"Realm of Terracotta", il nuovo film d'animazione cinese basato sui famosi Guerrieri di terracotta cinesi, arriverà sugli schermi cinesi questa estate, e dopo il debutto in Cina sarà esportato in più di 20 paesi e regioni a livello globale.

Il nuovo film d'animazione, diretto da Leon Ding e Lin Yongchang, ha impiegato cinque anni per essere sviluppato dal gruppo di intrattenimento cinese Fantawild, la società dietro il famoso franchise di animazione Boonie Bears e diversi resort a tema in tutta la Cina. La storia parla di una giovane ragazza e di un guerriero di terracotta che si uniscono per dare la caccia alle creature che hanno attaccato la loro città sotterranea della dinastia Qin.

 

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"Realm of Terracotta" sarà la prima animazione in stile cinese antico destinata al pubblico globale.

Il design dei personaggi, la sceneggiatura e gli effetti visivi sono stati rifiniti, ed i creatori hanno trascorso due anni a visitare il Mausoleo dell'Imperatore Qin Shihuang per fare ricerche sul posto, al fine di dimostrare al meglio lo stile dei Guerrieri di terracotta, così come altri elementi cinesi come il kung fu e la mitologia, la storia cinese e la cultura tradizionale.

Se leggi le interviste o ascolti le canzoni senza guardare i i video, non penseresti che i Produce Pandas sono una anomalia rispetto al panorama delle boy band cinesi; quando invece li vedi, noti subito che rispetto agli altri gruppi i membri hanno un'età maggiore ed un fisico più rotondo rispetto agli standard.

 

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Questo era l'obiettivo a cui puntava la DMDF Entertainment: formare una boy band che rappresentasse felicità, divertimento ed avventura e nella quale potesse identificarsi la gente comune.

 

Il processo che ha portato ai Produce Pandas è del tutto in linea con quelli delle altre boy band: tra i 300 candidati che hanno risposto agli annunci, sono stati selezionati i cinque membri Otter, Ding, Mr 17, Cass e Husky, che sono stati sottoposti ad un allenamento molto intenso, con un solo giorno di riposo alla settimana.

 

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Il risultato di questi sforzi, che hanno causato anche momenti di crisi ad alcuni di loro, è stato l'album di debutto “Asia” uscito il 15 ottobre, ed anticipato dal singolo La La La.

 

“Asia” presenta 10 tracce, cantate in inglese e cinese: in particolare le canzoni in cinese sono eseguite nei diversi dialetti della Cina, come cantonese o taiwanese, e sono legate a particolari destinazioni dell'Asia. Il progetto originario prevedeva che i video fossero girati nei luoghi nei luoghi delle canzoni, ma i Produce Pandas sono stati fermati dalla pandemia e sono potuti andare solo a Bali per il video Sui Sui Nian.

 

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I cinque raccontano di avere incontrato resistenze da parte delle famiglie, quando hanno comunicato la loro decisione di abbandonare lavori sicuri per seguire la strada della musica; tuttavia i risultati danno loro ragione: le loro canzoni sono prime nella categoria pop cinese su iTunes in Giappone, e le prospettive sono di crescere ancora.

 

 

"The Rap of China" è uno dei talent show di maggiore interesse in Cina, ed un'ottima opportunità per i giovani musicisti che vogliono affermarsi nel mondo della musica.

 

Un modello per i futuri concorrenti è senza dubbio il rapper Gai, che dopo aver vinto la prima edizione del programma, quest'anno ritorna nelle vesti di giudice.

 

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Se solo tre anni fa Gai era uno sconosciuto, adesso il suo account Weibo conta 11 milioni di follower. Interrogato sui motivi di questa crescita vertiginosa, Gai, il cui vero nome è Zhou Yan, risponde che in parte è dovuto a "Rap of China" ma molto anche alle sue capacità.

 

Zhou infatti in questi anni è stato abile ad amministrare la sua popolarità, cambiando lo stile della sua musica, che soprattutto agli inizi gli ha procurato problemi con il governo cinese.

 

Nel 2018 Gai era stato incluso nella lista delle star allontanate dalla televisione, a causa dei contenuti delle sue canzoni come ad esempio "Gangsta", nel cui video rappava sulla mafia cinese circondato da amici a torso nudo che agitavano coltelli.

 

Le sue ultime canzoni invece sono simili a poesie ed esprimono il suo attaccamento per la terra e le tradizioni cinesi: così ad esempio la canzone "Huaxia" del 2019 è piena di riferimenti ai 5.000 anni di storia della Cina, e "Lie Huo Zhan" del 2020 racconta la storia di un desolato campo di battaglia costellato di cadaveri e di un guerriero malinconico che galoppa per il bene della sua famiglia e del suo paese.

 

 

A giudicare dal numero di follower di Gai, questi temi riscuotono l'approvazione degli ascoltatori, e dovrebbero essere di ispirazione per i musicisti cinesi contemporanei.

 

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Ne sono convinti gli organizzatori di "The Rap of China", che arrivano a suggerire ai potenziali concorrenti di concentrarsi sulle storie e le vicende delle Cina, ed usare l'hip hop come un mezzo per raccontare la propria terra.

Nelle scorse settimane il Ministero cinese della cultura e del turismo ha pubblicato linee guida con lo scopo di moderare il contenuto degli show televisivi.

 

Emanate con l'obiettivo di "promuovere la prosperità e lo sviluppo del settore delle prestazioni", le linee guida prendono in considerazione le "esibizioni degne di nota" come i programmi di musica rap ed elettronica, l'arte comica del crosstalk ed altri talk show, imponendo ai reparti competenti di regolare il contenuto di questi spettacoli e di supervisionare i feed dal vivo, comprese le interazioni con gli spettatori.

 

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Show televisivi come "The Rap of China", che allena ed istruisce i talenti musicali, o "Rock & Roast" dedicato invece ai cabarettisti hanno avuto negli ultimi anni una crescita di pubblico esponenziale, riuscendo al contempo ad irritare le autorità.

 

Nel 2018 alcune rappresentazioni della cultura hip-hop sono state vietate in televisione e nei film dopo la prima stagione di "The Rap of China", di cui inoltre alcuni testi sono stati accusati di essere di cattivo gusto.

Le cose non sono andate meglio per "Rock & Roast": all'inizio di quest'anno il vincitore della seconda stagione è stato infatti incarcerato per uso di droga, suscitando clamore.

 

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Con questo nuovo intervento le autorità sperano che i produttori si impegnino a prevenire casi come questi, magari dando spazio a spettacoli con temi più sicuri e sani, come talent show per ballerini, acrobati o musicisti di musica tradizionale.

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