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“Corona” il primo film sul COVD-19 contiene un messaggio antirazzista

Di Pubblicato Aprile 16, 2020

“Corona” è il titolo del primo film sul nuovo coronavirus. Girata dal regista Mostafa Keshvari nel mese di febbraio a Vancouver, la pellicola è pronta per la vendita.

 

Il film è ambientato in un ascensore di un complesso di appartamenti in Canada. Tra i residenti si diffonde la voce che qualcuno abbia il coronavirus e quando nell'ascensore entra una donna cinese gli altri occupanti sospettano di lei. La situazione peggiora quando l'ascensore si blocca e con il crescere della paura crescono anche gli attacchi verso la donna.

 

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Il film vuole trasmettere un messaggio antirazzista. Le riprese di “Corona” sono cominciate ad inizio gennaio, quando, sebbene l'epidemia non fosse diffusa a livello mondiale, già si assisteva ad attacchi contro turisti cinesi accusati di poter diffondere il contagio. Keshvari ha voluto rispondere a questi pregiudizi e, senza prendere posizione sull'origine del virus, ha sottolineato come le discriminazioni non servano per contrastare il COVID-19.

 

L'ascensore diventa quindi il simbolo del mondo, abitato da tutta l'umanità, ed il coronavirus la metafora della xenofobia. Per aumentare il realismo ed il coinvolgimento del pubblico, il regista ha girato il film in una sola ripresa lasciando agli attori largo spazio per improvvisare e far emergere i veri sentimenti dei personaggi.

 

 

Anche il prossimo film del regista sarà legato alla Cina: Keshvari ha infatti in mente di girare un thriller incentrato sui diritti delle donne dove il ruolo principale sarà interpretato da un'attrice cinese.

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