'ultima ad affascinare maggiormente i cinesi.

 

D'altra parte, il Mid-Autumn Festival non è forse il momento per ritrovarsi con le persone che amiamo?

Nelle scorse settimane è stato divulgato un rapporto sul trattamento dei dati personali delle mini-app cinesi e su eventuali problemi per la privacy degli utenti.

 

Il rapporto ha esaminato 52 mini-app ampiamente usate su piattaforme di hosting, tra cui l'app di messaggistica WeChat, il servizio di pagamento mobile Alipay e l'aggregatore di notizie Toutiao. I ricercatori hanno scoperto che il 25% delle mini-app condivideva i dati degli utenti con terze parti e il 94% non ha informato gli utenti su come disattivare questa opzione. Solo il 38,5% delle mini-app aveva proprie politiche sulla privacy, che tuttavia erano spesso in conflitto con il contratto dell'utente con l'app host. Solo una delle 52 mini-app valutate ha chiesto agli utenti di accettare i termini sulla privacy.

 

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Le mini-app sono esplose in modo particolare durante l'epidemia di COVID-19 quando sono state impiegate tra le altre misure per il controllo delle epidemie; tuttavia la richiesta di dati personali come nome, numero di identificazione governativa, data di nascita e persino dati facciali ha portato a truffe e ad altri problemi di privacy.

 

In attesa che il governo cinese emani leggi chiare per risolvere questi problemi, al momento spetta agli utenti vigilare su come le app trattano i dati e in particolare su come i sistemi di riconoscimento facciale utilizzano, archiviano e condividono i dati biometrici.

Nei giorni scorsi WeChat ha introdotto una nuova funzionalità di ricerca sulla app, che consente agli utenti di cercare qualsiasi parola data nell'intero ecosistema della piattaforma, inclusi account, cronologia dei messaggi e mini-programmi.

 

Per attivare la funzione l'utente deve evidenziare una parola nell'interfaccia della chat e fare clic su un pulsante di ricerca popup: l'app restituirà i risultati da piattaforme associate e partner, come Tencent Video, Kuaishou ed altro. In questo modo l'utente avrà accesso a queste informazioni, continuando ad essere su WeChat.

 

Il primo obiettivo della funzione è infatti fare in modo che l'utente rimanga il maggior tempo possibile sulla propria app, cosa essenziale se consideriamo la frammentarietà che caratterizza Internet in Cina.

 

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Rispetto a quanto accade negli Stati Uniti, in Cina Internet è più frammentato tra i giganti della tecnologia e di conseguenza l'utente di Baidu non trova sulla piattaforma gli articoli di WeChat né i video di Douyin; allo stesso modo, l'utente WeChat non ha accesso ai prodotti di Taobao. Pertanto i soggetti competono sul mercato della ricerca per mantenere gli utenti sulle loro app.

 

Questa nuova funzione rappresenta inoltre la risposta di WeChat alle trasformazioni che stanno investendo il settore dei motori di ricerca. Lo scorso anno ByteDance ha pubblicato il proprio motore di ricerca, per sfidare al leader di mercato Baidu, e solo un mese fa Tencent ha annunciato un'offerta preliminare non vincolante per assumere il controllo di Sogou, il secondo motore di ricerca cinese. Se l'accordo fosse completato, Sogou diventerebbe una consociata interamente controllata da Tencent, che sarebbe così in grado di migliorare le prestazioni degli annunci e potenzialmente trarre maggiori entrate dagli annunci.

È innegabile: la pandemia di coronavirus ha sorpreso tutti ed ha costretto tutti ad adattarsi ad una situazione nuova ed imprevedibile. Anche gli influencer hanno subito le trasformazioni dovute al coronavirus, ma con differenze significative tra le aree geografiche.

 

Gli influencer cinesi, infatti, hanno retto meglio rispetto a quelli occidentali perché sono stati avvantaggiati dalle particolari caratteristiche dei social media del paese.

 

La Cina ha costantemente investito in infrastrutture di e-commerce con il risultato che per un utente cinese è assolutamente naturale acquistare passando attraverso le piattaforme social come WeChat, Weibo o il Piccolo Libro Rosso (Xiaohongshu), a differenza di quanto accade in Occidente, dove, per fare l'esempio di Instagram, non ci sono link esterni al social (ad eccezione dei link in bio), e di conseguenza il tasso di conversione resta basso.

 

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Gli influencer occidentali, inoltre, non hanno ancora avuto un vero accesso alla cultura video, dal momento che è relativamente da poco che stanno diffondendosi TikTok e gli Instagram Reels, e perciò non hanno potuto sviluppare una persona reale online.

 

La infrastruttura di content-to-commerce cinese invece ha creato un'esperienza senza soluzione di continuità per i consumatori, per i quali è normale vedere un collegamento “acquista ora” durante un live streaming, e questo ha influito sui modelli di business degli influencer cinesi.

 

Infine gli influencer occidentali subiscono molte più pressioni per fingere di non essere nel business del commercio di marchi, e perciò adottano comportamenti come pubblicare quasi cinque immagini indipendenti per ciascuna sponsorizzata.

 

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La situazione sta tuttavia cambiando.

 

Secondo le ultime rilevazioni, gli influencer stanno progressivamente aumentando il numero di follower, anche in seguito ad un loro maggiore coinvolgimento nell'attivismo politico e sociale: un fenomeno che si è sviluppato prevalentemente negli Stati Uniti, come abbiamo potuto vedere in relazione al movimento Black Lives Matter, e che probabilmente crescerà nei prossimi mesi avvicinandosi alla data delle elezioni presidenziali.

 

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