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Marco Mueller, l'italiano che ha aiutato il cinema cinese a diventare globale

Di Pubblicato Giugno 15, 2021

Nata negli anni ‘70, la passione di Marco Mueller per il cinema cinese non è mai venuta meno, accompagnandolo per tutta la carriera e portandolo a promuovere il cinema cinese al di fuori dei confini nazionali. Un impegno che ha dato grandi risultati e che è adesso stato riconosciuto con l’importante ruolo di professore alla Shanghai Film Academy.

 

 

Rispetto al 1975, quando Marco Mueller si reca in Cina per la prima volta, oggi l’industria del cinema cinese è conosciuta a livello internazionale, e questo risultato lo si deve allo stesso Mueller.

Mueller è stato tra i primi studiosi italiani invitati a studiare in Cina una volta che le due nazioni avevano ripristinato le relazioni diplomatiche nei primi anni '70. Sebbene la sua formazione fosse in antropologia, la sua nuova università a Pechino gli disse che la materia era "borghese" e che avrebbe invece studiato "letteratura di massa". Ben presto, Mueller si trovò ad assistere a regolari proiezioni di film cinesi con i suoi compagni di classe, rimanendone affascinato.

L'esperienza ha acceso un amore permanente per il cinema cinese. Quando Mueller ha stabilito la sua carriera nell'industria cinematografica in Italia, ha iniziato a sostenere la causa dei registi cinesi.

 

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Nel 1981 lo fa organizzando a Torino il suo primo grande evento internazionale per il cinema cinese, la retrospettiva “Electric Shadows”, dove presentava 135 film, provenienti da tutto il mondo, dai vecchi cinema polverosi della Chinatown di San Francisco alle biblioteche delle società cinesi di amicizia internazionale.

Prima di allora non era mai capitato che una tale raccolta di film cinesi fosse proiettata nello stesso luogo, allo stesso tempo prima. Il programma di Mueller è stato del tutto innovativo, ed ha aperto gli occhi di critici e studiosi alla profondità e alla varietà del cinema cinese.

 

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"Il mondo si stava interessando sempre di più alla Cina in quel momento", dice. "Ciò che ha davvero fatto la differenza è che gli agenti di vendita internazionali hanno visto il potenziale e la qualità dei film".

Nei decenni successivi, Mueller ha continuato a promuovere i lungometraggi cinesi attraverso una varietà di ruoli, in particolare come direttore di festival cinematografici a Venezia, Roma e Rotterdam. Ha anche contribuito a creare il Pingyao International Film Festival insieme a Jia Zhangke, il regista vincitore del Leone d'Oro.

 

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Durante questa esperienza ha avuto molte opportunità per parlare con gli studenti universitari che stavano finendo la laurea, pianificando i loro film di diploma.

Per questa ragione, accettare l’incarico di insegnante alla Shanghai Film Academy è stata una scelta naturale per continuare a restare in contatto con la nuova generazione di filmaker cinesi, e poter così osservare dall’interno l’evoluzione di quello che sta diventando il mercato cinematografico numero 1 al mondo.

Letto 4009 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Giugno 2021 12:08

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