Nella Cina di oggi, dominata da smartphone, app di messaggistica e videochiamate, è difficile immaginare un tempo in cui il legame tra le famiglie separate dall’emigrazione passasse attraverso una sola cosa: una lettera. Eppure per decenni, soprattutto nel Fujian meridionale, migliaia di famiglie hanno vissuto grazie ai qiaopi, lettere accompagnate da rimesse economiche inviate dai cinesi emigrati all’estero.
A Shishi, città costiera della provincia del Fujian, vive ancora Jiang Mingdian, 77 anni, considerato uno degli ultimi scrittori di qiaopi ancora attivi. Da quasi sessant’anni aiuta le persone a trasformare emozioni, ricordi e questioni familiari in parole scritte. Il suo lavoro è iniziato nel 1967, quando interi villaggi dipendevano da figure come lui per comunicare con parenti emigrati nel Sud-est asiatico. All’epoca nella sola Shishi esistevano oltre venti banchi di scrittura concorrenti.
在智能手机和微信普及之前,海外华人与故乡之间的联系往往依靠一种特殊的书信形式——“侨批”。这种信件不仅承载思念,也常常夹带汇款,成为许多家庭维系生活的重要纽带。福建、潮汕等地曾是侨批文化最活跃的区域,许多家庭的命运都与这些信件紧密相连。
在福建石狮,77岁的蒋明典至今仍坚持这份工作。他被认为是仍在从事侨批代写工作的最后一代人之一。几十年来,他帮助人们写下对远方亲人的思念、家庭消息,甚至处理遗产和宗祠事务,把口述情感转化成书面语言。
Le storie che passavano dal suo tavolo raccontano un pezzo importante della diaspora cinese. Molti bambini venivano rimandati nei villaggi d’origine mentre i genitori restavano all’estero; mogli e mariti trascorrevano decenni separati; intere famiglie vivevano sospese tra due mondi. Jiang ricorda ancora una frase scritta per un uomo separato dalla madre emigrata a Singapore: “Mi manchi moltissimo, ma ti odio.” Una frase che racchiudeva quarant’anni di distanza e silenzi.
Per le donne rimaste nei villaggi, le cosiddette fan ke shen, le lettere erano spesso l’unico collegamento con mariti partiti per Filippine, Malesia o Indonesia. Le richieste di aiuto economico non venivano mai espresse direttamente: bastava scrivere “sono stata male” o “la casa necessita riparazioni”, e poco dopo arrivava una rimessa. Era un linguaggio fatto di sottintesi e rispetto.
对于许多留守家乡的女性而言,侨批不仅是书信,更是一种情感寄托。丈夫远赴海外谋生后,她们通过代笔人向远方传递生活近况、思念和期盼。有时一句简单的“最近身体不好”,便意味着家庭需要帮助。
这些书信也记录了华人移民史。东南亚归乡华侨修建的侨宅、跨越山海的亲情,以及离散家庭的重聚与遗憾,都保存在一封封侨批之中。今天,它们已成为研究华侨文化和近代社会的重要历史资料。
Oggi Jiang utilizza ancora il tavolo di legno e i dizionari consumati di una volta, ma il mondo attorno è cambiato. I qiaopi quasi non esistono più: al loro posto ci sono WeChat e le videochiamate. Eppure il suo lavoro non è scomparso. Continua ad aiutare persone anziane, gestisce pratiche legali e accompagna i visitatori nel Museo dei Qiaopi, raccontando alle nuove generazioni una memoria che rischia di andare perduta.
La storia di Jiang non parla soltanto di lettere. Racconta il rapporto profondo tra emigrazione, famiglia e identità, temi ancora molto presenti nelle comunità cinesi all’estero, compresa quella di Prato. Prima dei social e delle piattaforme digitali, c’erano persone che costruivano ponti con carta, inchiostro e pazienza. E in un angolo del Fujian, uno di quei ponti è ancora aperto.



















