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Shein: il fast fashion cinese che piace agli adolescenti degli Stati Uniti

Di Pubblicato Ottobre 19, 2020

Shein è un rivenditore di fast fashion fondato a Nanchino, nella Cina Orientale, nel 2008 che si propone di viziare il pubblico con un'ampia offerta di abiti di tendenza a prezzi stracciati.

 

Secondo i dirigenti della società quello che indossiamo riflette la nostra personalità e tutti dobbiamo avere la possibilità di combinare gli abiti secondo i nostri gusti: per questa ragione, il sito pubblica quotidianamente 500 nuovi abiti, e offre suggerimenti di moda sul proprio account Instagram, condividendo le foto di influencer con indosso gli abiti della marca.

 

Pur non gestendo negozi fisici, quanto piuttosto spazi pop-up in diverse città, il rivenditore spedisce in tutto il mondo, con particolare attenzione per il mercato di Stati Uniti, Europa, Australia e Medio Oriente.

 

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Le sue scelte di marketing sembrano essere premiate: nell'ultimo sondaggio condotto tra gli adolescenti statunitensi Shein è risultato la piattaforma più conosciuta subito dopo Amazon, che resta imbattibile, superando importanti attori come Nike, PacSun e Urban Outfitters.

Inoltre, il campione ha dichiarato di preferire gli abiti del marchio a quelli di PacSun e Lululemon.

 

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Il successo di Shein è confermato dal grande seguito sui social, Instagram in particolare, dove ha quasi 14 milioni di follower; tuttavia ciò non lo ha salvato da scelte che si sono rivelate sbagliate e controverse.

 

Lo scorso luglio ha messo in vendita un ciondolo con una svastica, suscitando le reazioni indignate per i richiami con il nazismo. Pur spiegando che il simbolo appartiene alla cultura buddhista, dove rappresenta spiritualità e buona fortuna, e che il design era diverso da quello adottato da Hitler, il sito ha rimosso l'oggetto, scusandosi per non essere stati attento al significato che quel simbolo ha nel mondo.

 

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Questo incidente era stato preceduto pochi giorni prima da un altro. Shein aveva messo in vendita tappetini da preghiera islamici proponendoli come tappeti decorativi: dopo la segnalazione su Twitter della influencer di moda ed attivista Nabela Noor, il prodotto è stato rimosso e la piattaforma si è scusata per quella che il rivenditore ha definito una "svista altamente offensiva".

Letto 3529 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Ottobre 2020 10:02

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